Lo Sbavaglio

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La strada

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E.. non basta rompere due denti per cambiare il nostro paese, neppure quando questi due denti appartenevano a Bombardone, c’è chi ha gioito, chi ha pianto, chi ha sperato chissà cosa, due denti in più o in meno non cambierà la storia, anzi ha migliorato la posizione dei nostri avversari, nemici giurati della nostra libertà.

 

Già perché c’è una sostanziale differenza fra le nostre libertà e quelle dei padroni, lo si capisce in questi giorni di falsa gioia, di ipocrita festa destinata ancora una volta a farla pagare al paese, quello più recondito e dimenticato dai lustrini dei miliardari che gettano via il frutto dei nostri sacrifici in feste e vacanze alla faccia dei lavoratori senza futuro; ancora una volta inneggiano al vitello d’oro dimenticandosi delle realtà giornaliere intrise di miserie, povertà, ingiustizie e sprechi. E’ intollerante che il lavoro, che è l’unico mezzo di sostentamento per milioni di uomini,  di donne, di giovani meno giovani, di ragazze e ragazzi abbandonati da tutta la classe politica presente ma assente nel parlamento italiano, venga abbandonato nel dimenticatoio, deriso, e declassato nell’ordine delle cose immediate da fare. Ed ora hanno deciso di “ avvicinarsi” opposizione e governo per fare le riforme necessarie… così dicono… ma sicuramente saranno riforme deformanti del nostro sistema democratico, della nostra costituzione, del nostro sistema produttivo, delle regole che sino ad oggi hanno garantito al nostro disgraziato paese di tirare avanti sia pure con difficoltà, e grazie ai sacrifici del nostro popolo lavoratore in termini non solo di produttività ma anche di invalidi sul lavoro e morti da sempre giornalieri. La situazione economica del paese peggiora ogni giorno di più,decine di aziende nelle grandi e piccole città chiudono perché strozzate dalla crisi, mentre le banche fanno il bello e cattivo tempo senza che il governo si degni di intervenire con un programma puntuale sui temi del lavoro la produttività, per salvaguardare quanto si può salvare e porre le basi per la ricostruzione economica del paese. Mettendo al primo posto gli investimenti per la ricerca, unica strada per uscire dalla morsa mortale della crisi che non è solo mondiale ma è strutturale, ma soprattutto la classe politica presente è inadeguata, incolta e maldestra in quanto le soluzioni offerte ricalcano una strada già percorsa che in passato ha portato a scontri tra democrazia e autoritarismi con i danni già conosciuti. Un’altra strada occorre intraprendere, con coraggio e determinazione, è il sistema economico che occorre cambiare, modificare a beneficio di tutti, eliminare le differenze in tutti i settori, dal lavoro alla giustizia, dalla sanità alla cultura, da quella economica; la ricchezza mondiale deve  essere suddivisa in modo più equa e ciò deve diventare regola, a quella sociale avendo come punto di riferimento la solidarietà multi etica da cui non si può prescindere. Ma tutto ciò in un paese dove si decide il colore del Gesù bambino, se nero o bianco, dove si muore di freddo, dove vi sono sindaci razzisti, dove il governo è ostaggio del proprio presidente del consiglio, dove il parlamento sembra un accampamento, e non discute dei problemi veri del paese… e tutto langue in attesa di non si sa che cosa. Non è facile…e non dobbiamo farci illusioni. I padroni o i loro rappresentanti con noi non parlano quando siamo deboli, e da loro non possiamo aspettarci nulla di buono, tanto meno ora che vogliono fare le riforme, a mio parere sarà ancora un nodo scorsoio per tutti noi. Vigiliamo, e intanto cominciamo  a costruire la strada che dovrà riportarci verso la riconquista del lavoro, della pace , e della libertà. MA PRIMA DI TUTTO LA SALVAGUARDIA DELLA COSTITUZIONE GARANZIA ANCORA UNA VOLTA DEL NOSTRO FUTURO E DEI NOSTRI GIOVANI.

 

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