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Informazione e comunicazione

Etica ed estetica

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L’introduzione di un argomento equivale ad una giustificazione che si esibisce per un’assenza; io mi assento e senza firma del genitore continuo iniziando dalla fine e scusandomi, per l’azzardo, quando affermo: Cristo esempio di follia etica, Van Gogh di follia estetica. Le due passioni separate migliorano il mondo, unite lo trasformano profondamente. La divisione che specchia quelle (anima/corpo; lavoro manuale/intellettuale) è all’origine dell’alienazione tutta interna all’individuo: androginia perduta nel passaggio dall’uno per tutti (collettivo) al tutto per uno (privato), il  cui recupero separato da luogo a due estremi: la follia estetica (arte), la follia etica (mistica). Non, quindi, un aut-aut, ma la fusione delle due dimensioni al fine di restituire un uomo reale, prodotto dal  concretarsi delle sue potenzialità, tenute ancora separate ed astratte, come due poli inconciliabili. A tal fine risulta essenziale l’intervento dell’attività lavorativa a tutto tondo, per modellare ed elevare lo spirito a quell’unità di etica ed estetica per restituire l’uomo con tutte le qualità  connaturate ed inerenti la sfera materiale – cognitiva: incastro di passioni per evitare il collasso entropico dell’individuo, già in atto, schiacciato com’è a ruolo di consumatore sfruttato. Fitto intreccio fra le due dimensioni per  lo scambio dei reciproci contenuti pur di consegnare una figura umana, che nelle inevitabili e positive trasformazioni, conserva la sua integrità antropologica.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Ottobre 2011 17:52
 

Il pensiero laterale

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Chiediamo scusa ai nostri lettori e al Gangemi se per una volta tanto violiamo la regola della prima pagina che vuole ogni nuovo articolo rimanere in evidenza per un paio di giorni. Però talvolta la cronaca ha priorità. Grazie.

La redazione

 

In mezzo ai tanti articoli scritti in memoria di Steve Jobs vi segnalo questo apparso su Repubblica on line che ho trovato particolarmente interessante.

Steve Jobs era buddista: la sua ricerca spirituale è iniziata in quel clima di fermento degli anni '70 che lo portò prima in India e poi in Giappone dove praticò il buddhismo zen.

Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Ottobre 2011 07:33
 

Le emozioni al tempo di Internet

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Uno studio condotto dall’Advanced Language Semantics and Emotional Representation Group (ALSERG) della Myrose State University a San Vincente CA, tratta dell’arricchimento semantico dei messaggi, degli elementi insomma che costituiscono le unità di scambio dell’informazione tra esseri viventi e, in particolare, degli umani. Mentre per cani e gatti sembra tutto molto facile, per gli umani, esseri notoriamente inferiori, esiste il problema determinato dalla rigida sequenzialità temporale imposta dalle aree del cervello che si occupano di linguaggio e dalle limitazioni semantiche proprie del linguaggio stesso (come esprimere le emozioni?); gli autori dello studio definiscono con il neologismo “blinkness” (probabilmente ispirati dalle stesse fonti citate da questo articolo di Mirò) la capacità di superare all’istante tali limiti, veicolando nell’emisfero cerebrale destro del partner comunicativo un immediato contenuto di informazione in grado di suscitare emozioni non facilmente evocabili da un corrispondente flusso linguistico o testuale faticosamente sviluppato nella dimensione temporale e irrigidito da un lessico predefinito. Si tratta in realtà di concetti non nuovi, alla base del successo che sempre ha avuto, ad esempio, una forma di comunicazione evocativa come la poesia. Gli autori citano l’esempio degli haiku, componimenti poetici di sole 17 sillabe in grado di scatenare tzunami emozionali che vanno ben al di là del contenuto informativo letterale: “La luna nueva. Ella también la mira desde otra puerta” dice al mondo un Jorge Louis Borges momentaneamente catturato dall’estetica giapponese, significando la comunanza con l’amata della meraviglia della luna nuova, che trascende del tutto il trascurabile particolare che essa (l’amata, non la luna) è presumibilmente lontana (lei pure la guarda da un’altra porta).

Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Agosto 2011 15:14
 

La verità, vi prego, sull'amore

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In America è un best-seller: "Blink" (battito di palpebre), che formula su basi scientifiche la teoria dell’affidabilità delle prime impressioni. Racconta come una rete di meccanismi neurologici – la cognizione rapida, ovvero il potere di pensare senza pensare – faccia sì che la prima impressione sia quella più giusta. Secondo l’autore Malcolm Gladwell, uno da 40 mila dollari a conferenza incassati in un blink, analizzare tutti i dati e dilungarsi a cercare troppi elementi prima di decidere è dannoso: offusca la chiarezza del blink. Quindi se fossimo saliti sulla Pequod avremmo intuito subito che al capitano Achab era partita la brocca. E quel furbastro del papero di Konrad Lorenz ha realizzato immediatamente che se mammà non è presente al momento della nascita, tocca arrangiarsi con chi c’è. Ma soprattutto il blink è qualcosa che ho sempre sospettato: bastano i primi trenta secondi, il tempo di uno sguardo, per decidere se di qualcuno ci innamoriamo o no. I grandi amori si annunciano in modo preciso. Appena lo vedi, pensi: chi è questo stronzo?

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Agosto 2011 08:31
 

Dalla lontana Calabria

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La posizione di “inviato speciale” dalla Calabria, paragonando questa terra ad uno degli scenari di guerra di volta in volta visti nei telegiornali è senz’altro un’ esagerazione (perché non siamo né in guerra né vittima di un regime palesemente autoritario). Mi si faccia passare come una sorta di licenza dettata dallo stato di “evidente necessità o gravita” dei fatti che andrò raccontando qui di seguito.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Agosto 2011 22:03
 


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