Lo Sbavaglio

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Una gabbia di matti

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Ho volutamente intitolato l’articolo con quest’odioso e incivile termine, un luogo comune secondo me troppo utilizzato anche quando si scherza (è proprio il caso di dirlo, scherzo idiota). E’ la dimostrazione più lampante di quanto certi luoghi comuni, siano in molti casi il risultato di comportamenti della cultura corrente, del comune sentire e determinano il giudizio sulle cose, sulle persone, sulle malattie di qualunque grado e gravità. Non dobbiamo dimenticare che il primo sentimento che ci pervade, anche se l’ammalato è un nostro parente è la vergogna. Forse per tutte le malattie che non riusciamo a spiegarci, a dargli una motivazione plausibile, per il fatto che questa volta è toccata proprio a noi fra 6 miliardi di esseri umani e solo quando ci confrontiamo con gli altri ci rendiamo conto di quanto quella precisa malattia abbia mietuto vittime e tutte innocenti, e tutti con pari diritti e dignità.

Il termine  pazzia, viene usato troppe volte a sproposito ed è molto diverso dal termine follia che sono due cose differenti anche come caratteristiche e il confine non è affatto labile, anzi. L’uomo moderno non ha alcuna intenzione di annoverare tra i propri figli, i diversamente abili, i malati cronici, tutti quelli che non corrispondono ai suoi modelli di bellezza e di efficienza. Dobbiamo essere tutti belli forti, di sana e robusta costituzione e intelligenti secondo i parametri dettati dalla società dei consumi, per questo io ne sono stato già da un pezzo tagliato fuori. La follia a volte può essere stupenda, ricca di sorprese intuizioni, di belle iniziative e di amore. Essa si divide in due grandi categorie da cui poi si dipanano e crescono altri rami con altre caratteristiche molte delle quali ai più sono sconosciute perche i fondi per la ricerca psichiatrica come il solito sono al palo. La prima categoria è la follia positiva, quella che fornisce estro, fantasia, arte in tutti campi da noi conosciuti. Tutti i grandi geni nella storia dell’arte e nelle scienze, se non avessero avuto quel pizzico di pazzia intrinseca, non avrebbero potuto raggiungere i risultati ottenuti. Pensiamo a Leonardo con le sue invenzioni, a Galileo con le sue scoperte, entrambi con mezzi irrisori, alle utopie storiche con preposizioni appunto pazze e che hanno contributo a cambiare le sorti dell’uomo nel bene e nel male, un arcobaleno di pazzia pura ha attraversato la storia dell’uomo, e il potere politico ha sempre cercato di incanalare a proprio piacimento e quando non ci è riuscito, ha preferito ingabbiarli. Pensiamo alla geniale pazzia di grandi artisti, da van Gogh a Ligabue. Secondo me le loro opere saranno sempre le opere di due grandi ... sì ... pazzi! E nessuno andrà mai a spiegare che cosa o chi ha provocato la loro illuminante pazzia … e non sono un mistero per nessuno le sofferenze vissute, le umiliazioni, le povertà e la carenza d’amore presenti da sempre nella vita di questi stupendi artisti. E sono proprio Freud e Jung che riprendono nei loro scritti il tema della follia proprio geniale quando si dilettano ad analizzare la psicologia del genio, della loro poliedricità come priorità permanente nel tentativo di esprimere la loro pazzia intrinseca, mai completamente soddisfatta, ciò per motivi innati e congeniti. Fra le antiche civiltà i pazzi erano considerati semidei. Gli stessi romani li rispettavano così come i pellerossa e molte altre civiltà. Con l’avvento della religione cristiana sono diventati posseduti, figli del diavolo ed il gioco è fatto. Per secoli si è curata la pazzia con gli esorcismi, acqua benedetta e sproloqui, era quindi gente da allontanare. Questo sino ai nostri giorni. C’è poi la parte cattiva della pazzia, quella che ci fa paura, ci spaventa, ci impedisce di stabilire un linguaggio comprensivo fra due mondi così diabolicamente vicini se pure apparentamente così lontani. Il passaggio dallo stato cosi detto normale a quello di pazzia è semplicissimo, come se all’improvviso si spegne la luce in una stanza. Con un semplice gesto di un dito, come attaccare o staccare l’interruttore di una lampadina, si passa dalla luce al buio assoluto, è a quel punto che avviene il corto circuito, me l’ho spiegato un ricoverato all’O.P. di Grugliasco, professore di matematica, finito in ospedale perché al rientro di una lezione, tornando a casa trovò la sua signora a letto con un altro, da quel momento in poi … ed ha ucciso la moglie. Non sempre esiste nei fatti un elemento scatenante evidente, un altro era finito li perché preso da antipatia cronica per un suo vicino di casa, ed ogni volta che lo vedeva entrava in crisi e gliele doveva passare, molte donne per la scomparsa di un parenteo di un figlio, o perché violentate dal padre, dal fratello. Stando a quella che fu la mia esperienza all’O.P., esperienza lavorativa!, si può rimanere meravigliati del fatto che molti malati internati non erano là perché pazienti, alcuni venivano richiusi sin da infanti per il semplice fatto di essere figli indesiderati o figli della colpa, una donna era rinchiusa perchè si era rifiutata di sposare un uomo scelto da suo padre. C’erano stati casi di figli della nobiltà che richiudevano i figli delle scappatelle. Ciò che affermo o che sto riferendo è rapportato a circa 20 anni fa e si spera che molte cose siano cambiate sia nei rapporti fra i degenti che tra struttura e degenti. Il reparto che più mi colpì fu quello delle donne. Sembrava davvero un girone dantesco, forse le più abbandonate, derise, a loro veniva fornita la pillola, alcune non la volevano prendere per avere un figlio, altre cercavano i loro bambini, alcune sembravano delle vere e proprie malate del sesso, forse anche solo per un rapporto umano. Leggende metropolitane narrano di rapporti sessuali fra infermieri e malate, storie vere e proprie d’amore tra i degenti. Il personale, per quanto io sia profano e a mio modesto parere, non era sicuramente adatto per il tipo di esigenze se pure in alcune realtà cominciavano a vedersi alcuni risultati della legge Basaglia applicata solo in minima parte, e da personale non specializzato. Ho conosciuto così i suddetti pazzi e mai persone mi sembravano più normali. Un paio di questi mi raccontarono non soltanto gli elettrochoc cui erano sottoposti ma anche le violenze gratuite da parte di “infermieri“, botte da orbi, altro che legge Basaglia  e questo valeva anche per le donne. Quando andai via usavano ancora il camice di forza. Che cosa serve fare leggi di civiltà se poi queste leggi vengono puntualmente disattese … è stata comnque una grossa conquista la legge Basaglia ma è ancora quasi totalmente disattesa, le regioni sono solo capaci di creare delle isole ma non sono riusciti a far diventare questa legge una realtà concreta, chiudere i manicomi certo, ma poi le famiglie devono essere sostenute, aiutate, il malato deve essere seguito, curato, e questo non accade, meglio fare la TAV! Ciò accade per tutta la sanità in genere e per le malattie croniche che più hanno bisogno di assistenza sanitaria ed economica, occorre personale specializzato che intervenga nelle e con le famiglie, quando i buoi sono scappati non serve chiudere le stalle, può capitare che un malato scappi dai controlli dei propri familiari e compia atti inconsulti e in questo caso non è colpa del malato o della famiglia, occorre preparare gli infermieri e dotarli di tutti gli strumenti necessari per potere intervenire al momento giusto La psichiatria non può essere considerata una scienza di secondo ordine, occorre riconoscerla ed applicarla secondo le esigenze e la medicina deve essere fornita degli strumenti necessari per la ricerca di base, sul posto alcuni medicamenti sono risultati positivi ma ancora non basta, ciò che occorre fare è elaborare una strategia di prevenzione e questo in parte lo si può fare intervenendo nel sociale per quanto questo può essere possibile per una malattia che apparentemente investe le nostra mente ma una parte di questo mistero può e deve essere svelato attraverso la soluzione di problemi che stanno al di fuori dalla nostra mente ma contribuiscono non poco a mantenere in equilibrio almeno una parte del nostro prezioso cervello. Forse non sono sufficientemente informato ma non mi risulta che si nasca pazzi, c’è sempre una scintilla che provoca questa malattia, la casa, il lavoro, gli affetti i debiti, i problemi, famigliari, una malattia l’abbandono, la solitudine, lo schiavismo, la mancanza di affetti, l’amore, la morte di un compagno, una compagna, un figlio, un’ingiustizia, un maltrattamento, la mancanza di un sorriso, il fatto che proprio non ce la fai, è facile impazzire … un sequestro in casa perché non riesci a pagare una rata. Può essere tutto e il contrario di tutto e questo l’ho imparato dai pazzi. Già con la soluzione di questi problemi diminuirebbero i malati di mente. Non si può poi confondere la pazzia come malattia pura con la follia omicida che è un’altra cosa, troppo spesso chi uccide una donna, un bambino, un uomo passa per pazzo, quello è un criminale e va punito, chiamiamo le cose con il loro nome. C’è anche un’altra follia di cui voglio accennare, quella dei disoccupati che si uccidono per vergogna. Per povertà provocata, gli anziani perché soli, le donne perchè abbandonate dal mondo, i ragazzi senza lavoro, i diseredati che non vogliono più vivere perchè gli hanno rubato oltre che la vita la dignità, questi non sono mai stati pazzi, è stato un gesto di umana follia di cui bene o male siamo tutti un po’ responsabili ma in modo particolare  lo stato dei malavoglia, li chiamo così perché ogni volta che devono applicare la legge e la nostra Costituzione o lo fanno di malavoglia o non lo fanno e poi dopo che la gente si ammazza per disperazione ci dicono, mentre i bimbi muoiono di malasanità, che la vita vale sempre la pena di essere vissuta, andatelo a dire ai disoccupati e alle persone anziane abbandonati nelle mani di chi della sanità ne ha fatto un sistema di potere e si sono divisi la fetta della torta. E Morfeo? Lui che è davvero un pazzo, il vero pazzo, credetemi io lo conosco, è un pazzo buono ma fuori dal mondo e però … fa bene sognare, essere un po’ pazzi aiuta a vivere e quello in gabbia non ci sta, altro che gabbia di matti, noi vogliamo essere liberi, fuori da ogni gabbia.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Febbraio 2010 20:20  

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