Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Bridge e nuvole

E-mail Stampa PDF

Non so quanto il tema sia consono alle sottili dispute intellettuali che arricchiscono Lo Sbavaglio circa il numero di volte che Vauroufakis ha cercato di mettere puntine da disegno sotto la ruota destra della sedia a rotelle di “Stranamore” Shaeuble, ma certo è che di cose intelligenti voglio parlare: il Bridge, inteso come rituale sociale (del quale magari anche voi siete adepti) nel corso del quale quattro gentidonne / uomini altrimenti irreprensibili nella loro vita privata e nelle altre occasioni della loro vita pubblica si siedono intorno ad un tavolo, prendono in mano 13 rettangoli colorati segnati da numeri e arcani di origine oscura (forse longobarda, o lanza), e con questa scusa, in un crescendo di motti gergali rigidamente codificati da ferree convenzioni (noto nel giro come “dichiarazione”), trovano motivo per feroci insulti reciproci, che spesso portano allo scioglimento di relazioni affettive pluriennali con relativa spartizione dei beni di famiglia e gran felicità degli avvocati divorzisti. O perché giocano in copia (raramente), o perché comunque il ritorno a casa dal circolo del coniuge frustrato e incazzato porta a tragedie familiari poi registrate, il giorno appresso, nelle cronache nere cittadine.

Ne voglio parlare perché sono convinto, come cercherò di dimostrare nel corso di questo articolo, che il Bridge, o meglio, il mio amico Enrico, che di Bridge è appassionato, come il battito d’ali della mitica farfalla, possa essere causa di sconvolgimenti sociali ed economici planetari.

Cominciamo dagli aspetti più oscuri: Enrico, come me e pochissimi selezionatissimi altri, è un membro di Jasteam, un gruppo poco noto ma assai potente di informatici che, come quelli del Bilderberg si riuniscono periodicamente per tratteggiare, e possibilmente influenzare con prodotti sviluppati ad hoc, il futuro della Società dell’Informazione.

In una di queste tenebidding boxbrose riunioni, Enrico ha presentato un suo sviluppo frutto di pomeriggi domenicali e notti insonni passate  “spalmato” (secondo la definizione della sua gentile signora) sul computer (il resto del suo tempo è stato visto impiegarlo  pencolando su una tavola a vela di 2.35 mt. sotto violente raffiche di tramontana al largo del lido di Voltri a Genova): un bidding  box da tablet. Cosa sia un tablet lo sapete tutti, cosa sia un bidding box probabilmente no (scopritelo qui – sorry for English); gli  è che, dopo che il nostro mitico Blue Team è stato beccato, molto all’italiana, mentre comunicava con colpetti di tosse e  scaccolandosi il naso in non so quale torneo mondiale di Bridge, le autorità mondiali in materia hanno deciso che la fase  dichiaratoria di ogni mano  dovesse avvenire, come il test di Turing, in condizioni rigidamente controllate, in silenzio, attraverso  cartoncini colorati contenuti in una scatoletta di plastica anch’essa colorata posta sul tavolo da gioco accanto ad ogni giocatore, e  esibibili solo attraverso barriere fisiche che impediscono altre forme di comunicazione.

Questa novità è stata incarnata da Enrico in una app (“Bridge Suite”, disponibile gratuitamente qui per chiunque nello store Android Google Play - ben noto a chi di voi possegga uno smartphone), e questo è l’articolo che la descrive, per la cui diffusione (oltre che per una serie di minacce da parte dello stesso Enrico: per favore, leggetelo!) ho ripreso, per Lo Sbavaglio, la tastiera in mano. Insomma, Enrico ha messo il bidding box in cloud, o, per dirla all’italiana, tra le nuvole (da cui il titolo dell’articolo, con una piccola modifica, grazie all'influsso del grande Enzo Jannacci, al titolo originale).

Ma poi ho pensato che avrei potuto approfittarne anche per parlarvi di un argomento di moda, la cosiddetta sharing economy.

Intanto un fatto: i bidding box sono tradizionalmente di produzione cinese; la pubblicazione della app di Enrico ha seriamente messo in crisi questo mercato e ha indotto il Governo delle Repubblica Popolare Cinese a ben 3 svalutazioni competitive dello Yuan nel giro di pochi giorni: invano, perché la app di Enrico è gratuita. Gratuita? Bene, questo ci porta al secondo fatto: la transizione verso la Società dell’ Informazione porta ad una diminuzione del PIL. Se io, grazie ad Internet, posso lavorare da casa e quindi non ho bisogno di tangenziali, mezzi pubblici, macchine e parcheggi è chiaro che di tutte quelle cose legate alla mia mobilità non c’è più bisogno, né c’è più bisogno di gente che le faccia e le mantenga. Se ho una app gratuita che mi fa da bidding box, non ho più bisogno di cinesi che le facciano, le fottute bidding box!

Se, grazie al fatto che Internet mi mette in comunicazione istantanea con tutto e tutti, posso immaginare un mondo fatto di risorse condivise accessibili mediante app dal mio telefonino (pensate ad Uber, o a AirBNB), è chiaro che il modello della risorsa privata a mio uso esclusivo va in crisi.

Se l’automobile senza guidatore diventa una realtà (pensate a quello che stanno ideando quelle superpotenze finanziarie che sono Google e Apple), ed io posso chiamare una macchina condivisa a casa mia con una app, che senso ha una mia automobile privata parcheggiata sotto casa mia per il 90% del suo tempo e che gira con il 60 / 80% dei suoi posti vuoti per il resto? Già adesso abbiamo realtà come Car2Go, dove però bisogna per lo meno alzar le chiappe per raggiungere un parcheggio per approfittarne.  In futuro invece verranno a casa nostra da sole!

Qualcuno in effetti pensa che il mercato dell’automotive sia destinato a contrarsi del 40% nel giro di poco tempo, con buona pace di Marchionne e degli operai di Melfi con associati Landini e Camusso. E in realtà il numero medio di automobili per famiglia americana sta già passando da una media di 2.2 ad una media di 1.2. (volevo citare la fonte ma non riesco più a trovarla!).

Ma se il passaggio alla Società dell’Informazione implica una diminuzione importante del PIL, mi spiegate, tanto per tornare all’incipit di questo articolo, di cosa vanno blaterando coloro che dettano le regole di questa Unione Europea basate su un perenne aumento di questo indicatore?

E se il paradigma delle risorse condivise si scontra con l’occupazione operaia a Melfi, ma va a beneficio dell’ecologia del pianeta – oltre che essere coerente con un modo di pensare da sempre auspicato da molti di noi -, riuscite a capire cosa sia di sinistra o di reazionario in questo futuro modello di società?

A me sembra che le tendenze in atto siano due: una inarrestabile seppure tendenziale diminuzione del PIL e un’altrettanto inarrestabile ma immediato e drammatico fenomeno di immigrazione dai paesi del terzo mondo, spinta dalla guerra e da situazioni sociali ed economiche più che drammatiche, e amplificata da un PIL Europeo già importante e ritenuto in ulteriore crescita. Con quali conseguenze immaginatelo voi: penso quanto meno al sorgere di dirompenti movimenti neo-luddisti (a Torino già bruciano di notte le macchine dei servizi di car sharing) e populisti, ma temo in realtà ben di peggio circa le magnifiche e progressive sorti dell’umanità. E che verrà il tempo in cui i tassisti – ma in realtà tutti noi - guarderanno al tempo in cui si litigava su Uber come all’età dell’oro. Una cosa è però sicura: che il pianeta se ne gioverà, o perché finalmente le automobili gireranno al massimo delle loro potenzialità con gran risparmio di risorse, o perché finalmente Gaia si sarà liberata di gran parte di questa massa di stupide scimmie impazzite che siamo noi.

Grazie, Enrico!

P.s.: questo mio pessimismo di fondo potrebbe essere causato dalla caduta del testoterone che attualmente mi affligge. Un visione più positiva del fenomeno (di Jeremy Rifkin) si può trovare qui. (p.p.s.s: non godo di alcuna percentuale associata alla vendita del libro!)

Ultimo aggiornamento Martedì 18 Agosto 2015 08:33  

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna


Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information