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I politeisti

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Chissà come si sarebbe sentito. Ulisse abbandonato, dalle onde del mare, dopo la tempesta, sull’isola dei Feaci, se non fosse stato accolto, rifocillato, vestito, ristorato, quasi venerato. Il re non vedeva nulla di male se Nausica prorompente figlia dello stesso, mostrasse le proprie grazie in modo eloquente a uno straniero, ancora prima che Ulisse si dichiarasse re di Itaca. Ulisse aveva viaggiato per anni ed anni e ovunque approdasse c’era sempre qualcuno che accoglieva lui e i suo prodi con lo spirito sacro dell’accoglienza. Sicuramente non lo avrebbero messo a raccogliere le arance 25 euro il giorno, e dodici ore di lavoro e non lo avrebbero fatto fare neppure ai suoi compagni.

Zeus, Atena, e persino Marte Dio della guerra avrebbe scatenato la quarta guerra mondiale, figuriamoci poi la moglie di Zeus, sarebbe andata su tutte le furie, per almeno 1000 anni non avrebbe fatto sesso col consorte. Quanto può resistere un uomo che scappa dalla guerra, dalla fame, dalle ingiustizie, dalla violenza giornaliera? Non lo sappiamo non c’è una data precisa. Rinasce la speranza, quando si scappa e in qualche modo si raggiunge una meta da cui si può ripartire o si pensa di poterlo fare, e allora si ricomincia e si pensa a un nuovo mattino, a nuovi giorni, e forse…ma forse a un nuovo futuro. La prima cosa che ci presenta, è un nuovo Dio, misericordioso, basta con i vecchi Dei, predica l’uguaglianza, la solidarietà, ma lui, intanto si è fermato a Eboli e treni per andare avanti non c’è ne sono più. Aiutati che Dio ti aiuta, si costruiscono capanne di cartone, al freddo, sotto la neve, la pioggia, i topi. E di notte devi stare sveglio perché qualche male intenzionato può ucciderti, lo chiamano mafioso, e poi al lavoro 25 euro sono poche e dodici, tredici ore di lavoro sono tante. Devi stare zitto non ti devi lamentare, ne ribellarti a casa d’altri è così.

Sì, sì.zitti, zitti. un lamento, senza acqua, senza servizi igienici, senza mangiare, senza soldi perché ti pagano se vogliono, e quando vogliono, e se ti lamenti ti sparano,ma che paese è questo! Come sono sporchi, i neri, e come sono neri, gli schiavi non devono e non possono lamentarsi, se non gli va bene così, gli facciamo sparare dai mafiosi li picchiamo e li mandiamo a casa. Quando per anni interi si diventa oggetto di scherno, di derisione di offesa di denigrazione, di sfruttamento, d’insensibilità, di minacce, di violenza, di prevaricazioni d’ogni fatta, quando il genere umano è resa larva di sotto le condizioni di umana vivibilità. Allora l’uomo si ribella, perde a volte il senso della misura, si scatena la rabbia, la rivolta e questo sono solo un campanello d’allarme che devono sentire prima di tutto i ben pensanti quelli che…queste cose non si fanno ma che sono stati a guardare quando gli uomini per una questione di pelle o di Dei, sono presi a calci, e diseredati della loro dignità, dimentichi della pietà, dell’amore verso il prossimo, e dei sacrifici il genere umano fa per rimanere uomo.

Campanello di allarme che i nostri governanti, e ministeri se non vogliono trovarsi con una patata troppo bollente per loro devono cambiare registro devono applicare le regole della Costituzione repubblicana che mette sullo stesso piano i cittadini italiani e emigrati senza limitazioni e differenze di sorta, significa farli vivere da persone civili, con la dignità che compete a tutti, rispettare i trattati internazionali dell’O.N.U e dell’Europa e non scaricare le proprie responsabilità sugli innocenti. Viceversa la bestia è fascista. E poi…proprio noi… gli italiani, emigranti da sempre, figli stessi di gente immigrata ed emigrata, abbiamo esportato il meglio e il peggio, della nostra cultura, in tutto il mondo, non c’è un solo angolo della terra, dove non ci sono gli italiani. Non c’è una sola regione che non sia stata investita dal cancro della miseria e di conseguenza dalla espulsione forzata della mano d’opera, delle intelligenze, dalle teste, e persino dei premi nobel sono stati emigranti figli di una Patria matrigna e irriconoscente con i propri figli, poveri e meno poveri ma comunque messi nella condizione si scappare Dobbiamo comunque dirla tutta, i primi ad emigrare furono i “Celtici” del nord trentini, friulani, lombardi, veneti, e poi piemontesi, emiliani, (tanto per spiegarlo a Borghezio, Bossi, e Cota saccenti, e maestri del nulla studiassero di più la storia…)  e poi dopo ma molto dopo calabresi, campani, pugliesi siciliani  tanto  altro. Con noi abbiamo portato tutto di bene di male, e abbiamo subito anche ingiustizie e prevaricazioni, anche noi maltrattati, e uccisi vedono Sacco e Vanzetti. E in più ci chiamano mafiosi….grazie ai nostri governanti invischiati sempre in affari poco leciti. Ci VORREBBE MENO STUPIDITA’ PIU’ DEMOCRAZIA. In realtà è ancora un popolo politeista qualunque cosa pensi Sua Santità si adorano ancora troppo i soldi e meno l’umanità.  Soprattutto dobbiamo ritornare a parlarci, raccontarci, spiegarci per capire, e capirci , comunque alla luce dei fatti c’era più solidarietà ai tempi di Ulisse però in questo caso ha vinto POLIFEMO

Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Gennaio 2010 18:18  

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