Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Boétie scriveva

E-mail Stampa PDF

Questo articolo, non completo, è parte di una mail inviata a Sel, inerente il rispetto delle regole e sulla questione morale.

La società a sua volta consegue "verità" e capacità di autorealizzazione nella forma di un'articolata e mutualistica rete di persone basata sulla comunità, la piena espressione delle personalità, la diversità delle attività, la ricchezza di esperienze e la varietà di mansioni.
Scrivo dette parole perché devo ringraziare i giovani  a cui ho fatto venire il mal di testa. Era proprio quello che  volevo ottenere, ovvero le parole facili o difficili devono essere efficaci per dare adito a riflessioni individuali e comunitari. Dedico  agli studenti e alla passione delle persone che vogliono la vera giustizia, una parte di opera scritta da un giovane di 19 anni nel 1552.

 

 

 

Boétie così scriveva.

SULLA SERVITÚ VOLONTARIA

«Questo tiranno solo, non c’è bisogno di combatterlo, non occorre sconfiggerlo, è di per sé già sconfitto, basta che il paese non acconsenta alla propria schiavitù. Non bisogna togliergli niente, ma non concedergli nulla. Non occorre che il paese si preoccupi di fare niente per sé, a patto di non fare niente contro di sé. Sono dunque i popoli stessi che si lasciano o piuttosto si fanno tiranneggiare, poiché smettendo di servire ne sarebbero liberi. È il popolo che si assoggetta, che si taglia la gola e potendo scegliere fra l’essere servo e l’essere libero, lascia la libertà e prende il giogo; che acconsente al suo male, o piuttosto lo persegue. Se per avere la libertà basta desiderarla, se c’è solo bisogno di un semplice atto di volontà, quale popolo al mondo potrebbe valutarla ancora troppo cara, potendola ottenere solo con un desiderio?»
«Colui che tanto vi domina non ha che due occhi, due mani, un corpo, non ha niente di più dell’uomo meno importante dell’immenso ed infinito numero delle nostre città, se non la superiorità che gli attribuite per distruggervi. Da dove ha preso tanti occhi, con i quali vi spia, se non glieli offrite voi? Come può avere tante mani per colpirvi, se non le prende da voi? I piedi con cui calpesta le vostre città, da dove li ha presi, se non da voi? Come fa ad avere tanto potere su di voi, se non tramite voi stessi? Come oserebbe aggredirvi, se non avesse la vostra complicità? Cosa potrebbe farvi se non foste i ricettatori del ladrone che vi saccheggia, complici dell’assassino che vi uccide e traditori di voi stessi?».

Ultimo aggiornamento Martedì 07 Dicembre 2010 15:43  

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna


Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information