Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

La difficoltà del voto

E-mail Stampa PDF

Mancano due settimane alle elezioni politiche generali e a quelle, non meno importanti, che devono decidere del futuro consiglio regionale della Lombardia, la regione più popolosa e più ricca d’Italia. Il 24 e il 25 febbraio prossimi sono in gioco speranze e interessi che rendono la competizione elettorale fra le più incerte e le più accese dal dopoguerra. Berlusconi, puntando sulla memoria corta degli italiani, ha iniziato il lungo valzer di promesse da spendere sino all’ultimo giorno utile, mentre Monti e Grillo affidano la loro fortuna elettorale al diffuso sentimento della fine della storica contrapposizione destra/sinistra. Chi, come me, ritiene invece più che mai attuale e necessaria l’affermazione della sinistra politica per battere il pensiero economico liberista, che domina incontrastato le nostre vite e procura senza posa sofferenze in Italia e nel mondo, che scelte ha di fronte?

 

 

 

L’anomalia italiana, nel panorama europeo, è anche questa: il nostro Paese è il solo nel quale non vi sia una forza politica chiaramente ispirata alle idee socialiste e che, parimenti, non sia il comitato elettorale di qualche leader più o meno improvvisato: straordinario fatto in un paese che può vantare una grande tradizione socialista, e nel dopoguerra e sino agli anni ’80 ha ospitato il più grande partito comunista d’Occidente. Il Partito Democratico non è socialista né dichiara ispirarsi alle quelle idee, al punto da chiedere e ottenere nel 2009, per aderire a quel gruppo nel parlamento europeo, che i Socialisti cambiassero nome, divenendo Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici. In Francia è presente il Partito Socialista (PS), in Germania il Partito Socialdemocratico (SPD), in Spagna il Partito Socialista Operaio (PSOE), e via dicendo per quasi tutti i paesi europei che non hanno rinunciato a un partito ostentatamente socialista e democratico. Nel consiglio d’Europa siede anche il Gruppo della Sinistra Unitaria Europea al quale hanno aderito, tra gli altri, i rappresentanti della Sinistra Tedesca (Die Linke), del Partito della Sinistra e del Partito Comunista Francese (Parti de Guache, PCF), del Partito Comunista di Spagna (PCE) e così via per gli altri paesi europei meno che per l’Italia. L’Italia non ha rappresentanti in questo Gruppo e se mai ne avesse non sarebbero né socialisti né comunisti; oggi sarebbero piuttosto vendoliani o ingroiani. Sinistra Ecologia e Libertà (con Vendola), infatti, più che un partito è una narrazione, tutta da ascoltare, mai da disturbare, con la speranza di non pochi tra quei militanti in ascolto che dalla fortuna del Capo ne possa discendere qualcosa di buono anche per se stessi, come sottoprodotto di quel potere che il successo mediatico di Nichi Vendola sembra promettere. Rivoluzione Civile (con Ingroia) non vuole essere un cartello elettorale e vi è chi giura sulla sua lunga vita futura, ben oltre il tempo delle elezioni; ma la formazione delle liste elettorali per la Camera e per il Senato, la stessa modalità con cui si è scelto il leader, mostrano come Rivoluzione Civile con Ingroia non sia che uno zatterone, guidato da un bravo magistrato (e mediocre politico), per profughi del comunismo surreale (Ferrero, Diliberto), della disastrosa esperienza dei Verdi italiani (Bonelli), e del clamoroso naufragio - causa Gabanelli – dell’imbarcazione dipietrista (con la sinistra che c’azzecca?).

Questa è la difficoltà del voto, acuita dalla consapevolezza che una (improbabile) vittoria di Monti garantirebbe la prosecuzione di quelle ottuse politiche liberiste che stanno distruggendo lo stato sociale e allargando il gap tra la parte più ricca e quella più povera del Paese;  e che una (non improbabile) vittoria di Berlusconi costringerebbe l’Italia ai margini della politica internazionale, lanciandola in un abisso di anacronistica autarchia che impoverirebbe tutti, e aprirebbe allo scellerato alleato leghista la strada della secessione del nord Italia. Per fortuna mancano ancora due settimane al voto, e una scelta si avrà pure il tempo di farla.

Ultimo aggiornamento Domenica 10 Febbraio 2013 18:46  

Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information