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Informazione e comunicazione

Bridge e nuvole

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Non so quanto il tema sia consono alle sottili dispute intellettuali che arricchiscono Lo Sbavaglio circa il numero di volte che Vauroufakis ha cercato di mettere puntine da disegno sotto la ruota destra della sedia a rotelle di “Stranamore” Shaeuble, ma certo è che di cose intelligenti voglio parlare: il Bridge, inteso come rituale sociale (del quale magari anche voi siete adepti) nel corso del quale quattro gentidonne / uomini altrimenti irreprensibili nella loro vita privata e nelle altre occasioni della loro vita pubblica si siedono intorno ad un tavolo, prendono in mano 13 rettangoli colorati segnati da numeri e arcani di origine oscura (forse longobarda, o lanza), e con questa scusa, in un crescendo di motti gergali rigidamente codificati da ferree convenzioni (noto nel giro come “dichiarazione”), trovano motivo per feroci insulti reciproci, che spesso portano allo scioglimento di relazioni affettive pluriennali con relativa spartizione dei beni di famiglia e gran felicità degli avvocati divorzisti. O perché giocano in copia (raramente), o perché comunque il ritorno a casa dal circolo del coniuge frustrato e incazzato porta a tragedie familiari poi registrate, il giorno appresso, nelle cronache nere cittadine.

Ne voglio parlare perché sono convinto, come cercherò di dimostrare nel corso di questo articolo, che il Bridge, o meglio, il mio amico Enrico, che di Bridge è appassionato, come il battito d’ali della mitica farfalla, possa essere causa di sconvolgimenti sociali ed economici planetari.

Ultimo aggiornamento Martedì 18 Agosto 2015 08:33
 

Ho visto cose che voi Bibio..

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Avete detto con i vostri commenti che sono matto. Invece vi parlo parole di verità. La singolarità è iniziata. Ho visto cose che Bibio non potete neanche immaginare. Ho visto analizzatori linguistici estrarre concetti da libri di pergamena scritti in veneto antico, letti ad alta voce da servitori umani a microfoni pulsanti, ho visto estrarre da stringhe di danzanti caratteri file di informazioni e comporle in entità che si andavano a costruire su schemi guidati da dizionari universali dai synset gravidi di lingue (dal mongolo al latino), e volteggiare lievi fino ad imbiancare ontologie di dominio, e ho visto da queste prendere forma rotte antiche, e le antiche fortezze e le torri d’assedio con crociati avidi di bottino spingersi tra nuvole di fuoco contro le mura di Costantinopoli, ho sentito il rumore dei cimbali alle caviglie di schiave circasse, ho visto le risposte alle domande che ponevo come ad amici su antiche repubbliche, e il flusso brillante del ragionamento artificiale che saltava da entità ad entità sulle impredicibili rotte della logica dei predicati, fino a saturarmi i sensi nel totale avvolgimento multimediale della macchina del tempo. Ho visto ricercatori chiedersi cosa fosse tutto ciò e nervosamente far vagare il mouse alla ricerca del shutdown, e poi fermarsi, e poi chiedersi se quello che inattesamente avevano creato fosse demone o angelo…

Per provare a capirci qualcosa, cliccare su "youtube" in fondo al video, si apre la corrispondente pagina Youtube; in basso a destra del video cliccare su "sottotitoli" e selezionare "on". Appaiono i sottotitoli, e un menù di controllo che dice che i sottotitoli solo disponibili sfortunatamente solo in inglese, ma se clicchiamo sulla freccina del menù di selezione della lingua (sulla destra di "inglese..") e successivamente su "traduci in altre lingue" e ancora su "italiano", i sottotitoli dovrebbero scorrere in un buffissimo italiano tradotto al volo, grazie ad una tecnologia che dovrebbe essere parente relativamente vicinaa quelle impiegate nel progetto di cui parla Frederic Kaplan, che Iddio lo perdoni..

Ultimo aggiornamento Sabato 14 Dicembre 2013 10:20
 

e-Government: modelli e strumenti

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Il nostro Crosstalk interviene (dopo 1 ora e 1 minuto: 1.01.03) alla sessione sugli strumenti elettroni di supporto alla politica (e-government) all'Internet Governance Forum 2012, tenuto a Torino. Gli Internet Governance Forum sono i luoghi di elezione in cui si discutono le politiche gli strumenti per organizzare e gestire Internet. Come appare in particolare dalla sessione in oggetto (ma anche da tutte le altre), malgrado il contesto tecnico in cui si svolgono i dibattiti, le implicazioni e le conclusioni delle discussioni hanno un profondo impatto politico sulla nostra vita di tutti i giorni, presente e futura, in coerenza con l'importanza della rete che sempre più appare come uno degli strumenti più importanti di cui l'umanità si sia mai dotata. Realtà sistematicamente ignorata dalla politica tradizionale, per motivi culturali e di potere che tendono a privilegiare i modelli gerarchici di governo e le corrispondenti tecnologie  che più favoriscono rendite di posizione (Berlusconi e la TV ne sono il più triste esempio di questi ultimi 20 anni), in contrapposizione all'approccio bottom-up multi-stakeholder alla base di Internet. Quest'approccio favorisce i contributi dal basso (bottom-up) di agenti "portatori di interessi"  tra loro contrapposti (multi-stakeholder) che vengono mediati verso la formulazione di opinioni collettive mediante il continuo dibattito tra gli agenti stessi e l'intera comunità reso possibile, per la prima volta nella storia dell'umanità, dalle moderne tecniche di comunicazione e di verifica on-line. Questa la visione, dal punto di vista realizzativo il cammino è ancora molto lungo e passa necessariamente attraverso una continua sperimentazione sul campo (vedi ad esempio, ma non solo, il Partito dei Pirati), ostacolato, talvolta da piccoli problemi tecnici (come la caduta della sessione skype durante la conferenza!)

Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Ottobre 2012 18:10
 

I forconi risalgono l'Italia

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Ultimo aggiornamento Sabato 04 Febbraio 2012 09:11
 

Lo chiamano "taggare"...

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Ammetto di esserne rimasto affascinato. Con l’abitudine al pubblico che gli deriva dal suo mestiere, con il suo modo di porsi improntato ad un understatement del tutto torinese, il prof. Cristiano Antonelli (Economia dell’Innovazione, Università di Torino) ha puntato il dito verso la Luna, e ce ne ha indicato valli, crateri e mari; a noi che fino a poco prima vedevamo tronchi d’albero perdendo di vista le foreste del pensiero originale. Con piacere quindi come prima cosa  indico il contributo che tanto mi è piaciuto: il video dell’intervento è a questo indirizzo, insieme a quello degli altri relatori (ovviamente cliccate dalle parti di Cristiano Antonelli).

Ultimo aggiornamento Sabato 17 Dicembre 2011 15:18
 


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