Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

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Viva la Rivoluzione!

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Non si stupiscano i puristi della lotta democratica, né si spaventino i ben pensanti, da qui non partiranno mai, inviti alla lotta armata, né inviti a sollevazioni di piazza immotivate e senza sbocchi, o soluzioni di sorta. La difesa della democrazia passa solo attraverso la lotta pacifica per il mantenimento delle libertà acquisite, e la conquista di altri diritti e sociali e civili che ancora oggi ci sono ingiustamente negati dalla nostra classe politica intimorita, a mio parere giustamente da una diversa e più partecipativa democrazia. Con questa classe politica non v’è nessuna possibilità di dialogo nè confronto, anche se questo dialogo dobbiamo ricercarlo per il bene della nostra Patria. Sono  certo che il terreno di confronto avverrà (e se avverrà) su divelli diametralmente opposti, e che sarà in sostanza impossibile comunicare parlando lingue diverse, coloro che detengono il potere quando gli si pone il problema della democrazia nel momento in cui e costretto a cedere, abbandona un pezzo di potere, e sentirsi sconfitti non piace a nessuno, e ai padroni meno di tutti.

Troppe volte mi hanno detto che non tutti gli uomini sono uguali, e anche fra i nostri avversari politici ci sono uomini di vera fede democratica, ma che non si può pretendere che cambino la loro fede politica, bene allora hanno sbagliato  politica. Il populismo di destra non miete soltanto Vittime fra le coscienze, di milioni di esseri umani, facendogli cambiare da un giorno all’altro idea sulle cose, sulla storia, sulla cultura, sugli uomini, sulla vita, sul lavoro e addirittura sulla propria condizione, chi sino a ieri era un semplice commesso oggi diventa un imprenditore di se stesso con la propria partita I.V.A  senza diritti senza, sanità senza assicurazioni, senza tredicesima ne ferie ne contributi, e senza lavoro se si permette di chiedere più soldi questa non è rivoluzione è semplicemente  restaurazione, soprattutto se affianchiamo ciò a tutto quello che sta’ accadendo nella nostra società nel lavoro, nella economia, nel campo dei diritti civili e sociali.  Il vero nodo da sciogliere e quello politico, e da qui che partono tutte le mie perplessità, i miei timori, le mie…paure, in realtà penso che questa classe politica indipendentemente dalla sua posizione nell’emiciclo si è dato un solo obiettivo primario da raggiungere la distruzione totale del quadro istituzionale, e sinceramente il discorso del nostro Presidente della repubblica di capo d’anno  non mi ha per nulla rassicurato…Questi se ne devono andare tutti via…mi spiace dire questo…io rispetto il presidente, lo stimo, ma prima di tutto il mio paese, e neppure le dichiarazioni del portavoce del S.e.L. mi hanno convinto con tale strategia si rischia di parlare fra sordi se chi ti sta di fronte per parlare con te porge lo sguardo altrove.  In questa fase occorre porre al centro il concetto rivoluzionario dell’unità con chiunque intenda ricostruire il paese e porre le basi per la costruzione di un vasto movimento unitario sia pure nelle diversità delle opinioni e degli obbiettivi accettando anche quello che non ci piace ma che può e deve servire a salvare la democrazia e facile unirsi con chi la pensa come noi, difficile tessere alla luce del sole le trame della democrazia. Occorre ricomporre il concetto di rivoluzione, ricondurlo alle esigenze reali di un paese che ha sempre più bisogno del proprio popolo, diviso e lacerato dal populismo lacerante che invade le menti dei più. Il concetto di pace, deve sempre più essere adeguato al suo significato più vero e reale, questo è un paese in guerra al suo interno e fuori dove ogni giorno i nostri giovani soldati…i nostri figli rischiano e muoiono e ci dicono che non è vero e un’illusione, ma com’è possibile che questo paese,  che ripudia la guerra deve subire questo offesa al buon senso  e alla vita. Viva dunque la rivoluzione, quella culturale, quella civile, quella democratica che occorre cominciare a costruire, una rivoluzione pacifica che parta dalla conoscenza precisa dei fatti, delle cose. Una rivoluzione che non parta più soltanto dalla classe lavoratrice ma che investa tutte le coscienze presenti nella società, fra le sue pieghe e le risorse e le volontà sono numerose e feconde, di idee contributi, proposte, iniziative. Dobbiamo elaborare un progetto nuovo di parlamento, di sua elezione quella che ci presenteranno sarà sicuramente un aborto e la rappresentanza popolare in termini reali sarà nulla come lo è oggi, progettare diverse e più democratiche rappresentanze nei comuni ma soprattutto occorre progettare una diversa società che non siano quelle cose strane che hanno caratterizzato gli stati negli ultimi sessanta anni. Nè socialismo cosi detto reale nè socialdemocrazie nè stati capitalisti a conduzione famigliare, o mediatica, hanno tutte fallito il loro compito ed hanno tutte utilizzato le grandi masse le hanno, dirette comandate, tele comandate, e segregate in forme più o meno velate di falsa democrazia, ci hanno recintati e irreggimentati e ci hanno spiegato che questa è l’unica società possibile, l’unica democrazia realizzabile e tutto ciò mentre milioni di esseri umani in tutto il mondo subivano inconsapevolmente un ‘altra shoa’ con il consenso tacito delle grandi democrazie cio’ non deve più accadere, le uccisioni di massa per fame, per sete , per guerra, per ingiustizie, di uomini donne e bambini, vogliamo che sia solo un brutto ricordo, da studiare sui futuri banchi di scuola. Questa è la rivoluzione che voglio per cui mi batto e quello che il nostro presidente della repubblica mi propone se pure apprezzabile, non mi accontenta, non mi soddisfa, non mi basta, come giacobino e come uomo anche se mi batto perchè quanto detto e pensato si realizzi è utopia? Non ha importanza regaliamone un po’non si sa mai.

VIVA  LA RIVOLUZIONE

Ultimo aggiornamento Domenica 10 Gennaio 2010 12:49  

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