Lo Sbavaglio

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Migranti

Dell’integrazione

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Mi raccontava una signora, che incontravo al bar quasi ogni mattina, che tra le giovani generazioni non c’è tutta quella rabbia razziale che ci raffiguriamo.

Era bene informata quella signora, perché era un’insegnante e lavorava in scuola ad alta affluenza di bambini stranieri. C’era invece, secondo lei, molta più resistenza negli adulti, genitori e insegnanti, ad accettare la presenza di gente proveniente da chissà dove. Lo sport di sbolognare il marocchino al collega del corso più sfigato era abbastanza diffuso, diceva lei. Non ne andava molto fiera perché detestava parlar male della categoria, ma si sa che ogni tanto qualche mezza verità sfugge.

Ultimo aggiornamento Martedì 20 Luglio 2010 21:00
 

Una petizione al Quirinale sulla tragedia dei profughi eritrei

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Nel silenzio quasi generale dei mezzi di informazione e nel disinteresse del nostro governo si sta consumando in queste ore una nuova tragedia ai danni di centinaia di cittadini eritrei. Le autorita' libiche hanno infatti deciso la loro deportazione dal centro di Misratah, sulla costa della Tripolitania, a quello di Sebha, all'estremo sud del paese, dove le condizioni di vita sono assolutamente disumane. Molti di questi eritrei si trovavano nel centro di Misratah dopo uno dei tanti respingimenti in mare frutto dell'accordo con il governo di Gheddafi di cui va tanto fiero il nostro  Ministro dell'Interno. L'Italia ha perciò una speciale responsabilità in questa tragedia.

La redazione de "Lo Sbavaglio" invita tutti i suoi lettori a indirizzare al Presidente della Repubblica, attraverso https://servizi.quirinale.it/webmail/ (ignorate la notifica che il certificato di sicurezza del sito del Qurinale è scaduto e procedete comunque), il testo che segue:

Sig. Presidente,
conto sulla sua autorevolezza morale e istituzionale per cambiare la politica di respingimento praticata dal nostro Governo contro minoranze in fuga dai loro paesi in guerra. In particolare mi riferisco al respingimento in Libia dei migranti provenienti dal Corno D'Africa, vieppiù illegittimo perchè si tratta di persone che hanno diritto all'asilo politico. Le volenze, le deportazioni, le incarcerazioni arbitrarie e prolungate perpetrate sul suolo libico vengono continuamente confermate e sono state oggetto di interrogazioni parlamentari che non hanno fino ad ora avuto una risposta che non sia stata meramente burocratica. Sono notizia recente ulteriori scontri tra profughi eritrei e polizia libica che hanno portato a uccisioni ed espulsioni verso l'Eritrea di persone che fuggono da quelle zone di guerra. Non sono casi isolati, si tratta di una sofferenza collettiva che finora non ha smosso la coscienza della politica. Voglio che Lei sappia che questa politica antiumanitaria non mi rappresenta in quanto cittadino italiano ed europeo e faccio appello alla Sua sensibilità e al Suo ruolo di garante dei Diritti Costituzionali.
         Distinti saluti.

 

Belle ragazze albanesi

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Dalla scrittrice e giornalista albanese Elvira Dones, emigrata in Svizzera prima della caduta del Muro di Berlino e attualmente residente negli Stati Uniti, riceviamo questa lettera aperta al premier Silvio Berlusconi in merito alla battuta del Cavaliere sulle "belle ragazze albanesi".

Durante il recente incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all'Albania. Poi ha aggiunto: "Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze". "Egregio Signor Presidente del Consiglio, le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: "le belle ragazze albanesi".

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Aprile 2010 11:34
 

Rapsodia in giallo

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Quasi tutti coloro che hanno avuto la buona o cattiva sorte di ritornare tra i vivi dicono che quando si scivola nel tunnel della morte si è  come circondati da un immenso, rasserenante biancore.

Quale potrebbe essere invece il colore del risveglio  dallo stato di coma e, per analogia, mettendola sul piano politico/sociale, il risveglio dal lungo torpore in cui è sprofondata gran parte della societa’ civile italiana negli ultimi 15 anni? Quale colore potrebbe essere in grado di fugare in men che non si dica  l’algido candore del coma profondo in cui versa la nostra societa’ civile? Mi verrebbe da pensare a un bel giallo, ricco luminoso, solare che potrebbe anche mantenere tra le pieghe qualcosa di fresco, tipo il colore dei limoni.

Ultimo aggiornamento Martedì 02 Marzo 2010 13:35
 

Contro il razzismo e a sostegno del primo marzo

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Pubblichiamo una lettera di scrittori-scrittrici, giornaliste/i e blogger contro il razzismo a sostegno del primo marzo, “Una giornata senza di noi”.

Noi scrittori e scrittrici migranti e stanziali, giornaliste/i, blogger che operano in Italia abbiamo deciso di aderire alla giornata del primo marzo, “Una giornata senza di noi”, rendendoci visibili attraverso la scrittura, impegnandoci a creare, diffondere ed elaborare occasioni per promuovere in maniera pubblica la riflessione attraverso scritti che affrontino le tematiche espresse in questa giornata.

Ultimo aggiornamento Sabato 20 Febbraio 2010 21:08
 


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