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La Costituzione

L'altra faccia dello stato

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Penso che sarebbe  giusto che ogni cittadino almeno 2 volte nella vita faccia, lo sforzo immane ma altamente meritorio di leggere la costituzione italiana che non è solo nata dalla resistenza, come si ripete noiosamente da sempre. Essa rappresenta il riscatto,la volontà politica sociale economica civile e democratica di un intero popolo anche se qualc’uno potrebbe osservare, che a realizzarla comunque fu soltanto una parte di  esso se pure in quel momento maggioritaria e vittoriosa su un regime che  portò alla rovina il mondo intero.

Ultimo aggiornamento Domenica 21 Agosto 2011 16:47
 

L'articolo 1 della Costituzione

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“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

La proposta dell’onorevole Ceroni di sostituire la parola "lavoro" nella nostra Costituzione con la parola “libertà” , già da altri (…, i radicali, Brunetta, Segni) ritenuta comunista, va colta come una opportunità per meglio indagare sul significato che i costituenti intesero attribuirle, elevandola a principio informatore (fondante) della Repubblica.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 23 Aprile 2011 08:42
 

L'articolo 41

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“L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.

Quante fabbriche che sfruttavano e inquinavano, quante istituzioni finanziarie che rubavano sono state chiuse perché negli ultimi 60 anni con loro azioni hanno violato in Italia questo articolo? Allora cos’è questo furore ideologico che anima questa muta di cani urlanti e bavosi se non il desiderio di vedere legittimato fino al livello più alto possibile la brama di arricchirsi sulla pelle della gente e del pianeta? Non si accontentano più di aver fatto per anni e anni impunemente i cazzi loro, ora vogliono la benedizione suprema! Gente che ha come modello massimo la BP che distrugge i mari per risparmiare sul costo della sicurezza, o la Fox Communication – creatura del più geniale modello di oppressione mai inventato: il capital comunismo - che produce suicidi per permettere a ingenui e ignari consumatori di farsi belli con l’ultimo modello di Iqualcosa (phone, pod, pad, caz, minch, vaffancul) in effimeri scenari sociali parti di pazzi scenografi televisivi drogati e prezzolati, registi della pubblicità, gestori dei nostri bisogni. Non devono passare!

 

 

La seconda parte della Costituzione

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Da sempre la nostra costituzione oltre naturalmente ai comuni prevede le regioni, poiché territori del nostro paese e per rendere più semplice l’amministrazione del territorio, si fece la scelta di dare alle regioni la possibilità, di intervenire direttamente sul territorio interessato, giacché più vicina alle realtà locali, alla vita comune delle popolazioni, realizzando così un pezzo importante di democrazia decentrata, capace di dare risposte più immediati ai problemi più scottanti e urgenti. Come sanità. Lavoro, politica del territorio,comunità montane, infrastrutture collegamenti stradali fra le varie regioni,politiche economiche regionali con particolare interesse allo sviluppo agricolo del proprio  territori, occupazione, interventi più diretti, sui problemi relativi alle piccole, medie e grandi aziende, con la possibilità di intervenire sulla economia territoriale, con l’accesso a crediti bancari regionali, con il consenso dello stato nelle regole consentite dalla regolamentazione vigente imposta dalle leggi dello stato, con un suo bilancio, con le sue strutture di controllo, e con la possibilità di legiferare sul alcuni  capitoli di spesa relativi, ai settori di intervento, nei propri campi specifici. Come scuola primaria , secondaria, istituti di formazione professione, ricerca sul territorio, università. Asili nido, asili, privati e pubblici, strutture sanitarie per interventi di rutine e straordinarie. Un decentramento democratico delle funzioni che prima erano prerogativa dello stato. Un organismo liberamente eletto dalle popolazioni interessate, che doveva avere il compito di integrare, gli interventi concernenti, la gestione politica ed economica dei territori lontani dalla centralità dello stato. Si sarebbe potuto cos intervenire sulle piaghe più urgenti delle nostre realtà più prossime alle nostre comunità. Con interventi economici da parte dello stato, dalle leggi fiscali delle ragioni e degli istituti di credito che meglio erano intergrati sul territorio, banche commerciali, agrarie e casse di risparmio rurali tutte naturalmente collegati, ma non esclusivamente dipendenti dalla banca d’Italia.Situazione questa che avrebbe sicuramente portato un successivo sviluppo alle economie locali, regionali e rurali. Poteri orientativi sulle scelte generali, di programmi, scelte generali di politica economica, e di orientamento sulla ricerche scuola, finanziamenti di grandi entità che investivano interessi nazionali rimanevano sotto la giurisdizione del potere centrale che operava nell’ambito delle leggi dello stato attinte dal diritto che la costituzione concedeva, nell’ambito amministrativo e fiscale allo stato e  alee regioni già contemplate  nella carta costituzionale,nella parte riguardante il decentramento e la formazione della suddivisione in regioni del nostro territorio, conseguenza logica, del filo costituzionale. Nella gestione democratica, delle regioni strumenti fondanti, della sua gestione, sono o doveva essere gi organi di controllo, sulla gestione della cosa pubblica, per impedire, che all’interno di queste strutture si annidassero, virus, particolarmente pericoli, atti a demolire, i processi di democrazia in vita nella formazione delle regioni come istituti di applicazione nelle norme costituzionali. I settori su cui la regione interviene, sono molteplici, come anche molteplici sono, gli investimenti che occorre mobilitare per la soluzione dei problemi territoriali in primo luogo la sanità, l’ agricoltura le industrie, le fonti di energia, i beni idrogeologici, la chimica, la scuola e come già detto le varie ricerche nei settori interessati. Un enorme gettito di denaro e ricchezza che si riversa per ovvie ragioni sulla regione e davanti a tali prospettive, si sviluppano canee d’ogni genere per accaparrarsi anche solo una fetta di questa enorme torta. Gli strumenti di controllo possono funzionare se non si alterano i processi di partecipazione alla democrazia, se non si dà adito alla formazione di strutture private di S.P.A o di quant’atro simile che propongono privatizzazioni d’ogni tipo e natura per far diventare privato tutto ciò che è pubblico per imporre in seguito politiche e costi a danno dei consumatori così come e successo al gas, alla elettricità. Alla raccolta rifiuti, all’acqua, alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti tossici urbani, e civili ad alcuni settori importanti della sanità della scuola, della ricerca scientifica e tecnologica, e alla ricerca scientifica sulle nuove fonti di energia rinnovabile. Aziende dello stato, della regione dei comuni, di alta tecnologia o produzioni uniche nel loro genere in settori strategici della nostra economia nazionale e regionale finite nelle mani dei privati che unna volta presi i soldi dello stato hanno mandato i lavoratori a casa In poche parole si è convertito in privato quasi tutto il comparto pubblico e sociale che era e rimane vice versa patrimonio inalienabile dell’umanità e visto che si parla del nostro paese il nostro patrimonio e di nessun, altro (mi scorre un brivido di rabbia e di vergogna) Si sta esaurendo così l’azione propulsiva d’innovamento democratico ed economico così bene illustrata dalla nostra costituzione. Qualunque giustificazione sia addotta da tutti quelli che hanno amministrato per meglio dire occupato le regioni, non si possono nascondere i trucchi, gli accordi fra i vari partiti per dividersi le mazzette per gli appalti, le disfunzioni dovute, a inerzie , incapacità, ad interessi privati, a inettitudini, a burocrazie in giustificate se mi la burocrazia ha una giustificazioni. Tutto sommato è come camminare su un campo minato, di malgoverno, scelte commerciali e di parte, che nulla hanno a che vedere con l’interesse del cittadino preso fra la morsa del bisogno e risposte che non arrivano mai, occorre in buona sostanza riformare l’istituto regionale riportandolo al suo ruolo originale, distruggendo tutto quanto ha ridotto la regione a groviglio di malcostume, sottogoverno, e area di parcheggio per sacche di recupero voti, per favorire questo o quel ministro, assessore, o portaborse che sia, e lo scambio di favori è diventato una prassi consolidata non solo fra i partiti di governo ma anche fra i partiti d’opposizione che governano regioni province e comuni e il discorso che, mal comune mezzo gaudio proprio non ce con fa. Riformare la regione significa riformare il modo di governare e di governare i partiti, unici responsabili delle crisi amministrative e della cattiva gestione ad personam  della cosa pubblica. Devono cambiare il modo di essere quel tipo di partito e modificare loro stessi solo così la cosi detta questione morale potrà essere Risolta, eleggendo naturalmente gente onesta e capace mi si potrà obbiettare ma anche lui può rubare, è vero ma se a controllare non sarà se stesso ma latri, e i controlli si applicano allora sarà più semplice soprattutto se non si prende a schiaffi la magistratura la si rispetta e non si fanno leggi a favore dei ladri e i potenti, ma sia applica la legge in maniera equa. Rimane pressoché in comprensibile la formazione o per meglio dire l’istituzione della provincia, in quanto, molte delle sue prerogative sono già specifiche della regione e dei comuni stessi, ritengo di poter dire che molte delle sue specifiche altro sono che doppioni veri e propri e i problemi burocratici si accavallano, ponendo non pochi problemi accavallamenti di responsabilità e competenze mai chiare mai chiariti ma che trovano semplice spiegazione che i partiti attraverso questa istituzione abbiano trovato il sistema, per sistemare burocrati, portaborse, servitori dei vari partiti io do una mano a te e tu dai una mano a me e i lavoratori vanno a chiedere lavoro o assistenza sono sbattuti fuori della porta… come il solito. In effetti, è un proprio vero doppione per alcuni aspetti con la regione e per altri con i comuni una sorta di ammucchiata burocratica meglio sarebbe abolirla e rimandare ai comuni e alle regioni i compiti a lei preposti, si snellisce la burocrazia si risparmiano soldi, e si rafforza la fiducia con le istituzioni, e nello stesso tempo i partiti sono costretti a selezionare in modo più qualificato un personale che generalmente è scadente e mi riferisco ai dirigenti che hanno sempre meno pregi e più vizi, molti di questi a causa delle loro inettitudini non troverebbero un’azienda ad assumerli magari a fare i guardiani di cimiteri tramite concorso. I comuni hanno esperienze secolari nel nostro paese hanno avuto ed hanno un ruolo fondante nella vita delle grandi e piccole città, Nei paesi, nei villaggi il rapporto con la cittadinanza è fondamentale, ma gravi problemi dell’economia pongono ai sindaci e ai consiglieri decisioni difficili di bilancio, e di amministrazione del territorio, i bisogni sempre più impellenti provocati dai licenziamenti dagli aumenti dei costi dei servizi. Pur tuttavia occorre affermare che è necessaria un’opera di rinnovamento strutturale, e di rapporto fra questi istituti e la popolazione troppe volta liberamente omessa o estromessa dalle scelte fondamentali importanti che interessalo non soltanto gli abitanti in quanto tali, ma il territorio , la sua economia, la sua vita civile e sociale. Certe scelte non possono non devono essere prese a maggioranza, non sempre la maggioranza politica corrisponde alla maggioranza reale che a volte si realizza in modo trasversale, e non sempre la maggioranza ha sempre ragione, le maggioranze di colore non corrispondono sempre alle maggioranze di popolo. Le elezioni cosi come sono organizzate per le elezioni dei sindaci, dei presidenti di provincia e regioni sono espressioni di partiti, e il più delle volte non rispondono programmaticamente alle esigenze della realtà e non è vero che il sindaco, il presidente rappresenta comunque tutti i cittadini elettori o no di questo o quel partito sono solo favole non lo farà mai nessuno de di destra né di sinistra. L’embrione di tutto ciò dovrebbe essere il comitato di quartiere relegato a ruolo di comprimario o a servo dei partiti egemonici delle città, servono non ad affrontare i temi sulla gestione amministrativa, ma temi secondari che non incidono  per nulla sulle scelte sul campo. Occorre realizzare e un filo conduttore tale da far diventare il comitato di quartiere una fucina, in cui si apprende attraverso l’esperienza diretta. Di consiglieri, amministratori e sindaci, e non calati dall’alto dei partiti, di qualunque partito a noi interessa il buon governo. Per questo è necessario che siano i giovani a intraprendere l’attività politica per arrivare a certi livelli con la cultura e l’esperienza necessaria. Dalla città vivere l’esperienza regionale, in tutti i suoi aspetti. Penso che siano numerose le persone serie e capaci, che però non essendo inseriti in ambito di partito nonostante grandi esperienze non sono prese in alcuna considerazione. Nei partiti c’è già una certa strutturazione, e ci sono già i prescelti. Fra le correnti senza guardare se in testa esiste, oppure no un embrione di cervello se quello che dico è ritenuto falso basta guardarsi intorno. Si può anzi si devono trovare altre soluzioni democratiche per far si che siano realmente i cittadini a eleggere i propri rappresentati così come si realizzano le elezioni, come sono eletti i nostri rappresentanti, non mi soddisfano per i programmi, per le sue realizzazioni, per i progetti, e per i controlli che non sono mai accettati. E la domanda di fondo come controlliamo il loro comportamento?Troppi sono gli esempi di mal governo e di mal costume , questa è la ragione di fondo per cui è necessaria una diversa esplicazione della democrazia nelle sue forme più dirette e aperta.  Sopratutto perché anche in questo caso la costituzione è stata dimenticata tra le pieghe degli interessi privati dei furbetti del quartierino e adesso andiamo a votare per le regioni…ma per quali regioni?

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Febbraio 2010 19:10
 

Legge 300 - Sindacato e Costituzione

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Nonostante le grandi battaglie condotte dal nostro glorioso popolo, e alterne fortune, alcune dolorose, ricche di episodi che sfiorano l’eroismo, la sofferenza, non solo di famiglie di lavoratori, ma d’intere generazioni, un popolo intero, nel generoso tentativo di riscattarsi, dalla ignoranza, dalla superstizione, dalla vergogna della schiavitù, dalla povertà eterna obbligata dalle classi dominanti, dal poter politico, e dai padroni con tutti i suoi tentacoli. Nonostante tutto non siamo al punto di partenza (ciò potrebbe sembrare ai profani), abbiamo ancora molto da difendere, ancora di più da conquistare, mi verrebbe da dire che il bello deve ancora venire … nuove e più grandi conquiste ci attendono, ne sono e ne siamo convinti.

Ultimo aggiornamento Sabato 23 Gennaio 2010 20:49
 


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