Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Truffe elettorali

E-mail Stampa PDF

Nel  marzo del 1953 il governo di Alcide De Gasperi, auspice il ministro dell’Interno Mario Scelba, faceva approvare una legge elettorale che introduceva un premio di maggioranza consistente nell'assegnazione del 65% dei seggi della Camera dei deputati alla lista o al gruppo di liste collegate che avessero raggiunto il 50% più uno dei voti validi. La legge passava coi soli voti della maggioranza e nonostante i forti dissensi manifestati dalle altre formazioni politiche sia di destra che di sinistra. Vi furono grandi proteste soprattutto da parte dell’allora partito Comunista che riteneva inaccettabile la distorsione introdotta nella rappresentanza parlamentare, mentre i fautori vedevano invece la possibilità di assicurare al Paese dei governi stabili. Dopo le elezioni che si svolsero in giugno, allorquando nessuna delle forze apparentate raggiunse la soglia di voti necessaria per far scattare il meccanismo del premio, la legge venne abrogata ma rimase nella storia parlamentare d’Italia, almeno per chi l’aveva avversata, come la “legge truffa”.

 

 

Qualche anno dopo, nel dicembre del 2005, Berlusconi otteneva di far approvare dalla sua maggioranza parlamentare (Forza Italia, Alleanza Nazionale, UDC, Lega Nord) la legge elettorale, attualmente in vigore, che ha eliminato le preferenze e garantisce un minimo di 340 seggi alla Camera dei deputati alla coalizione che ottiene la maggioranza relativa dei voti, quale che essa sia; è il cosiddetto porcellum, come l’ebbe a denominare il politologo Giovanni Sartori, da subito contestato dalle opposizioni, in primis dai Democratici di Sinistra.

 

In queste ore sono il Partito Democratico e il suo principale alleato Nichi Vendola (non tiriamo in ballo partiti inesistenti) a farsi  carico del problema della governabilità. Il segretario Bersani, che sente profumo di palazzo Chigi, avverte "tutti devono capire che ci vuole, non per noi ma per il Paese, un premio decoroso per chi arriva primo”. E aggiunge “io voglio solo che una coalizione col 35% abbia un premio che garantisca al Paese un presidio di governabilità”. Una legge così, ma decisamente più a favore della governabilità, l’aveva voluta anche il cavalier Mussolini nel 1923 (con la legge Acerbo si assicurava alla formazione politica che avesse ottenuto almeno il 25% dei suffragi i 2/3 dei seggi parlamentari).

Comunque vada a governarci sarà una rappresentanza, auspichiamo almeno in parte eletta, di una coalizione di partiti che non raggiungerà neppure  il 20% del consenso popolare, ove si consideri l’altissimo tasso di astensionismo atteso. Dov’è ora la truffa?

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna


Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information