Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Correva l'anno 2010

E-mail Stampa PDF

Sono un numero, una delle 29,03225806451% utenti ma anche e, solo, ahimè, tra le 8,89328063241% lettrici e commentatrici, non articoli pubblicati al mio attivo. Confesso che questo articolo un po’ me lo aspettavo. Indubbiamente evidenzia un dato incontestabile sul quale anch’io rifletto spesso … sarà l’eterna trappola femminile del volere- potere, a volte mi dico con comprensione,  ma anche col seme del dubbio, legittimo, ma pur sempre indulgente  e complice. Trovo, invece, questo articolo una sorta di sferzata provocatoria, intenzionalmente magari costruttiva, ma devastante, forse, nei risultati, se si vanno a leggere i commenti che ne  sono seguiti e poi, successivamente, il silenzio steso come un’ombra …

Non solo è risultata essere, nei toni e nelle modalità, una anacronistica e fastidiosa ‘’caccia alle streghe’’, ma trovo assolutamente deprimente quella ipotetica ed agognata sfilata di commenti femminili che ci si aspettava, giustificativi del proprio modo di essere e di vivere le cose, senza nulla togliere ai contenuti  e alle condivisibili argomentazioni di chi,ha voluto far sentire la sua voce in quella occasione. Potrei definirla una spavalda manifestazione di intolleranza, ma potrei anche spostarmi su un termine forte, razzismo di ‘’genere’’ o semplicemente, maschilismo di ritorno. Sicuramente una bella prova di forza marchiarci quei numeri addosso, in futuro potreste anche chiederci … di firmare gli articoli con ... le impronte! Scusate se è solo un commento, per di più pieno di ‘’stereotipi … insidiosi ma necessari’’ dal quale emerge, però, che non arriverà mai soprattutto la vostra liberazione! Ma questa è solo l’anteprima ...

Chiaritemi dunque cos’è LO SBAVAGLIO: se una arena da competizione sessista o un contenitore dove si recita il gioco delle parti, dove voi giocate il ruolo di gladiatori ingaggiando una polemica ‘’frontale’’con le donne, o, infine, un sito dove confrontare le proprie idee liberamente e senza pregiudiziali. Vi confesso tutto il mio imbarazzo e la mia sofferenza virtuale nel constatare, in quella occasione, il suicidio delle idee e della creatività, la mattanza della fantasia, il defilè del luogo comune, per certi versi. No, perché ho sempre considerato questo blog come una delle eccellenze tra i siti internet, ed ho sempre apprezzato in ciascuno di voi le indiscusse qualità di intelligenza, preparazione,onestà intellettuale, spirito critico ed autocritica, ironia incisiva, graffiante a volte, ma senza alcuna caduta di stile, mai. Permettimi una domanda Pino G., per aver dichiarato che , alcune volte, non interessato da un qualunque argomento lo hai sanamente bypassato, fregandotene, dovresti per questo essere tacciato ed etichettato come un lettore incostante, non attento, menefreghista o defilato? Accetto e condivido le tue osservazioni come stimolo o come una sfida costruttiva lanciata dall’etere alle donne del blog ma, le rigetto se sottendono e diventano un modo per dimostrare che, in fondo in fondo, la loro inferiorità le donne ce l’hanno nel genoma, nella loro fragilità più o meno consapevole nel senso di una atavica, per giunta querula,incapacità a diventare  soggetti protagonisti della vita sociale e politica, quanto piuttosto comparse ’’gregarie’’ del più volitivo ed impegnato genio maschile. E siamo già al primo stereotipo. Potrei cominciare a sviscerare la mia personale difesa, tanti perché non … poca dimestichezza tecnologica! Organizzazione informatica lacunosa! Preferenza per penna ed inchiostro e pagine bianche da imbrattare! Di contro,  molto interesse,  molti stimoli positivi,  inesistenti retrogusti e stereotipi nell’approccio a questa affascinante iniziativa di un sito interattivo che non parli di cazzate. Potrei raccontarti che molto materiale scritto l’ho perso nel tentativo di inviarlo e tanto altro ancora … ma c’è che non sento di dovermi difendere o dare spiegazioni. Le donne questo stereotipo ce l’hanno. Mi interessa molto di più sottolineare alcuni fraintendimenti di fondo che, come un light motiv, attraversano l’articolo. Primo fra tutti, già evidenziato con forza da Valeria, una imprecisata e inquietante confusione tra diritto alla partecipazione e dovere di esercitarla, entro obbligati canoni e canovacci desueti. Secondo stereotipo. Non abbiamo bisogno di questa modalità per diventare protagoniste perché, già questo, ci rimanda e ci relega al suo contrario, cioè che evidentemente non lo siamo sufficientemente.  Terzo stereotipo. Le donne, smettono di essere libere ogniqualvolta devono dimostrare di esserlo a chiunque. E’ un’altra tara genetica femminile. Partecipazione non vuol dire protagonismo e presenzialismo, piuttosto, è un modus vivendi et operandi, in relazione con la concezione e il senso di sé che appartiene ad ogni donna e la caratterizza autodeterminandone le scelte. Libertà è partecipazione , diceva Gaber, non protagonismo. Quarto stereotipo prettamente maschile, il protagonismo. Che ci possono fare le donne se sono dolcemente complicate! E’ strano il loro senso del sé, fa percorsi tortuosi e imprevedibili per cui c’è Ingrid Betancourt ma c’è anche la reclusa di Rebibbia per reati che ne offendono la dignità; c’è Alda Merini,una ‘’diversa’’ che amava vivere la sua grandezza poetica in modo schivo e sicuramente defilato ma c’è anche Sibilla Aleramo che ha gridato al mondo, scegliendo di farlo, il suo amore ‘’sopra le righe’’ per Dino Campana; così come ci sono donne che preferiscono vivere il loro ordinario ma pur sempre grande amore tra le quattro mura e tra i fornelli; c’è Sabina Guzzanti che ama giocare con il suo senso di se’ mettendolo a servizio di una satira senza bavagli e compromessi, coraggiosa e dissacrante ma c’è chi , pur condividendola, intesse la stessa trama di gioco e ribellione sul filo dei propri privati pensieri e tali vuole mantenerli, come tutte quelle donne che leggono, scrivono, si impegnano e partecipano pur rimanendo in ombra o dietro le quinte, Aladino per esempio, che ‘’spudoratamente’ lo confessa anziché imbrodarsi sullo Sbavaglio. Ancora mi piace ricordare allo stesso modo le donne che ogni giorno vendono per le strade il loro amore agli uomini che non sono capaci di amare, così come le donne che si battono quotidianamente per difenderne i diritti e la  stessa vita. E poi ci sono le GNOCCHE … che, come in tutti i periodi di degrado sociale e morale tornano di moda … mai così prepotentemente come adesso, sono quelle che infestano la cronaca e la scena televisiva e delle quali, Margherita Buy, famosa attrice recalcitrante di fronte ad ogni invito a rendersi più pubblica, fino a diventare manesca, afferma che hanno smarrito il loro senso del sé. Capisco che le donne mediatiche non stanno dando di sé una immagine edificante ma da questo al perseguire le compagne dello Sbavaglio come vittime di se stesse e reclamare un nuovo avvento della donna sesta misura e zero cervello come antitesi consolatoria, mi sembra un po’ troppo! In ognuna delle due accezioni si decida di vedere la donna si fa un’operazione di banalizzazione e se ne  stigmatizzano inesorabilmente ancora una volta due stereotipi, in virtù de quali, sbrigativamente, essa cessa di essere oggetto di analisi per diventare fenomeno nel senso letterale del termine, cioè ciò che appare. Anche questa antinomia nella visione femminile è uno stereotipo maschile tra i più classici. Noi abbiamo smesso, affinando il nostro pensiero ‘’femminista’’ di porci in termini antitetici e di scontro rispetto a voi, considerandoci nei vostri confronti maturamente ‘’complementari’ e pronte ad affrontare insieme, al vostro fianco, le grandi battaglie che ci attendono per ‘’il cambiamento’’.

Per finire, consentitemi, (lo so che è brutto il termine  ma è contagioso come un’epidemia) di richiamare la vostra attenzione su un altro punto: statisticamente quanti sono i maschietti che, registrati e assiduamente lettori dello Sbavaglio, non sono però articolisti e forse neanche commentatori ? Un esempio rappresentativo della categoria è BISONTE ZOPPO che, tanto per prendere il toro per le corna, pardon, il bisonte in questo caso, fa la sua apparizione prima, credo, in questo frangente, dicendo ’’ intravedo nei commenti femminili insidiosi ma necessari stereotipi, non forieri comunque di alcuna liberazione’’. Non vi pare che in questo distinguo tra donne silenti e maschi silenti si nasconda, anziché un problema di incitante aspirazione alla parità,  una arrogante interpretazione del  principio di pari opportunità?

 

A Mariarca  Terracciano, infermiera dell’ospedale San Paolo di Fuorigrotta, morta il 13 maggio 2010 per la difesa di un diritto: lo stipendio.

 

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna


Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information