Lo Sbavaglio

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La Via Maestra

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Le trattative che si vogliono in corso in queste ore nella Giunta per le elezioni e le immunità del Senato confermano una verità che abbiamo sempre, colpevolmente, sottaciuto o rimosso. L’anomalia del caso italiano non sta nella lunga e fortunata carriera politica che un abile farabutto ha saputo conquistarsi, comprando tutto quel che era possibile comprare e intortando un popolo di facili crapuloni. La nostra anomalia, rispetto agli standard europei, è stata l’assenza di una seria opposizione a Silvio Berlusconi.

 

 

Anziché ergere sin da subito una barriera insuperabile con l’uomo della P2, con l’amico degli amici di Dell’Utri e di Previti, gli eredi di quello che era stato il più grande partito comunista in Occidente hanno preferito praticarvi il dialogo più o meno scoperto, il negozio più o meno commendevole, sempre il compromesso nel nome di una presunta governabilità e di un non meglio identificato interesse generale del Paese. Sacrificando i principi in vista di un risultato superiore, secondo la tradizione storico-letteraria del Machiavelli e quella pratico-politica del togliattismo, di trattativa in trattativa, di compromesso in compromesso, quello che doveva essere il principale partito della sinistra italiana oggi è il nuovo partito democristiano, presto a guida renziana. Così l’Italia è il solo paese in Europa dove la rappresentanza politica del lavoro e dei lavoratori non sia assicurata, il solo dove a contendersi il potere siano forze politiche egualmente devote al mercato e ai suoi meccanismi di automatica (sic!) regolazione sociale. Vendola prosegue la sua affettata, inconcludente e talora anche insincera narrazione; un’occasione persa, sacrificata sull’altare di uno smisurato ego, oltre che per l’incapacità di tessere le fila di un’organizzazione autenticamente democratica e aperta. Il grillismo, a dispetto delle molte buone volontà, non può liberarsi dei suoi troppi peccati originali.

 

Ecco come appare lo spazio politico italiano. Non v’è eguale in Europa. Dalla Francia alla Spagna, dalla Germania alla Grecia, dal Portogallo alla Gran Bretagna: socialisti, socialdemocratici, laburisti hanno lunghissime tradizioni e una ricca storia da difendere, sono partiti autentici con leadership contendibile e nessun marchio personale. Altrettanto vale per democristiani, gollisti e conservatori di ogni specie e genere; e anche la sinistra radicale, laddove si è sviluppato uno spazio critico più acuto al potere incondizionato dei mercati, non conosce liste personali e leader tanto incapaci quanto improvvisati.

Per chi è stanco di questo stato di cose e vuole provare a cambiarle, la “Via Maestra” è recuperare alla politica lo spazio che gli è stato sottratto dall’economia (come nel resto d’Europa) e dal sistema gangsteristico di sedicenti partiti, una specialità tutta nostrana. L’iniziativa promossa da Rodotà e da Landini non ha perciò in animo la ricostruzione della sinistra italiana, ma un obiettivo certamente preliminare: difendere la Costituzione e la legalità repubblicana quale condizione minima e irrinunciabile per tornare a fare della politica l’attività nobile e generosa di persone che si confrontano e si scontrano per conseguire finalità di cambiamento o di conservazione.

Avendo sparato a zero su tutto e su tutti, mi auguro che questo breve, parziale e affrettato, scritto susciti feroci critiche ma ci consenta di riprendere il dialogo sullo Sbavaglio, interrotto oramai da troppo tempo. In ogni caso tutti a Roma il 12 ottobre prossimo per la grande manifestazione in difesa della Costituzione!

Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Settembre 2013 13:42  

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