Democrazia?

Sabato 18 Ottobre 2014 09:36 Hits: 1800 amministratore Politica
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Riportiamo nel seguito, con il consenso degli autori, due interessanti commenti all'intervista a Xtalk che si prestano bene ad una discussione sul significato e la natura di quel che chiamiamo democrazia.

 


 

FB - Una breve riflessione, agevolata anche dal riposo dello Sbavaglio che mi ha consentito di cogliere i fenomeni in evoluzione, mi porta a constatare un crescente superamento di fatto della dicotomia tra DITTATURA e DEMOCRAZIA, come rigidamente intesa. Come non vedere in questo periodo storico una generale situazione di FLUIDITA' che riunisce i due modelli? Quando infatti si parla di democrazia, a quale fonte ci si ispira? Un ragionamento: se è vero che tutti i fenomeni di "trasformazione" della democrazia sono maturati in Occidente, dal tacherismo, fino al blairismo (di "sinistra"), per non dire prima del reaganismo, ed ancora fino all'esempio attuale italiano del renzismo, dove risiederebbe il modello autenticamente democratico? E' chiaro che, anche nel caso evidente della concezione renziana, c'è spazio per una democrazia sintetica e molto insofferente per la pluralità. E' una constatazione. E' altrettanto evidente che solo in via del tutto teorica e presuntuosa si può continuare a rivendicare la continuità "occidentale" del principio di democrazia. Guarda caso, la obiettiva trasformazione di cui sto parlando (e rispetto alla quale non mi aspetto grandi contestazioni), coincide con la "necessità" di sopprimere i diritti dei lavoratori. Ciò posto, mi convinco sempre di più che il confronto vero rimane non già tra dittatura e democrazia, ma tra interessi contrapposti di classe.


Carmen - Sulla scia delle riflessioni di FB, con le quali concordo pienamente, mi sembra molto difficoltoso rinvenire allo stato attuale un “concetto” di Democrazia esente da infiltrazioni ambigue e populiste, del tutto inclini invece, verso un modello frizzante ed effervescente di totalitarismo. Ne sono esempi lampanti gli sberleffi alla collegialità decisionale , al confronto con le parti sociali, la rottamazione di qualunque richiamo al monito della Storia, anche del pensiero politico di questo Paese. Così come vedo numerosissimi gli spunti e i tentativi di vanificare e superare i precetti Costituzionali , le vangate sullo Statuto dei Lavoratori e sui diritti acquisiti la fanno da padrone. In prospettiva vedo una futura rottura del patto di solidarietà generazionale ed un inasprimento delle conflittualità sociali e di categorie oltre, ovviamente, all’aggravarsi dello scontro di classe. Probabilmente è in crisi il modello occidentale di democrazia, destituito ormai dalla speculazione finanziaria dell’economia e della politica. Può forse essere utile per ricordare la democrazia rifarsi a modelli “altri” di essa, quella Zapatista ad esempio o, per restare sulle cronache di questi giorni, quella così contrastata e difesa a Kobane. Assieme a Afrin e Cizre, Kobane è una delle regioni autonome democratiche, una confederazione multietnica di curdi, arabi, assiri, caldei, turcomanni, armeni e ceceni che si sono dati come Contratto Sociale la Carta di Rojava dove, libertà e giustizia convivono con dignità, uguaglianza, partecipazione paritaria ad ogni istituzione sociale, autogoverno. Il primo Capoverso della Carta recita” NOI, popoli delle regioni autonome ci uniamo attraverso la Carta in uno spirito di riconciliazione, pluralismo e partecipazione democratica per garantire a tutti il diritto di esercitare la propria libertà di espressione. Costruendo una società libera dall’autoritari smo, dal militarismo, dal centralismo e dall’intervento delle autorità religiose nella vita pubblica. Ovviamente è un autogoverno, non privo di contraddizioni e condizioni durissime, che esprime, tuttavia, un concetto di cooperazione tra liberi e uguali. E’ proprio questa svolta, antistatalista e antinazionalist a del PKK verso un munipalismo libertario, ciò che viene strenuamente difeso in questi giorni che è quindi, molto di più, della difesa di una città si gioca infatti una partita di anima e democrazia futura, anche per i popoli confinanti. Scusate la digressione ma mi è piaciuto sognare di libertà, giustizia e uguaglianza.

Ultimo aggiornamento Sabato 18 Ottobre 2014 19:47  

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