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Stato e Democrazia (parte seconda)

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La reale e fondamentale caratteristica della democrazia sta nella sua imperfezione, a differenza di quanto i profani possono affermare. E' proprio questa sua congenita imperfezione che la rende vitale e sempre e comunque perfettibile, attraverso la partecipazione di tutti i cittadini organizzati, nei vari sindacati, associazioni, organismi, che nella società svolgono ogni tipo di funzione atta a concretizzare la democrazia; anche sottoforma di protesta , di proposte e rivendicazioni riguardanti problemi sociali che investono i complessivi mondi presenti in ogni piega della società.

 

Sotto questo aspetto è bene ricordare oltre alle organizzazioni sindacali dei lavoratori, gli artigiani, i commercianti, i piccoli imprenditori e tutte le realtà associative. In tutto il tessuto associativo, indipendentemente dalla importanza, sussiste il nucleo parcellizzato della democrazia. L’insieme di tutto ciò intelligentemente sostenuto ed organizzato sviluppa il senso della solidarietà, fondamento importante per ogni paese ma vitale per una democrazia come la nostra. Quando questo filo si rompe inevitabilmente  si instaura il sentimento della paura e della solitudine e la società democratica comincia a sfilacciarci. Le lotte sociali in una società democratica sono il sale, insostituibile, per lo sviluppo della stessa, perché contribuiscono ad arricchire il patrimonio dei diritti e dei doveri delle classi subalterne, sviluppando così la democrazia partecipativa, fondamentale per uno stato democratico. Falsa è quindi l’affermazione secondo cui il conflitto sociale indebolisce l’unità del paese, è il contrario. Per il semplice motivo che i conflitti obbligano i poteri dello stato a confrontarsi con le parti sociali e politiche, attraverso le organizzazioni sociali, il sindacato, i partiti, e tanto altro, sono presenti nella scuola, nel  lavoro, nei mondi vari che operano nelle economie, nella cultura, nella scienza, e in tutto il mondo civile. Ecco perché i detrattori di queste strutture democratiche sono contro il paese e il suo sviluppo, mentre un sindacato che si batte per migliorare le condizioni dei lavoratori, e del mondo del lavoro contribuisce in maniera costruttiva.

Poiché le loro proposte tendono sempre più a invadere positivamente l’area del sociale, e della struttura dello stato nel suo insieme,  la democrazia e il suo sviluppo vengono arricchiti. Gli oppositori a questo processo sono amici della reazione  e delle repressioni delle conquiste sociali e politiche. Ecco il perché dell’importanza delle lotte sindacali che per decenni si sono dipanate fra alti e bassi ma comunque sono rimaste fondamentali per la difese delle conquiste sociali dei diritti del mondo del lavoro e della democrazia. Ecco motivato l’attacco reazionario in atto in questi ultimi anni al movimento dei lavoratori, ai diritti civili, alla costituzione,  loro, i nemici della democrazia,  vogliono ricacciare indietro tutto il mondo del lavoro, e le forze democratiche stanno ricercando la rivincita sulla democrazia. Vedeva lontano quindi chi chiese ai costituzionalisti di inserire nella costituzione stessa il paragrafo relativo al riconoscimento delle organizzazioni dei lavoratori, e dei suoi rappresentanti, affinche’ il concetto fondante della nostra costituzione in cui si afferma che “La Repubblica è fondata sul lavoro” trovasse riconoscimento reale anche nella sua completa applicazione ufficiale. Non fu lavoro facile molte e violente furono le razioni ma alla fine vinse la ragione. GRAZIE…PEPPINO… Così come la contingenza vituperata e vilipesa anche da quella sinistra cosi detta moderna, tutto ciò che riguarda i progressi, e il benessere anche solo parziale delle masse lavoratrici a certo punto, o diventa vecchio o un privilegio…CRETINI!!.

Questa parte della costituzione come tante altre non sono mai state applicate come si doveva, neppure negli anni del boom economico, lo stato nei fatti non si è mai fatto  in realtà promotore di iniziativa

imprenditoriale, anche nelle strutture economiche statali chi ha fatto la parte del leone sono stati i padroni privati che, a danno del paese, hanno bruciato risorse immense, frutto del lavoro di milioni di esseri umani. I governi si sono limitati a finanziare, ma non si sono mai posti l’obbiettivo di essere imprenditore di se stesso e quindi di conseguenza, al momento giusto, di ammortizzatore sociale, capace di investire  nel lavoro e produrre ricchezza per il paese. Hanno preferito privatizzare, regalando ai privati le aziende dello stato, alla fine hanno privatizzato i profitti, e socializzate le perdite. Incompetenti  i governi, e incompetenti i padroni…furbi loro e accondiscendente lo stato.

Si è dato in questo caso un grave colpo alla Costituzione, e alla Democrazia.

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Gennaio 2010 09:37  

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