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La paura negli occhi del Capo

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Ricordiamo tutti le immagini, viste, in televisione, il soprammobile lanciato sul volto  di Berlusconi, e il sangue, ragazzi non c’è da ridere, per noi che non siamo abituati e vedere il sangue che esce dal corpo di un uomo, la scena non è  stata gradevole, anzi direi che tutto sommato ci ha anche spaventati: primo perché non è comunque giusto di là da come si pensi, due perché noi siamo per la non violenza, a noi piace sconfiggere il nostro avversario politico, sul terreno della democrazia, e la nostra costituzione ce ne fornisce gli strumenti, e le possibilità ed per questo che la difendiamo da ogni possibile attacco,dico questo per informare anche il sig. Berlusconi che egli è lì proprio grazie ad una costituzione che lui e i suoi adepti vogliono affossare rifletta quindi il nostro Presidente del Consiglio. Lo abbiamo visto tutti, ha avuto paura, si è spaventato, sembrava disperso e comunque solo nonostante il  servizio d’ordine, e tutti i suoi presenti, lo sappia quindi,  quando la follia di qualche folle, decide se non c’è il massimo della vigilanza, si corrono rischi inenarrabili e qualche responsabilità e presente anche nel suo servizio d’ordine. Anche Lui quindi è vulnerabile e non solo fisicamente, l’idea dell’invulnerabilità la dovette abbandonare persino l’eroico ACHILLE mitico personaggio dell’Iliade e fù proprio il più vigliacco a eliminarlo.

Ciò detto, non voglio neppure immaginare il  terrore presente negli occhi dei ragazzi della TISSEN-GROUP, lo smarrimento, lo sgomento di quegli attimi che hanno preceduto la loro terribile morte, il terrore, e la certezza di morire anche quando si sta cercando di salvare un altro compagno di lavoro che sta bruciando vivo. Come loro ogni anno ve ne sono centinaia e centinaia un calcolo atroce e crudele che i mezzi d’informazione fanno semplicemente diventare numeri, dimenticandosi che dietro di quelle morti ci sono i parenti, le famiglie che scompaiono con loro e di cui nessuno mai ne parla, per il semplice fatto che chi lavora e muore è uno che si aggiunge alla lista…di chi non c’è più e se ogni tanto la stampa si ricordasse di loro, sarebbe un piccolo contributo che si dà alla libertà di stampa e alla democrazia…e se  di ciò si ricordasse,  anche il  nostro Presidente del Consiglio potrebbe sentirsi la coscienza più pulita e solo allora potrebbe sentirsi in diritto di parlare d’amore.

Ultimo aggiornamento Giovedì 31 Dicembre 2009 00:42  

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