Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Ipocrisia a cinque stelle

E-mail Stampa PDF

La terribile tragedia di Lampedusa aveva messo sotto gli occhi di tutti l’assurdità di una legge, la Bossi-Fini, che costringe i magistrati a procedere per il reato di immigrazione clandestina contro i miserabili superstiti del naufragio, e per quello di favoreggiamento contro i pescatori, accorsi in loro aiuto. Un “atto dovuto” nel freddo linguaggio giuridico.  Avevamo, perciò, salutato con favore la proposta di modifica, firmata dai senatori grillini Maurizio Buccarella e Andrea Cioffi che, con il parere favorevole del governo, ha ieri superato il vaglio della Commissione Giustizia.

 

 

La doccia fredda è arrivata oggi con l’ultimo post sul blog di Grillo: «In caso di nuove leggi di rilevanza sociale non previste dal Programma, come può essere l'abolizione del reato di clandestinità, queste devono essere prima discusse in assemblea dai proponenti e quindi proposte all'approvazione del M5S attraverso il blog», doppiamente autorevole perché controfirmato anche da Casaleggio.

Una doppia firma e una doppia conferma: la xenofobia dei fondatori del M5S e la loro pretesa di dirigere il traffico in Parlamento comodamente seduti di fronte al computer, con buona pace del divieto di mandato imperativo scritto nella nostra Costituzione, come in tutte le Costituzioni europee salvo quella russa, che dicono di voler difendere.

Ridicolo e ipocrita appare il tentativo di coprire la scelta di boicottare la riforma con l’assenza di un’esplicita previsione nel programma a cinque stelle. Come se, al tempo delle elezioni, fosse possibile immaginare ogni futuro scenario; come se a guidare, in primo luogo, le nostre coscienze e a orientarci nelle nostre scelte non ci fosse un sistema di valori e di principi di cui i programmi non sono che l’espressione ultima, tangibile e fattuale.

Difficile oggi prevedere se gli eletti del M5S avranno un sussulto di dignità e rifiuteranno di stare alla corda del padrone. Se, almeno, una parte di loro lo farà, quello sarà un bel giorno per la democrazia italiana. Viceversa ci acconceremo a  un parlamento di nominati da un lato, e di impiegati del Grillo dall’altra.

Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Ottobre 2013 13:01  

Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information