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L'alternativa del diavolo

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Il mondo è pieno di alternative del diavolo: temi quali l’acqua pubblica o la neutralità di Internet pongono scelte di base alla coscienza e alla ragione di tutti noi: devo continuare ad appoggiare quello che astrattamente vorrei, il principio del bene comune, fingendo di ignorare che se seguo questa scelta indico come candidati alla futura gestione di questi temi gente che andrà a coprire, come storicamente dimostrato,  posizioni manageriali non sulla base di competenze specifiche in idraulica e protocolli informatici ma piuttosto sulla base degli interessi del gruppo da cui sono espressi e che ben si guarderà nei fatti da perseguire il vero bene comune? E che quindi avremo acquedotti che perdono e Internet che svacca? O piuttosto sarà meglio privilegiare la competenza che può essere espressa da organizzazioni focalizzate come quelle private (può mai un Comune occuparsi con successo di temi che vanno dalle pompe funebri, ai parchi, alle reti metropolitane di trasporti, all’acqua, alla gestione dei dati pubblici? E non è forse vero che competenze per fare legnatico sono infinitamente inferiori a quelle necessarie a gestire un sistema di dighe, tanto per dare una botta ai romantici che individuano acriticamente nel passato il mondo ideale a cui vorrebbero appartenere?), pur sapendo che il rischio è che una banda di arraffoni si freghi il bene comune o lo faccia diventare un profitto privato?

Devo sostenere le anime belle portatrici di ideali che sono sempre cadute nel passaggio dalla visione alla realizzazione, e che mi fanno correre il rischio che vinca politicamente una coppia di tribuni della plebe che minaccia i miei risparmi prospettando l’uscita dall’euro? O devo invece, aderendo ad una sorta di principio di realtà, tapparmi metaforicamente il naso e appoggiare chi può allontare il rischio dell’instabilità sulla base brutale di una forte maggioranza raggiunta?

Boh? Come sempre si decide in condizioni in cui non ci sono tutti gli elementi che sarebbero necessario per una valutazione ragionevolmente precisa. Un gioco a conoscenza imperfetta.

Comunque lo voglio fare con la mia testa. La compagnia dei grandi intellettuali? Simpatica, ma la lascerei al suo posto. E’ già sufficiente l’infernale rumore che in questi giorni si leva da ogni dove, senza farlo accompagnare dallo strepitio dei tromboni.

Mi scuso se ho sovrapposto questo articolo a quello che immediatamente lo precede, nel tempo e nello spazio. Lo si consideri una risposta data al di fuori del tradizionale strumento dei commenti. I lettori, se ve ne sono, leggano e commentino entrambi.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Maggio 2014 20:55  

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