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La mala razza

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La strage di Portella non fu soltanto una strage di stato, troppo semplice da spiegare, e non fu nemmeno una semplice strage di  comunisti, cosa c’entrano i bambini con i comunisti, o i contadini o le donne, i vecchi, gli esseri umani sono sempre tali anche quando hanno le idee diverse da gli uomini di potere, e anche da noi che pure ci sentiamo d’essere giustamente democratici, ma che troppo spesso il nostro giudizio qualche volta trasale pensando di dover necessariamente insegnare sempre e comunque al nostro avversario politico che diventa nemico quando intende toglierci il diritto della nostra esistenza fisica e politica.

La reazione dello Stato in quel momento, che agli storici piaccia o no, rappresentò il significato politico, il concentrato di interessi tra stato e mafia, e quando questa fusione si realizza non vi sono soluzioni alternative che battersi senza esclusione di colpi affinché la parte sana della società civile prevalga per sconfiggere la bestia. Nessuno si illuda, ancor meno i nostri governanti, con la mafia, la camorra e tutte le sue espressioni, non c’è via d’uscita, anche solo un approccio per quanto piccolo con la mala vita, e con questa in particolare, non c’è scampo quando ti fanno un favore il prezzo da pagare è sempre troppo alto e non fanno sconti a nessuno, non guardano il colore politico. La nostra classe politica da destra a sinistra ormai è troppo coinvolta per tutti i motivi che hanno costretto gli uomini dei partiti a rivolgersi a uomini del malaffare sono legati a doppio filo perché interessi politici ed economici sono fortemente connessi, e da questo mortale abbraccio non ci si potrà liberare senza la giusta e sacrosanta ribellione in primo luogo delle nuove generazioni, non solo del Sud ma di tutto il Paese perché tutto il Paese, sino nelle sue pieghe più recondite, e non solo delle sue economie, è in piena agonia fra la morsa del malcostume, del malaffare,d egli interessi mafiosi, della speculazione più bassa, della politica delle rendite parassitarie, con portaborse foraggiati dal capitalismo più conservatore e retrivo che sta spingendo il nostro popolo nel baratro della disoccupazione, della fame e della miseria; sono migliaia e migliaia le aziende chiuse e che chiuderanno nei mesi prossimi mentre i nostri politici affrontano davvero falsi problemi, nel tentativo comune, ahimè, purtroppo di gettare nella spazzatura le conquiste democratiche che il nostro popolo con enormi sacrifici anche di sangue, al primo posto la nostra COSTITUZIONE. Abbiamo ormai una classe politica prezzolata dal grande capitale, dai potenti quelli veri, e dalla mafia nazionale ed internazionale. Quello che accade nelle nostre città Napoli, Palermo, Bari e nelle valle di Susa ed in tutto il Paese è la dimostrazione che siamo ormai sulla via del non ritorno, ed inutili se pure importanti sono i richiami al governo e agli altri partiti. Occorre lavorare e battersi in prima fila con le nuove generazioni, gli uomini e le donne che scendono in piazza per battersi contro la mafia e per il lavoro e senza una lotta di massa, unitaria e democratica questa MALA RAZZA non potrà essere sconfitta e non basterà sicuramente neppure battere questo governo, occorre una lotta all’interno del nostro sistema economico, che parta dalla soluzione degli eterni problemi del Sud e del Nord e poi le banche fuori e dentro il Paese, e liberare finalmente le forze sane in primo luogo le nuove generazioni che dobbiamo sostenere e incoraggiare. Il pane di Napoli è cosa anche vecchia, noi lo sappiamo, ma è anche la punta di un iceberg che nessuno dei nostri governanti e politici intendono distruggere. Per ottenere questo risultato occorre eliminare la Mala Razza ma occorre cambiare il sistema, tutto il resto è nulla …

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Dicembre 2009 17:47  

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