Lo Sbavaglio

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Gli ho parlato

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Stavo fumando fuori dal balcone; con tutto quello che passa per la strada si può vedere qualcosa da apprezzare e, curiosando, ho visto arrivare un tipo strano, vestito un pò alla mano, più trasandato che lindo e ben curato. Avevo fretta di portare il cane a fare un giro là nei miei giardini e sono uscito in strada. Lui stava seduto con una busta a fianco e dentro tre lampadine, un pezzo di formaggio e un tozzo del suo pane. Sorseggiava un poco di tè caldo e sott’occhi mi guardava quasi intimorito. Mi son seduto accanto con le mani in tasca. Lui smette, rimette tutto in busta e poi saluta in modo assai educato.

Barbone – Che freddo che sento, fatto è che se pure facesse caldo per quelli come me è sempre triste; son secoli che faccio questa vita e nonostante io non faccia niente son sempre maltrattato dalla gente.

Morfeo – Che ci vuoi fare, il mondo è fatto male, non c’è rispetto nè amore per te stesso e l’uomo buono passa per un fesso. C’è cattiveria e odio per la plebe, per tutti quelli che soffrono e non han niente, fanno del male, nessuno mai si pente. A questo mondo chi ha tutto e chi non ha mai niente. Tu pensa a quelli là in Oriente, povera gente, se piove allagamenti, il maremoto, i bimbi sotto l’acqua, povere case chiamiamole così non possono durare più di un dì.

Barbone – Ci sono stato ed ho visto tutto, la gente che piangeva e che pregava, ho visto uomini pregare per morire, ho visto andare giù sempre verso il mare montagne intere e pascoli morire, non ho parole, non so  che cosa dire, quanta miseria, quanta povertà. Ci sono i ricchi, pieni di denaro, che ridono, sghignazzano, si fregano le mani, con quelle morti per loro è un bel domani, quanti denari e proprio con i pianti, è meglio ancora se sono tanti tanti. 

Morfeo – Quanto cinismo e quanti maledetti, quante  ingiustizie, per fare un pò di soldi non badano mai ai bimbi, non pensano al futuro ed il presente  è sempre assai più duro. 

Barbone – Tu non sai, e non puoi saperlo, però a te che mi sei venuto accanto senza timore e con animo sereno … Ho visto guerre per motivi oziosi, con gente morta senza una ragione, son secoli che vedo questa terra contesa fra ingiustizie e distruzioni, e vanno  in guerra i soliti coglioni, difendono le cose dei padroni, se questo è giusto o questo non lo è voi vi uccidete con lo stesso gusto e nonostante i morti siete voi. Non vi accorgete di quanto male al mondo intero fate. Ho visto imperi nascere e morire, l’antica Grecia e Alessandro Magno, gli imperi dei Persiani, l’Egitto antico, la Roma prepotente, il Medio Evo e i   regni del mistero, i re dei soli, la Francia rivoltosa, Napoleone, i morti suoi nel freddo, Roma folle dei papi senza senno e tutto in mezzo a questo pazzo pazzo mondo quelli che hanno pagato son sempre i soliti vestiti di speranza con poco o niente proprio nella panza. Che pecoroni, non basta la speranza. 

Morfeo – Se ho capito quello che m’hai detto, io sto parlando con quello responsabile del mondo, colui che vede però non intercede, d’accordo sì noi siamo matti, e non usiamo il senno, ma terremoti, tifoni, malattie, e ingiustizie, catastrofi di mare, montagna intere che ammazzano i bambini, gente innocente che non ha fatto niente, non hai  rispetto neppure delle cose che tu hai fatto, che padre sei, che genitore infame, e noi  ci rivolgiamo a un padre che se lo chiami ti si rivolge contro, sono arrabbiato e questo non ha senso vuoi dire che ad Haiti è tutto giusto, a L’Aquila e giusto? Il mondo sta morendo e tu mi guardi mentre sto dicendo e le guerre su questa terra infame, ma tu ci provi gusto se poi ritieni che tutto questo è giusto. 

Barbone – Quand’io decisi di fare tutto il mondo pensai che fosse giusto legarvi al mio guinzaglio ma grazie ad Eva e per amor dell’uomo dovetti rivedere il mio pensiero, un essere legato non ha senso, se lo costringi lui si ribella, penso. Libero arbitrio e piena libertà, non v’erano sfruttati e sfruttatori ed eravate tutti promotori. Io v’ho osservato, ho fatto quel che ho fatto ed ho pensato di venirvi incontro, ho dato terre fertili e ricche d’acqua, montagne verdi e ricche di ghiacciai, i mari interi sono tutti vostri, boschi ho riempito d’alberi e animali, le piante per curare i vostri mali. Alberi, grandi cespugli d’ogni sorta, l’abete, il leccio, il tiglio, ma che volete v’ho regalato un figlio avete usato un albero qualunque per farne croce e rispedirlo indietro … che gente ingrata questa umanità che male ho fatto se non sapete usare nemmeno un quinto di quello che v’ho dato … sì sì il cervello non l’avete usato. 

Morfeo – Lo so hai ragione, che cosa consigli, lo sai che mondo noi lasciamo ai figli, e poi la chiesa, lo sai come la pensa, e i terremoti, come la metti, se hai coscienza perché tu non la smetti.

Barbone – Ma quanto sei ignorante figlio mio, anche la terra è sangue del mio sangue, non puoi pensare che faccia differenze, anche alla terra occorre riverenza, se diedi a voi figli degradanti il libero pensiero, l’arbitrio a gusto vostro, perché la terra nostra non lo può, anch’essa è libera di fare quel che vuole, nei suoi poteri dell’acqua, delle piogge, la terra è stanca di stare dove sta, e i fiumi se tu gli cambi il letto è chiaro che torna poi a dormire nel posto ch’io gli do. Che vuoi decidere anche questo? E se di sotto la terra vuol svegliarsi lo faccia, libero arbitrio, quanto costa costa. Che mi vieni a fare la morale, se poi ci mettiamo a fare i conti, i morti tuoi fatti per le guerre, i miei son molti meno di quelli che tu speri. E per la chiesa, io te la dico tutta, non so che farmene di case ricche d’oro, la terra è la mia chiesa e chi mi vuole mi preghi dove vuole io sento tutto, non c’è bisogno di posti venerati, canti, facezie e riti religiosi, basta una voce che mi voglia bene, mi son stancato di gente che vuole tutto e prega, prega e non sa darti niente, tutto un vociare, richieste senza senso, e si lamenta ma non fa mai niente. Anche di voi, se pur non pregate, sento i  tormenti, lunghi e noiosi lamenti, sappiate figli miei non posso farci niente, v’ho dato tutto, non m’è rimasto niente, avete tutto chiuso nel cervello, avete rovinato per la vostra inerzia il mondo che per amore vi avevo regalato. Che sia rivolta dentro i cuori vostri, usate la violenza delle idee e non è vero che perdono tutto, ma benedico quel che è giusto è giusto.

Morfeo – Ma non ci lasci neppure la speranza …

Barbone – Guardati attorno, scava nel tuo cuore, usa la forza della disperazione.

Morfeo – E la fine del mondo?

Barbone – Per quanto tempo posso darvi io, farete prima, ve lo garantisco.

Morfeo – Che fa se ne va?

Se ne è andato e non m’ha detto niente

Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Gennaio 2010 21:03  

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