Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Romanticismo e tecnica in politica

E-mail Stampa PDF

Care compagne, cari compagni, continuo a percepire tra le pagine de lo Sbavaglio, in questi giorni, una strana e ingiustificata dicotomia, quasi due scuole di pensiero diverse, a mio avviso non contrastanti o antitetiche, ma evidentemente e possibilmente coesistenti, complementari e compatibili. Provo a sintetizzarle e delimitarle, solo per ragioni di comodità esplicativa e comunicativa, con due termini che, volentieri, prendo in prestito dai nostri stessi scritti: idealismo romantico e tecnicismo.

Il primo, mi pare di capire, sarebbe portatore di valori e istanze “chimeriche” e utopiche, forse perché trae spunti da una cultura di base più marcatamente umanistica e filosofico-speculativa, il secondo privilegia come strumento culturale e canale informativo e comunicativo, il mezzo tecnico.

 

Il primo sarebbe quello votato già per definizione, alla disgregazione negli angusti ambiti dell’ideologismo puro, senza nessuna capacità penetrativa e di “disturbo” nel tessuto sociale e nella vita politica, il secondo sarebbe, invece, quello destinato ad avere più fortuna già da subito, perché dotato di maggior penetranza e capillarità di metodo nella divulgazione di documenti e contenuti informativi. Ancora, il primo consisterebbe in un sistema mediato e con una viziatura di base, la presenza di un apparato di gerarchie più o meno trasparenti e quindi di difficile smantellamento o superamento dalla base, il secondo, sarebbe invece rappresentato dalla rete, diffusore e dispensatore di cultura fatta da una base che, in assenza di gerarchia alcuna e di un input di controllo, sarebbe trasversalmente identificabile come valida. Possibile e credibile questa seconda ipotesi, ma che fare di tutta quella cultura che nei secoli ci è stata tramandata e, che fortunatamente, ha permeato e plasmato intere generazioni, anche se il risultato più scontato è stato proprio quello di renderle degli inguaribili e inadeguati idealisti romantici, falsi eroi perdenti, titani di resistenza in un modello di società consumistica e superveloce , scandita dal “tempo reale” e molto poco da quello naturale, umano!

 

Chiaramente considero falsa e arbitraria questa suddivisione artificiosamente manichea della cultura, che so chiaramente potersi integrare e compenetrare l’una forma nell’altra e completarsi, l’una con l’altra, per fortuna. Ne sono esempi la rivolta studentesca di queste ore alimentata proprio da quella cultura che rende possibili e conciliabili tutte le utopie, così come le tante iniziative e battaglie del popolo viola che, iniziate sulla rete, hanno trovato la loro massima espressione logistica e di confronto sulle piazze di tutta l’Italia.

Dunque non vedo alcuna contrapposizione di validità tra le due, come non vedo alcuna intolleranza o controindicazione a praticarle entrambi e farle entrare, entrambi, nei circuiti macchinosi della politica del confronto e del fare.

Facciamoci venire un dubbio e cioè che l’informazione e la cultura, come sono concepite e strutturate, oggi, possono mancare di profondità, di contestualizzazione, di capacità di spiegazione  e di attivazione a catena di quei “perché” così fondamentali per una crescita culturale aperta , libera perchè critica.

Un altro accenno alla “discriminazione digitale” all’incontrario, cioè alla possibilità di esclusione dalla partecipazione attiva alla vita e all’attività di partito di tutte quelle persone che, per motivi vari, non potendosi recare nelle sedi appropriate, rischiano di essere penalizzate sulla informazione e fruizione di contenuti informativi e moduli tematici: non ne vedo proprio il rischio, in quanto non mi sembra che ci sia una volontà espressa in tal senso, sarebbe veramente assurdo.Ne viviamo già tante di discriminazioni … che inventarcene altre, proprio non è il caso.

Personalmente, sto attendendo con trepidazione e qualche legittimo dubbio sul buon esito, la fine di questo immondo governo, so che ne potrà seguire un altro di pari dignità , ma c’è quella contestazione generalizzata del mondo della cultura e, non solo, e quella bellissima poesia di Majackovskij che mi fanno molta compagnia e mi fanno nutrire, da sognatrice utopica e romantica, qualche flebile speranza di futuro. Mi viene in aiuto la storia passata, ma anche più recente.

Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Dicembre 2010 12:41  

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna


Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information