Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

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La vendetta di LQFB

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Ne sentirete parlare, oh, se ne sentirete.. (Crosstalk, autunno 2012)

Come qualcuno dei miei 25 lettori ha da tempo capito, una strisciante forme di inedia associata a sentimenti depressivi derivanti dall’usura del già troppe volte detto e discusso in affollate, rumorose, borghesissime (ma per altro piacevolissime) e da-rossi-piemontesi-innaffiate fondue bourguignonne, nonché in da grappa etilizzate dopo-cene, e dal troppo scritto e litigato in blogs e social networks dall’Alpi allo Stretto mi impediva (la strisciante inedia, oltre che la grappa) la scrittura del minimo coerente pensiero, non dico sull’Internet Society nel suo complesso, ma su banali metodi deliberativi e consultivi adatti ad Assemblee di Condominio, alla raccolta dell’immondizia per le strade e alla determinazione dei sensi unici. Ah, la sfiancante discussione sul concetto di delega liquida, che fatica! Due gli scogli, Scilla e Cariddi del mio agire (si fa per dire): l’uno, subdolo perché implicito e non avvertito dal dialogante, derivato dall’italica piaga alla base del pensiero unico di una scuola nazionale progettata per produrre avvocati e non ingegneri (con tutto il rispetto per i primi): palesata tramite acritiche e non dimostrate dichiarazioni sulla a-priori superiorità dei metodi manuali su quelli computerizzati (una forma di romanticismo equivalente a sostenere che Borghezio – in quanto uomo(?)-  è superiore ad una CPU Intel i7; tesi chiaramente assurda: la i7 è un quadri-processor a 2,5 GigaHz, Borghezio ospita a stento un paio di neuroni sfiancati da 2,5 cazzate al minuto), la seconda, ben peggiore, la darwiniana tendenza di ogni struttura, anche la più inutile, anche la più piccola, anche la più totalmente auto-referenziale, a cercare di sopravvivere disperatamente per il solo motivo di essere esistente.

Si giungeva al culmine presso un noto Circolo PD torinese, con un concreto use case da affrontare: che ne penserà la gente di un eventuale nuovo parcheggio? Si potrà, in questo frangente, far uso del piratesco Liquid Feedback onde raccogliere opinioni e delibere? Si infrangeva, il dibattere, sopra il punto chiave: chi deve partecipare alla deliberazione? Saranno

essi, gli iscritti al partito, o coloro che per il partito hanno votato, o i militanti, o i parenti (ma solo fino al secondo grado degli iscritti) o chi mai ancora, cazzo!, non sfiorando neppure per un istante il cervello del burocrate che i deliberatori è giusto siano tutti e semplicemente i Portatori di Interesse (Stakeholders, per dirlo in modo figo), coloro i quali, dunque, ritengano, o per un motivo e per l’altro, di avere un qualche interesse nel problema sul tappeto (il parcheggio, nello specifico), senza distinzione di sesso, razza, religione, stato di salute, livello culturale, fede calcistica, dichiarazione fiscale, credo politico e stato di iscrizione al circolo e alla bocciofila del locale dopolavoro ferrovieri in pensione. Perché ovviamente, se i deliberatori non sono sotto controllo, che fine farà il direttivo, il circolo territoriale, l’organizzazione provinciale, il fanculo regionale e l’olimpo nazionale, tutti nodi di frondosi alberi che alimentano tanti piccoli e grandi burocrati attaccati come ronzanti cicale al sole del potere centrale a mediare, interpretare e cucinare l’opinione e i desideri della gente? Non sia mai che la pattumiera della storia apra il suo coperchio attivato da un subdolo e tanto più spaventoso in quanto sconosciuto meccanismo informatico per inghiottire l’intera sovrastruttura in un solo sonoro glob (o blog?). Il problema originale? Who cares:? “Il Comitato centrale ha deciso: poiché il popolo non è d’accordo, bisogna nominare un nuovo popolo” (B. Brecht) in risposta a “La classe operaia di Berlino ha tradito la fiducia che il Partito gli aveva riposto: ora dovrà lavorare duro per riguadagnarsela!” (Segretario Generale dell’Unione degli Scrittori della DDR).

In molti si ricorderanno di quando la telefonata da Rivoli a Palmi (citando due comuni a caso) richiedeva tecnicamente un filo di rame dedicato lungo circa 1200 Km affittato al temporaneo utente a costi esorbitanti dalla Compagnia Telefonica per il tempo della conversazione (raddoppia?), e operativamente l’impegno di una signorina nero-vestita che spendeva la sua vita davanti ad un pannello di boccole con uno spinotto in mano alla caccia, per l’utente candidato all’uso del filo, della disponibilità del suddetto. Ovviamente costava assai meno parlarsi in dibattiti locali (molto), notturni e tramite convocazione fisica degli interessati (le mogli, a casa a cucinare!), e delegare ricorsivamente singoli individui ad sedi sempre più centralizzate onde superare le incombenti barriere spaziali. Talora (le sedi, non le barriere) arredate da rutilanti Juke-Boxes di tollerata provenienza USA a sostenere danze, balli e veglioni dedicati formalmente alla raccolta di fondi e all’ammortamento del locale, essi (i Juke –Boxes), nei casi più fortunati (Nilla Pizzi permettendo), semi di diffusione non avvertiti della grande cultura della musica Rock (complice forse della futura demolizione di berliniani muri). Con la formazione (ma non nei Juke-Boxes) di strutture permanenti (allora dalla forma ad albero, ora più simili a cespugli) e la nascita di associate professioni. Ora, spesso, inamovibili. E comunque non democratiche. E che tendono alla propria sopravvivenza, più che simbionti (come forse all’origine grazie all’Ideale e alla Cultura) parassite delle esigenze della gente, a giustificare poltrone, poltroncine e stipendi principeschi (a proposto, la riforma delle Province, che fine ha fatto?).

Ma ora, che posso parlare e dibattere e commentare e relazionarmi e vedermi gratis con chi mi pare a Palmi, ma perché minchia per discutere del colore delle strisce dei parcheggi (posto sia un tema comune tra Rivoli e Palmi) devo arrampicarmi e scendere come una scimmia sui rami di un albero gerarchico? Non sarà quest’ultimo, come sosteneva qualcuno nell’800, semplicemente una sovrastruttura conseguente ad una realtà economica? E forse questa realtà economica non è mutata radicalmente, nel profondo e per sempre, con il passaggio dal un filo di rame commutato a mano alla fibra ottica condivisa tra miliardi di comunicazioni contemporanee? Il coperchio del bidone della spazzatura della storia forse sinistramente si sta già aprendo..

Naturalmente tra la visione e la realizzazione c’è di mezzo una mare progettuale, popolato da strani animali che si chiamano requisiti, specifiche, progetto, software, server, router e altro ancora e che per essere pescati con profitto richiedono più la competenza degli ingegneri che la favella degli avvocati (ovviamente sempre con tutto rispetto). Terra incognita, dove prosperano i mostri che avvertita l’esigenza fanno di ogni bit un fascio: grilli che spacciano blog come strumento democratico invece che narcisistiche vetrine quali sono; ora però c’è un altro pesce (allevato da Pirati), che da tempo girava in profondità, e che ora sembra, di tanto in tanto emergere: per favore giocateci! Non sarà perfetto, ma da qualche parte bisognerà pure iniziare! E come dicono a Livorno, Grillo puppa(to)! Grazie Laura!

http://tuparlamento.it/

Ultimo aggiornamento Sabato 22 Giugno 2013 20:57  

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