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Lo Stato e la Democrazia (parte prima)

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Il concetto di ordine non può essere prerogativa delle cultura di destra (anzi non lo è affatto). Ritengo di poter dire che mai nella storia dei paesi democratici qualcosa si sia sviluppato senza una concezione ordinata delle regole della democrazia. Questo vale in tutte le strutture organizzative riguardanti la gestione dello stato democratico. In uno stato democratico ciò che prima di tutto deve funzionare sono gli equilibri tra i vari poteri che compongono l’intelaiatura di base. Nello stato democratico non può e non deve esistere un potere che soverchi un altro, e se ciò accadesse, questo rappresenterebbe nei fatti un tentativo di sovvertimento.

I poteri dello stato devono muoversi in modo autonomo, nel rispetto delle leggi che regolano il  loro operato, sotto il controllo degli organi preposti a tale compito. Tocca quindi al parlamento eletto a suffragio universale stabilire le regole generali alla base delle linee guida dei vari poteri. Tutto ciò deve sempre e comunque  riferirsi  alla Costituzione della Repubblica Italiana, che contiene tutti elementi necessari per la gestione politica ed economica dello Stato in senso democratico. L’ordine con cui la Costituzione dipana tutte le tematiche necessarie per la gestione e l’organizzazione dello stato è impressionante per la sua modernità, sia dal  punto di vista  economico che politico: in modo addirittura eccessivo rispetto alla vetusta idea della dello stato inteso come potere e non come gestione e governo del paese. Quando i poteri dello stato  si sovrappongono, si soverchiano  e vanno in contraddizione fra loro e si combattono, lo stato democratico va in sofferenza, e si creano delle crepe profonde all’interno della quale possono nascere situazioni favorevoli a derive antidemocratiche se non addirittura autoritare. Ecco perché un tempo si parlava  di  ORDINE  DEMOCRATICO  ed oggi non se ne sente quasi più parlare: anche per questo il nostro Paese è in pericolo. Il concetto fondante della nostra costituzione è che la Repubblica Italiana è fondata sul lavoro, e che la nostra Repubblica è una e indivisibile: non sono concetti da poco, anche alla luce degli avvenimenti che il nostro paese sta attraversando. La Costituente aveva anche una idea base, fondatrice del concetto di governo e di gestione dello  stesso: e cioè che tutti i partiti avessero il diritto/dovere di contribuire insieme, con proposte e iniziative, a far progredire il paese e far migliorare le condizioni sociali delle popolazioni. A questo compito tutti i partiti erano impegnati, e pertanto, grazie a questo aspetto, veniva confermata la pari dignità a tutti i partiti, e quindi anche alle opposizioni. Ma non fu mai così. Ben altri furono gli obbiettivi delle stesse forze di governo, nonostante il grande contributo dato alla guerra di liberazione e alla stesura stessa della nostra costituzione; a decine di migliaia i democratici furono espulsi dal parlamento e dai posti di lavoro, per la semplice colpa di essere iscritti alle organizzazioni sindacali - in particolare alla   FIOM–CGIL.  Fu questo il motivo che spinse GIUSEPPE  DI   VITTORIO  a   richiedere il riconoscimento  ufficiale   da parte dello Stato delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori. Si deve ricordare a tutti , dico a tutti agli uomini di destra e di sinistra , in Parlamento e non, che è grazie ai lavoratori di tutte le categorie se esiste la possibilità di esercitare il diritto di esprimere le proprie idee come risultato della propria identità. Immenso, grandioso, incomparabile contributo, e non soltanto dal punto di vista delle idee. Ma  moltissimi di loro sono morti , ma forse è il destino di chi lavora , noi si muore sempre per qualche motivo collegato alla nostra vita di lavoro o alle nostre idee. Senza le lotte dei lavoratori di idee e partiti diversi, non vi sarebbe mai stata la nostra COSTITUZIONE, che dobbiamo salvaguardare, non solo nel rispetto della storia, ma anche come strumento insostituibile per costruire il  futuro delle nuove generazioni. In buona sostanza per uscire dal caos del fascismo , dal caos della dittatura era ed è necessario istaurare l’ordine democratico. Con questa costituzione non soltanto si vollero porre le basi per la costruzione di una società nuova ma si volle tentare  di costruire anche gli anticorpi per contrastare un eventuale tentativo di ritorno delle forze reazionarie, comunque sempre presenti anche in democrazie ben consolidate. Per questo motivo si decise insieme di fare diventare legge la cosiddetta IMMUNITA’ PARLAMENTARE,  che doveva servire, ed in molti casi è servita a far sì che democratici, socialisti, comunisti, azionisti, anti fascisti non  venissero arrestati in parlamento per motivi vari e pretestuosi, dato che il vecchio potere fascista era ancora presente nell'ambito di una società ancora neonata. Nulla a che fare con i motivi che oggi espone Sua emittenza: oggi questo non ha più senso (forse).

Ultimo aggiornamento Domenica 03 Gennaio 2010 09:46  

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