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Contrappasso

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Due avvenimenti hanno caratterizzato, in questi ultimi giorni, il M5S: l’attacco degli hacker che hanno violato le caselle di posta elettronica dei parlamentari e ne stanno pubblicando le mail, ed lo “scandalo Becchi”, ripudiato e riabilitato nel giro di 24 ore.

Nel primo caso, è opportuno chiarire subito quanto sia inaccettabile la violazione della privacy di persone, pubbliche o private, che si esprimono o ricevono informazioni tramite posta elettronica. Sarei indignato – per usare un eufemismo - se qualcuno intercettasse le mie mail e le rendesse pubbliche, nonostante abbia piena coscienza che non potrebbero in alcun modo provocarmi un qualche danno. Sono altresì certo di ciò che accade puntualmente, ogni giorno: i giganti del software (da Google ai social network) sanno tutto di quello che ci scriviamo e lo utilizzano, quanto meno, a fini meramente commerciali.

È, d’altro canto, del tutto evidente che chi ha scelto la rete come principale mezzo di comunicazione ed informazione – il gurugrillo ed il M5S, in primis -dovrebbe averne ancor maggiore consapevolezza di me ed utilizzare i più sofisticati strumenti di protezione oggi disponibili. Sono convinto che l’abbiano fatto e lo facciano – Casaleggio & C. non dovrebbero essere dei principianti troppo ingenui – ma, nonostante questo, l’azione degli hacker dimostra, ancora una volta, le peculiarità di uno strumento quale è la rete: potente e fragile al contempo.  All’epoca, non ricordo allarmate prese di posizione del M5S nei confronti di Julian Assange, il principale esponente di WikiLeaks, che ha diffuso milioni di informazioni riservatissime, con il rischio di creare vere e proprie crisi internazionali. Beppe Grillo, al contrario “.. elogia Wikileaks, mentre l’Italia trema …”, recitava il titolo di un giornale del 2010.

Nel secondo caso – Becchi – si è andati ben oltre il senso del ridicolo. Il professore del'Università di Genova dichiara: "Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all'economia". Segue pubblica scomunica ufficiale del M5S che, fino a pochi giorni prima, lo citava come illustre “costituzionalista” in quanto sostenitore della possibilità di far nascere le commissioni parlamentari anche in assenza di un nuovo Governo. Analoga posizione, ovviamente, da parte del guru che rinnega il docente, quanto e più di Pietro nei confronti di Gesù Cristo.

Dapprima Becchi sostiene di essere stato travisato: si trattava solo di uno scherzo innocente (ci ricorda qualcuno, per caso?); poi si lancia in una patetica dissertazione contro i media:  "… Sono stato un grande ingenuo e sono caduto nella trappola che io stesso avevo previsto. Ho sperimentato sulla mia pelle che cosa significhi finire nel tritacarne del circo mediatico del nostro paese. Una ragione di più per suggerire a tutti di non partecipare a programmi radiofonici o televisivi. Mi auguro solo che quanto è successo non abbia danneggiato troppo il movimento. Il momento non è facile ma non bisogna scoraggiarsi. Giornali e televisioni hanno forse pensato di creare una lacerazione all' interno del movimento attaccandomi con una violenza inaudita …”. IL TRITACARNE DEL CIRCO MEDIATICO: anche questa espressione dovrebbe ricordarci qualcun altro che, colto con le mani nella marmellata, non giustifica i propri comportamenti ma trova in altri i responsabili dei fatti a lui attribuiti.

Basta questo per una riabilitazione, rapida e completa, da parte del “capo”. Ma, mi domando e vi domando, cos’è il WEB se non un “medium”, un mezzo, uno strumento tramite il quale – e non solo – Grillo ha inveito pesantemente contro tutto e tutti, usandolo spregiudicatamente contro chiunque non la pensasse come lui?

Esistono dunque, “media” cattivi (radio, giornali, televisione) e “media” buoni (la rete)? A me sembra che, a volte, le sciocchezze che si leggono ogni giorno su Twitter e Facebook superino di gran lunga le meravigliose performance di Emilio Fede, che il Signore l’abbia in gloria! Dovremmo forse invitare Milena Gabanelli – la vincitrice del concorso “Quirinarie” – a twittare invece di proporci le inchieste televisive di “Report”?

Caro Beppe, ripassa qualche verso di Dante – il contrappasso – e riflettici sopra.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 05 Maggio 2013 22:00  

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