Lo Sbavaglio

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Letta I

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Enrico ce l’ha fatta. Zio Gianni rosica un po’, come dicono a Roma, ma alla fine è festa di famiglia, anche il padrone è salvo. Nasce un governo con tanti primati: il più giovane presidente del consiglio, l’età media dei  ministri più bassa della storia della Repubblica. E poi ancora tante donne e persino la prima di colore a occupare un dicastero. E un altro record, questo addirittura mondiale, sfortunatamente solo sfiorato, moglie e marito simultaneamente ministri della Repubblica e appartenenti a schieramenti politici che si dichiarano opposti. Che si può volere di più?

 

 

Una scelta obbligata per il PD che ha la maggioranza alla Camera ma non al Senato, impossibilitato a un accordo col M5S perché questi, impudentemente, avevano preteso, per avviare una discussione sul governo, niente meno che la nomina di Stefano Rodotà a capo dello Stato; il quale, come si apprende dalle dichiarazioni dei principali leader democratici, presentava un insuperabile limite: era stato indicato da un pugno di militanti in rete. Troppo, davvero troppo per il PD. Più semplice è stato buttare alle ortiche le infinite dichiarazioni elettorali e post-elettorali che avevano escluso qualsiasi compartecipazione al governo col PdL. La politica, ancora una volta, ne guadagna in credibilità.

Fin qui il faceto, se fosse lecito sorridere delle nostre sventure, perché le conseguenze immediate di questo pessimo governo sono:

1. l'impunità per Berlusconi, che anzi coltiva il suo ultimo sogno di divenire presidente della Repubblica (il PD si rimangerà anche il suo voto per l'ineleggibilità del caimano nella giunta per le elezioni);

2. nessun contrasto alla corruzione, la cancrena che ha divorato le risorse pubbliche e impedisce il rinnovamento della società italiana;

3. la riduzione della spesa sociale come unico intervento possibile di finanza pubblica;

4. la negazione dell'elementare diritto di cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia, nonostante la foglia di fico del ministro per l'integrazione di colore;

5. l'aumento della sfiducia verso la politica e la sua capacità di affrontare e risolvere i problemi.

E certo molto altro ancora che scopriremo pian piano lungo questa via crucis dell'Italia che porta al declino se non al disastro.

Ultimo aggiornamento Domenica 28 Aprile 2013 14:38  

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