Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

La partita di calcetto sulla statale

E-mail Stampa PDF

Il tema dell’immigrazione è stato sin dalla nascita de “Lo Sbavaglio” uno dei più discussi, ancor più lo è diventato dopo i fatti di Rosarno. E c’è da scommettere che terrà ancora lungamente banco su queste colonne come su tutti i media. Sulle pagine di destra troveranno ancora posto le richieste di respingimento e di lotta senza quartiere alla clandestinità, sulle pagine di sinistra gli appelli alla solidarietà e all’integrazione. Due mondi che non si parlano e che parlano a mondi diversi. Due blocchi contrapposti e inconciliabili di pensiero, per i quali non è immaginabile alcuna mediazione o sintesi dialettica.

È chiaro, naturalmente, da che parte stiamo noi. E tuttavia non possiamo liquidare sbrigativamente la posizione della destra, quella leghista in particolare, perché sappiamo quanto consenso riscuota soprattutto tra i ceti più popolari. Qui trova maggiore seguito non solo in ragione della complessa coabitazione con gli immigrati nei quartieri più periferici delle nostre città ma anche, io credo, per via della  nettezza e della semplicità d’uso delle parole d’ordine leghiste.

 

Tralasciando, perché non utili a questa analisi, le pur troppo ricorrenti “intemperanze” di alcuni tra i suoi più ottusi esponenti, qual é in sintesi il messaggio che la Lega affida alla sua parte più governativa e televisiva? L’immigrazione deve essere controllata per adeguarla alle necessità e alle richieste di lavoro che vengono dalle famiglie e dalle imprese. E pertanto l’immigrazione irregolare va respinta con decisione allo scopo di non importare delinquenza né alimentare il mercato nero del lavoro e, di conseguenza, non favorire condizioni di vita degradate e inaccettabili per la nostra società.

 

Queste, dunque, le argomentazioni con le quali occorre confrontarsi se vogliamo recuperare spazi e consensi nell’elettorato più popolare. Non possiamo affidare la nostra risposta, tutta la nostra risposta alla affermazione di principi di etica, laica o religiosa, e ai buoni sentimenti che possono essere sufficiente motivazione per molti di noi ma non lo sono, è evidente, per una parte consistente della società italiana.

Cosa c’è che non funziona nel ragionamento leghista? Apparentemente nulla ed è questa la ragione del suo successo! Però la Bossi-Fini che è legge dal 2002 - ha dunque già otto anni di vita - ed è l’espressione giuridica massima (con l’aggravante di alcune corbellerie che non piacciono più nemmeno ad uno dei suoi estensori) di questo modo di pensare, non funziona affatto. Come è noto non accenna a diminuire e anzi cresce in Italia la presenza di stranieri dell’una e dell’altra specie, regolari  e “clandestini”, come ben documentato dall’ultimo rapporto Caritas; anzi in Italia, secondo gli ultimi dati disponibili, la presenza straniera è cresciuta più che in ogni altro paese europeo.

Occorre allora richiamare che il fenomeno migratorio ha le sue origini nella crescita della popolazione mondiale che a fine 2008 è arrivata a 6 miliardi e 829 milioni (e raggiungerà gli 8 miliardi nel 2025) e nel parallelo incremento della già enorme disparità nella distribuzione della ricchezza mondiale. I Paesi in via di sviluppo, dove vive l’85% della popolazione, non hanno a disposizione neppure la metà della ricchezza mondiale (46,1%). Le persone che soffrono la fame arrivano a un miliardo e decine di milioni sono le persone costrette alla fuga da guerre e da persecuzioni. Questo è il contesto nel quale le migrazioni si collocano e le poche cifre riportate spiegano l’insuccesso di qualsiasi politica di respingimento.

È necessario che i cittadini dei paesi ricchi prendano atto della insostenibilità di questa situazione, che ogni diga sarà inevitabilmente fragile e che solo l’effettiva cooperazione tra il Nord e il Sud del mondo può evitarci molti drammi e molte sofferenze. È altrettanto indispensabile sapere che una crescita illimitata del nostro benessere non è possibile e che dovremo presto porre un freno ai nostri consumi per favorire, anche solo a parità di emissioni globali di CO2 nell’atmosfera del pianeta Terra, quello dei paesi più poveri.

In società ricche, ma molto diseguali come le nostre, non si potrà chiedere di pagare questo prezzo per intero alle classi meno abbienti. Non basterà raccontare loro, pur nella crudezza dei dati, le condizioni di vita della specie animale uomo sul pianeta Terra. Per essere davvero credibili sarà necessario cominciare con l’attuare una più equa distribuzione di risorse già all’interno delle nostre società; proprio ciò che le destre non intendono fare e preferiscono semmai esorcizzare sostenendo e alimentando le ragioni di un conflitto insensato tra gli ultimi nella scala sociale e gli ultimi arrivati.

Certo è che l’attuale politica sull’immigrazione somiglia per tanti versi all’ostinazione con la quale si potrebbe pretendere di giocare oggi una partita di calcetto sulla statale, cosa che era ancora possibile negli anni della mia infanzia ma che è oggi, piaccia o no, del tutto impraticabile perché si sarebbe ben presto travolti dalle tante auto di passaggio.

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Gennaio 2010 19:09  

Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information