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La violenza

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Non meravigliatevi se nelle prossime settimane, nei prossimi mesi potremmo assistere ai pestaggi, agli scontri tra polizia e cittadini, operai, operaie, uomini giovani e meno  giovani, e non sarà, come qualcuno dalla televisione ci racconterà,  semplice rabbia o reazione alla disoccupazione o qualche azione isolata dei soliti facinorosi comunisti, quei giovani che scenderanno in piazza non saranno semplici studenti o ragazzi che marinano la scuola o i soliti disoccupati casinisti.

Noi lo sappiamo che molti ben pensanti grideranno allo scandalo che i mastini del governo, i servi dei padroni allungheranno le loro luride mani sulla schiena dei nostri operai, dei nostri anziani, dei nostri ragazzi, nel tentativo di difendere come al solito le loro ingiuste elucubrazioni sulla necessità di questa o quella legge, di questo o quel provvedimento, di questa o quella chiusura di stabilimento sia essa Fiat o Bertone  o  chissà  quante altre aziende. Il fatto … sta nella realtà vera che il nostro paese sta vivendo: la crisi investe i poveri, i diseredati, quelli che per vivere, sopravvivere, studiare, hanno bisogno di lavorare perché non hanno altre fonti di sostentamento. E quando tutti coloro che ho elencato sopra scenderanno per le strade per rivendicare la loro  identità, la loro dignità ci saranno anche i bambini, le donne, i ragazzini, i vecchi, tutti quanti hanno un minimo d’amore per il nostro paese, questi verranno come al solito additati come violenti, dopo che il nostro governo li ha costretti a scendere in piazza per rivendicare il diritto umano ad una vita dignitosa … E i nostri poliziotti, i nostri carabinieri, le forze dell’ordine con che coraggio andranno contro i loro fratelli meridionali e non, figli di una stessa classe, degli stessi padri e delle stesse madri, essi stessi fratelli e vittime della stessa disgrazia di avere come padrone  un governo che li costringe a ritmi assillanti, malpagati, al servizio di uno stato che anziché ricondurli alla dignità che a loro compete gli fa rischiare la pelle giorno e notte e poi rilascia i criminali mafiosi che li ammazzano come cani durante il loro servizio. In mezzo alla strada anch’essi figli di uno stato patrigno che non fa nulla neppure per gli onesti servitori dello stato, vedi i giudici assassinati con le loro scorte anche loro figli del popolo lavoratore, è vero qualcuno potrà obbiettare ma loro sono dalla parte dello stato … ma tutti dobbiamo stare sempre dalla parte dello stato, l’importante è capire chi è il nemico comune e il nemico comune non è lo stato ma chi lo gestisce e lo piega ai propri voleri, alle proprie voglie e desideri che oggi sono quelli dei reazionari, dei fascisti rappresentati in parlamento che noi abbiamo il dovere di sconfiggere. Un popolo che si ribella non è mai violento, un popolo che si difende non è mai violento, chi chiede pane e lavoro, giustizia, la libertà di parola, il diritto ad una vita dignitosa non è violento, perché quando un popolo arriva a tanto è perché la violenza l’ha già subita da un pezzo. QUESTO LOR SIGNORI SE LO DEVONO RICORDARE … NOI NON DOBBIAMO DIMENTICARLO …

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Novembre 2009 22:23  

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