Lo Sbavaglio

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Signori, rubate!

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Il punto 1 del regolamento di pubblicazione de “Lo Sbavaglio” recita: “L’autore assume ogni responsabilità in merito al contenuto dello scritto e non può essere censurato. Non sono, tuttavia, ammessi  contenuti che possano configurare reato, siano in palese contraddizione con i principi fissati nei 7 Punti (vedi voce a menu), risultino offensivi o pornografici, violino diritti di autore.” Io sono uno dei fondatori de “Lo Sbavaglio”, mi chiamo Franco Marra, e tutti possono sapere facilmente dove abito e qual è il mio numero di telefono. E con ciò onoro il tema della responsabilità di questo articolo, come richiesto dal regolamento. Sono invece molto spiacente di non poter onorare alcuni dei i punti successivi: vi istigherò ad un reato. Inoltre il reato riguarderà proprio il tema dei diritti di autore. Spero in un sit-in in mia difesa da parte degli autori e sostenitori de "Lo Sbavaglio", nonostante la violazione del regolamento, nel caso questo articolo, superando le ferree censure dell'amministratore editoriale, venisse pubblicato, e qualcuno della parte avversa se ne accorgesse. Grazie.

Cominciamo da una domanda, che è in chiara relazione ad un evidente difetto fisico (altra cosa deprecata dal regolamento di pubblicazione): secondo voi, a cosa somiglia la lucida testa di Sandro Bondi? Il suo excursus honorum su wikipedia suggerirebbe - tra l'altro -  la rassomiglianza con un untuoso hamburger; altri facili paragoni possono benissimo venire in mente e per quanto mi riguarda potete usare benissimo per suggerirli  lo spazio dei commenti. Occhio però ai reati, e concentriamoci invece su quello che vuole essere l'oggetto di questo articolo.

Io vi prego, vi supplico, vi incoraggio ad usare programmi peer-to-peer per scaricare liberamente contenuti protetti da diritto d’autore: ve ne sono di ottimi in giro, il più famoso è emule, il migliore e più sicuro – secondo me – è bit torrent. Sicuro e migliore perché è open source. Fate attenzione quando scaricate, perché in rete c’è di tutto: ad esempio evitate accuratamente di eseguire tutti i file che terminano con .exe perché sono programmi eseguibili e possono scassarvi il computer o rubarvi i dati; ci possono essere altri tipi di rischi, e sarò lieto di esaminare con voi ogni situazione pericolosa che si potesse presentare, ma intanto procuratevi un buon antivirus e un programma contro i programmi nocivi: tra i primi vi consiglio avira antivir, che non è open source ma è gratis, e tra i secondi Spyware Doctor, che è veramente ottimo e che ha una licenza a pagamento annuale intorno ai 30 euro. Vi protegge anche dai buchi di protezione che Explorer ha, e che vi fanno prendere infezioni anche durante le navigazioni internet grazie a  meccanismi sofisticati che il codice proprietario della spettabile Microsoft non riesce a volte a controllare. Perfino a me – che sono attentissimo - Spyware ha beccato un trojan (absit inuira verbis) che proprio non so come ho fatto a prendere (anzi lo so: perchè sono colpevole di non essere ancora passato a Linux). Così corazzati poi potrete anche dedicarvi ad interessanti, istruttive e gustose escursioni nei siti pirata, dove, come nella nuova Bombay del film Nirvana di Salvatores potrete trovare veramente di tutto. E' un mondo veramente interessante: uno, in preda a nostalgie sovietiche, ha voglia di scaricarsi "Ottobre" e si trova invece la serie storica delle prestazioni di Cicciolina, finendo così per passare una interessante serata. Tra l'altro Ottobre è poco interessante perchè non è protetto dai diritti d'autore. Insomma con 30 € all’anno potete beccarvi software, musica, foto, video secondo i vostri gusti e inclinazioni, con una elevata sicurezza, imparando qualcosa di informatica, prendendovi il gusto di un minimo di trasgressione.  Vi prego però, e qua il discorso si fa veramente serio, prestando attenzione ad evitare contenuti che offendono l’infanzia o possono essere di danno diretto o indiretto alle persone. Purtroppo ci sono, e in questo caso l’unica guida è data dalla legge morale dentro di noi, come diceva il noto hacker settecentesco Immanuel Kant. Ultimamente invece il cielo stellato sopra di noi si vede poco per banali motivi meteo.

Bene, questo è un reato. E io vi sto incitando a commettere un reato. E anche questo è un reato, anzi, un meta-reato (un reato che parla di reati). Vi sto anche incitando a fottervene dell’articolo 1 del regolamento di pubblicazione.

Reato? Supponiamo che un tale venga condannato preventivamente a 2 anni di galera, in previsione di un furto che si suppone questo tizio farà nel futuro: io, se fossi questo signore, avendo scontato la pena mi prenderei quanto sarebbe – in nome della logica anche se non del codice – nel mio diritto: andrei a rubare, cercando di pareggiare il valore della merce rubata con il prezzo pagato.

Ora, sapete cosa ha fatto il nostro di cui sopra (ah, tra l'altro, è ministro dei beni culturali! Risatona)? Ve lo racconto con le parole di un blog (dinoxpc), a cui va tutta la mia riconoscenza ed ammirazione per come ha descritto la situazione:

“La SIAE è stata da sempre uno di quegli organismi contestati da più parti: gli utenti finali e gli autori, che la stessa dovrebbe difendere e compensare. I primi in quanto colpiti dalle sue tasse inique e spesso assurde, i secondi perché lamentano - con tanto di lettera aperta - di non ricevere i compensi spesi, per la maggior parte, in costi di gestione per il carrozzone."

E come se non bastasse la SIAE ce la mette davvero tutta per non risultare simpatica a nessuno. Dopo aver introdotto un´assurda imposta sui supporti ottici masterizzabili presumendo che essi possano essere utilizzati per memorizzare contenuti coperti dal diritto d´autore, l´equo compenso finisce ora per colpire anche computer, lettori MP3 e telefonini cellulari in quanto dotati di sistema per la memorizzazione di dati digitali (hard disk). Il decreto è stato già approvato dal Ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi. Entro qualche giorno, insomma, non stupitevi di trovare lettori MP3, telefonini, computer, decoder e hard disk multimediali a prezzi superiori e non prendetevela col negoziante, lui non c´entra nulla. E´ invece tutto merito del nuovo tariffario SIAE che impone il pagamento alla fonte di un certo costo a GB di dati disponibile praticamente in tutti i dispositivi dotati di hard disk o memoria flash.

Ad esempio per un PC dotato di hard disk da 250 GB sarà necessario pagare una tassa di circa 30 euro, per un lettore MP3 con memoria da 15GB o superiore 10 euro, per una chiavetta USB da 10GB 3 Euro. Trenta euro sono necessari anche per un videoregistratore digitale con disco da 250GB.A seguito di queste nuove imposizioni si prevede che nelle casse della SIAE finiranno circa 300 milioni di euro, oltre 4 volte quanto l´ente era riuscito ad incassare con la sola applicazione sui supporti ottici. Da quanto dicono gli autori, buona parte di questi incassi resterà "a palazzo".

La giustificazione per una tassa di questo genere resta sempre quella della difesa della "copia privata". La SIAE non la chiama "tassa" ma "diritto d´autore" e come tale dovrebbe essere riconosciuto completamente - o quasi - a chi crea le opere. Perciò basterebbe la sola "presunzione d´uso" per far scattare il prelievo. Fa nulla se poi su quel dispositivo non finirà mai musica o altri contenuti protetti dal diritto d´autore. Insomma anche se sul PC o sul telefonino uno ha solo le foto della sua ultima vacanza deve pagare una tassa sul diritto d´autore per la copia privata. Ma anche se si copiasse un CD originale su un altro supporto, sarebbe bene ricordare alla stessa SIAE che il contributo per il diritto d´autore è stato già pagato all´origine, quando lo stesso CD era stato acquistato.

Inanellando un ragionamento che ha quasi dell´incredibile, la SIAE afferma che questa tassa è un vantaggio per il consumatore in quanto permetterebbe di fruire delle opere a costi estremamente più bassi rispetto a quelli dell´originale. O meglio, senza l´equo compenso la copia personale sarebbe vietata, dunque chiunque necessitasse di una seconda copia del proprio CD preferito sarebbe costretto a comprarne due originali. E se credete di potervi appellare a qualche organismo europeo, nulla da fare. Quella dell´equo compenso è una tassa istituita proprio nella UE seppure in Italia la direttiva è stata recepita quasi storpiandola.
Il testo completo del decreto, con tanto di prezziario, in formato PDF è disponibile a questo indirizzo

Signori, rubate! In realtà avete già pagato!

Ultimo aggiornamento Sabato 16 Gennaio 2010 15:22  

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