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Costituzione e lavoro (parte quarta)

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I Padri fondatori consci delle gravi condizioni economiche in cui versavano le popolazioni italiane decisero di lasciare invariate alcune nazionalizzazioni fatte dal vecchio regime, e realizzarono altre nazionalizzazioni che dovevano servire ad aiutare lo sviluppo dell’economia nazionale.  Le industrie private a causa delle distruzioni provocate dal ritiro delle truppe nazifasciste erano state semi distrutte o distrutte totalmente, quelle rimaste non erano sicuramente in grado di assorbire tutta la mano d’opera disoccupata. Fu grazie al “ Progetto per il lavoro” proposto da Giuseppe di Vittorio, anche se tale progetto non fu mai realizzato a causa della resistenza dei partiti di governo e del suo stesso partito, che si diede comunque una spinta fondamentale a tali scelte cominciando a dare impulso alla gestione statale d’industrie nazionalizzate realizzando una grande ripresa economica e elevando il numero degli occupati sia pure con salari contrattati al ribasso a causa della situazione economica che solo allora cominciava a uscire da un’economia di guerra…di un paese sconfitto tra l’altro.

Se pure difficile la situazione del paese, e forse proprio in ragione di ciò la Costituzione attraverso i suoi fautori si presero cura di definire in termini paritari, sia il diritto al lavoro, che la parità di trattamento economico, basandosi sul concetto fondante che tutti i cittadini ha il diritto di concedersi una vita degna di essere vissuta a differenza di quanto accadeva a queste precise categorie, che nella storia dell’uomo sono sempre state messe in soggezione nei confronti non solo del potere, ma anche nelle stesse famiglie.

Le donne apprezzate dal regime fascista solo per le loro capacità riproduttive, e per le loro prestazioni sessuali, utilizzate solo durante la guerra nelle fabbriche belliche con salari di fame, con la Costituzione  assumono un ruolo attivo nella società come soggetto insostituibile per la crescita del paese e si stabilisce la parità dei sessi sul lavoro e nella sociètà, e a partire dal diritto  di voto e poi con altre conquiste che hanno cambiato il volto del nostro paese.

Sulla falsa riga della  pari dignità e diritti comuni stavano per quanto riguardava la Costituzione pensionati, e diversamente abili  invalidi sino alla proposta di obbligare le industrie a da assumere  un numero percentuale di questi lavoratori donne comprese, relative al numero di dipendenti presenti nella stessa azienda, a parità di salario ma molte aziende private non erano d’accordo e al  massimo assumevano con salari fortemente ridotti sino al 40% o si rifiutavano direttamente di rispettare la legge e di conseguenza la Costituzione senza che il governo si premurasse di fare rispettare la legge. Colpa della costituzione? Le pensioni sono pagate con i contributi dei lavoratori di quelli che hanno lavorato prima e dei successivi, con i soldi dell’inps hanno da sempre in sostanza pagato tutto, dalla cassa integrazione ai soldi dati al fiat per le ristrutturazioni, ma per i pensionati, di vecchiaia, invalidi a quant’altro non ha mai voluto trovare i soldi, per garantire ai nostri anziani, ai nostri malati, alle nostre compagne una vita degna di essere vissuta. In sintesi hanno da sempre disatteso la nostra costituzione prendendola certamente a calci. Non sempre è stata una questione di risorse.

Uno dei paragrafi del testo pone in particolare rilievo il tema della scuola dell’obbligo, la sua gratuità, l’impegno da parte dello stato di intervenire per aiutare le famiglie in difficoltà economiche nel caso i figli, avessero voluto continuare gli studi, con contributi diretti e o borse di studio statali per elevare il livello di scolarizzazione delle masse popolari, e dare anche a loro la possibilità di accedere a posti di responsabilità che sino allora erano stati occupati dai figli del potere.

Fondamentale e non priva di nota è l’affermazione in cui si definisce in maniera eloquente, e direi quasi dirompente è la sottolineatura nei confronti della ricerca in tutti i campi dell’economia, della scienza, dell’industria e chiede l’impegno dello stato, sia in termini economici sia organizzativi per garantire sia questa ricerca si realizzi per facilitare l’approccio a tutti quelli che dimostrano attitudini, impegno e spirito di sacrificio, per garantire il progresso e il bene del paese. ECCO LA COSIDETTA MERITOCRAZIA.

Tanto per gradire ciò fu inserito ancora grazie a Giuseppe di Vittorio.

Ma ciò non venne mai mantenuto se non in qualche sporadico caso, i corsi di formazione, scuole professionali,o scuole di apprendistato fallite senza un riferimento preciso rispetto ad una tecnologia che avanzava non sulla base di ricerche scientifiche e tecnologiche  ma su esigenze del momento atte a soddisfare situazioni  completamente scollegate dalle esigenze del villaggio paese vedi fiat Indesit, Eni - Mont e poco altro nel settore delle macchine utensili ben altro erano le  ricerche di cui il paese abbisognava. La ricerca scientifica programmata e finalizzata.

Ancora una volta,anche questi capitoli furono e sono tutt’oggi disattesi, e come sempre furono e sono ancora le giovani generazioni a pagare la cecità politica dei nostri governanti, ossessionati dal potere, non hanno mai esitato a riempire di sangue le nostre piazze quando donne , giovani, ragazze, ragazzi di ogni categoria scendevano in piazza, per chiedere semplicemente l’applicazione della nostra CARTA COSTITUZIONALE a Bologna, Reggio Emilia, Genova, Viareggio, Napoli in tutta ITALIA si dovette scendere in piazza per sconfiggere chi voleva oltraggiare la nostra costituzione riponendo al governo i fascisti e dalle fabbriche rinacque la RESISTENZA. Nel prossimo affronteremo il tema della costituzione.

Sul posto di lavoro e la precarietà cosa ne pensa la costituzione.? Una considerazione prima di finire.

Questo mio modesto contributo, voglio esprimerla. Questa nostra Carta non è mai stata nè rispettata, nè realizzata, soprattutto nelle sue parti salienti e importanti, e non possiamo, non dobbiamo neppure immaginare che siccome da diversi viene considerata la carta dei sogni è meglio lasciarla stare, chi pensa questo è un criminale ideologico ed è contro la libertà, e se davvero tutto ciò è un sogno, spiegateci i nostri

Morti quelli prima e quelli dopo e comunque se avete paura dei nostri sogni, ciò vuol dire che possiamo realizzali, e realizzare i nostri sogni significa sconfiggere la vostra violenza, e le notti che ci costringete a vivere.

IL NOSTRO E’ SOLO UN SOGNO di PACE in libertà x il lavoro e per futuro dei nostri e Vostri figli

Ultimo aggiornamento Sabato 16 Gennaio 2010 15:27  

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