Lo Sbavaglio

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Politica

Parlando di livelli blues

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Credo che con questo mio articolo mi renderò ancora più antipatico ai pochi che ormai hanno la pazienza di sopportarmi (morirò probabilmente in solitudine dialogando con il rubinetto del mio bagno scambiando i suoi gocciolii per dotte rappresentazioni del mondo), ma il fatto è che la discussione svolta nella mia comunità di amici (Follower? Following? Compagni? A quando una rete sociale di sinistra? A pensarci bene non ci sarebbe termine più adatto, un’altra grande occasione storica sprecata!) [1], in occasione di queste elezioni, mi ha divertito e contemporaneamente mi ha dato modo di pensare: a discapito dei miei pochi lettori esporrò quindi qui sotto i risultati delle mie meditazioni (se non ve ne frega una beata NON cliccate su “Leggi tutto”: addio!).

Ultimo aggiornamento Domenica 25 Maggio 2014 13:59
 

A chi può interessare cosa voto alle prossime europee?

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Attenzione! Il tribunale del popolo riunito oggi 28 maggio 2014 presso il bar "Da Gianni Sport" di corso Francia a Cascine Vica, Rivoli (TO) sotto la direzione del compagno commissario proboviro Morfeo ha decretato la restaurazione al primo posto in prima pagina dell'articolo che segue del compagno PIA e la ripubblicazione in corpo 8pt dell'articolo "L'alternativa del diavolo" del rinnegato Crosstalk che cedendo alle lusinghe di un borghese e malinteso culto della personalità, approfittando della delega popolare alla gestione del sito, aveva indebitamente sovrapposto a quello del compagno PIA. Censura al rinnegato!

Hasta siempre!

Mi faccio questa domanda nel momento in cui mi decido a scrivere queste poche righe per sostenere anche sullo Sbavaglio la lista “L’Altra Europa con Tsipras”. Quei pochi che mi leggeranno, infatti, sanno già quel che penso e cosa andrò a votare. Scartata l’ipotesi di scrivere per il gusto di scrivere – visto che non mi manca l’occasione – non resta che l’indomabile desiderio di provare a convincere qualcuno di voi che andare a votare domenica prossima è molto importante e che è “necessario” scegliere la sola proposta che serve a cambiare l’Europa.

Ultimo aggiornamento Domenica 01 Giugno 2014 15:15
 

L'alternativa del diavolo

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Il mondo è pieno di alternative del diavolo: temi quali l’acqua pubblica o la neutralità di Internet pongono scelte di base alla coscienza e alla ragione di tutti noi: devo continuare ad appoggiare quello che astrattamente vorrei, il principio del bene comune, fingendo di ignorare che se seguo questa scelta indico come candidati alla futura gestione di questi temi gente che andrà a coprire, come storicamente dimostrato,  posizioni manageriali non sulla base di competenze specifiche in idraulica e protocolli informatici ma piuttosto sulla base degli interessi del gruppo da cui sono espressi e che ben si guarderà nei fatti da perseguire il vero bene comune? E che quindi avremo acquedotti che perdono e Internet che svacca? O piuttosto sarà meglio privilegiare la competenza che può essere espressa da organizzazioni focalizzate come quelle private (può mai un Comune occuparsi con successo di temi che vanno dalle pompe funebri, ai parchi, alle reti metropolitane di trasporti, all’acqua, alla gestione dei dati pubblici? E non è forse vero che competenze per fare legnatico sono infinitamente inferiori a quelle necessarie a gestire un sistema di dighe, tanto per dare una botta ai romantici che individuano acriticamente nel passato il mondo ideale a cui vorrebbero appartenere?), pur sapendo che il rischio è che una banda di arraffoni si freghi il bene comune o lo faccia diventare un profitto privato?

Devo sostenere le anime belle portatrici di ideali che sono sempre cadute nel passaggio dalla visione alla realizzazione, e che mi fanno correre il rischio che vinca politicamente una coppia di tribuni della plebe che minaccia i miei risparmi prospettando l’uscita dall’euro? O devo invece, aderendo ad una sorta di principio di realtà, tapparmi metaforicamente il naso e appoggiare chi può allontare il rischio dell’instabilità sulla base brutale di una forte maggioranza raggiunta?

Boh? Come sempre si decide in condizioni in cui non ci sono tutti gli elementi che sarebbero necessario per una valutazione ragionevolmente precisa. Un gioco a conoscenza imperfetta.

Comunque lo voglio fare con la mia testa. La compagnia dei grandi intellettuali? Simpatica, ma la lascerei al suo posto. E’ già sufficiente l’infernale rumore che in questi giorni si leva da ogni dove, senza farlo accompagnare dallo strepitio dei tromboni.

Mi scuso se ho sovrapposto questo articolo a quello che immediatamente lo precede, nel tempo e nello spazio. Lo si consideri una risposta data al di fuori del tradizionale strumento dei commenti. I lettori, se ve ne sono, leggano e commentino entrambi.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Maggio 2014 20:55
 

Piuttosto che lavorare

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… Meglio la politica!

E cosi in attesa di uscire dalla mia mia condizione di  convalescente forzato devo far finta di vivere, in attesa che la sanità riconosca sia alla mia compagna , che a me il  diritto ad un servizio umano e civile degno di un paese democratico. Già  ma non sono ne Scaiola, né dell’Utri e ancor meno il papi  che sta scontando una pena che io avrei subito volentieri senza batter ciglio, dopo aver rubato  ( Si fa per dire,  poiché non si ruba) dei prodotti  alimentari e per dieci anni, nei super mercati per sopravvivere . Ci pensate quanto bene farebbero al paese, se questi mafiosi lestofanti  fossero obbligati a servire gli anziani, nei loro bisogni essenziali, ( Anche igienici) e negli istituti per anziani, negli ospedali, e o nelle case di cura, ma tutto ciò facendo  vivere  questi indegni con  pensioni da fame  ( SE PURE IO CHE NON SONO PER QUESTI SIGNORI UN GARANTISTA LI PREFERISCO IN GALERA MA QUELLA VERA)cui sono obbligati  i nostri anziani dopo anni e anni di lavoro troppe volte faticoso e malpagato e per lo più a causa di questo sfruttamento, invalidi con pensioni di invalidità civile la cui dignità e ancora tutta da comprovare questo almeno per noi .  In questi giorni mi prendo la libertà di andare al mercato quasi tutti i sabati o quando posso spendere, si quello sotto casa nel tentativo quasi sempre fallito di fare una congrua spesa convinto di riuscire a spendere quanto la settimana precedente ma non è mai così. E io sinceramente non credo alle dicerie televisive quando dicono che i prezzi sono scesi a causa del calo degli acquisti dei consumi, ne tanto meno credo che gli ottanta euro ( Che io non vedrò mai) aiuteranno alla ripresa dei consumi. Io che sono un inguaribile ottimista mi avvicino a coloro che si presentano come candidati  nei comuni , nelle regioni, o addirittura in Europa nel tentativo di capire cosa e quanto andranno a fare una volta eletti. Nonostante la mia buona volontà nessuno mi parla dei problemi  che assillano il nostro sventurato paese mi dicono che ho ragione a lamentarmi ma che loro e i loro partiti non hanno la soluzione , e c’è qualcuno che non vuole i forni cromatori nelle propria città questo si che risolverebbe il problema della salute pubblica .  Dopo tutto pestare l’acqua nel mortaio o fare politica è meglio di lavorare il guaio sta nel fatto che questo accade anche in Europa. E tutto questo mentre Renzi è impegnato a ripulire la expo di Milano orgoglio del  nostro mangia, mangia  a ciò a proposito  della mostra alimentare che si svolgerà nel nostro bel paese nei prossimi mesi. DOPO TUTTO MANGIARE E’ MEGLIO CHE LAVORARE  e rubare dalle nostre tasche per lor signori ancora meglio.  chi ha orecchie per intendere …

 

La Liberazione

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Si avvicina l'anniversario della Liberazione e desidero condividere con voi una riflessione in forma di poesia che feci otto anni fa, per l'appunto intitolandola:

25 aprile 2006.

Io non ero ancora nato.

Come la maggior parte delle persone che vivono oggi,
non ho vissuto quei giorni,
non ho vissuto quella liberazione.

Ma di lei sono figlio, come tutti lo siamo.
Per questo la festeggio.

Non perché io pensi che debba esservi oggi la resistenza che vi fu allora.
Anzi, chi lo pensa non dovrebbe festeggiare, perché dovrebbe pensare che allora fu inutile.

Non perché io pensi che ci sia ancora oggi il nemico che fu battuto allora.
Anzi, chi lo pensa non dovrebbe festeggiare, perché per lui la guerra non è finita.

Ma perché penso che da lì sia nato un paese nuovo e migliore.
Che lo sarà ancora di più quando sarà libero da chi pensa di doverlo liberare ancora.

Francesco Paganuzzi

Esprimevo all'interno della sinistra una critica culturale all'eccesso di ideologizzazione e alla spocchiosa  autoreferenzialità che tanto caratterizzava a mio avviso la sinistra italiana e che era alla base delle sue sconfitte.

La penso ancora così, e a distanza di otto anni a sinistra sono meno isolato nel pensarlo.

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Aprile 2014 09:03
 


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