Lo Sbavaglio

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Il lavoro al primo posto

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C’è una sorta di pudore, un sentimento di vergogna, direi, nell’esprimere in maniera chiara la parola LAVORO … è vero meglio fare il parlamentare, il giornalista, l’avvocato, la velina, la donna in carriera, la prostituta, il cantante, la modella che lavorare. Lavorare è fatica, sacrificio, sofferenza, sfruttamento, ma che volete c’è gente che per mangiare deve lavorare e possibilmente in maniera dignitosa, e a metà giornata riposarsi per mangiare qualcosa in pausa pranzo, anche  se c’è qualche cretino con la testa di cartone che vorrebbe eliminarla, che ci vogliamo fare,  la mamma dei cretini è sempre in cinta anche in Parlamento.

Comincio a stancarmi di coloro che nel momento che si parla di lavoro cominciano il discorso dicendo che il problema è un altro, il problema non è mai un altro quando si affronta questo problema, esiste la questione lavoro che viene rimandata sempre alle calende greche e nessuno si impegna a lavorare per affrontare questo tema in maniera concreta. Un governo che non affronta questo tema è un governo che dovrebbe dare le dimissioni il giorno dopo ma qui in Italia chiunque governa o ha governato ha sempre lasciato le pecore al lupo inventandosi il ministero dei disoccupati, più disoccupati ci sono e più voti si prendono ma sarà davvero cosi? Dai territori cittadini, provinciali e regionali  dovrebbero partire iniziative per cominciare a fare proposte per utilizzare aree abbandonate per cominciare a chi vuol farlo a coltivare aree agricole per realizzare davvero la produzione a km zero, riscontrare situazioni economiche per cominciare ad  inventarci  il lavoro ecologico o lavoro verde che dir si voglia, opportuna sarebbe una analisi della situazione occupazionale nei settori rappresentati sul territorio, piccole, medie industrie, artigiani commercianti, e come si inseriscono in questo tessuto produttivo ed in particolare nel terziario le nuove partite iva, verificare attraverso progetti di formazione professionali, e progetti di reinserimento nel processo produttivo quali e quanti giovani posso trovare una occupazione anche solo parziale all’interno del contesto sociale in cui operano. Quello che occorre realizzare è un progetto popolare per il lavoro in cui trovano spazio tutte le realtà produttive e non che  fanno parte del contesto sociale economico e politico del proprio territorio, questo significa investire anche banche e istituti di credito disponibili a contribuire a progetti economici e produttivi, rimane inteso che occorre in primo luogo investire tutte le  istituzioni facenti parte del territorio. In buona sostanza se la montagna non va da Maometto … Ora sicuramente mi verranno a dire che il problema è un altro, e poi un altro e un altro ancora ma se la sinistra non comincia a elaborare da qui un progetto per il lavoro forse è meglio che cambi mestiere ... ho solo fatto esempi nel tentativo di farmi capire. La speranza è sempre l’ultima a morire … no

E adesso la polizia malpagata e senza soldi per mettere la benzina caricherà gli operai che scenderanno in piazza per difendere il loro posto di lavoro per loro futuro, quello dei loro figli, poi picchieranno i pensionati tartassati con pensioni da fame, picchieranno gli studenti che chiedono una scuola vera e per tutti, picchieranno le casalinghe, le donne che scenderanno in piazza per gli asili, e tutto quello  che si opporrà al loro progetto criminale di gettare questo paese nello sgomento della disoccupazione, anche  se il debito pubblico è aumentato e aumenterà ancora solo per coprire le loro malefatte. Mentre lo stato sociale è alla pompa del gas e gli impiegati dello stato sono poco più che schiavi di un sistema oppressivo. Io sono  convinto che vi sono possibilità per avviarsi verso nuovi orizzonti produttivi, ma occorre fare scelte coraggiose che questo governo non farà mai per scelte scellerate di economia di mercato ormai obsolete e dannose vedi le scelte per le nuove fonti di energia e non solo. Ma  credo anche che pochissimo possa cambiare nelle mani del P.D., davvero è una scelta difficile, ad esempio, Prodi ha messo il segreto di stato sulle scelte di politica energetica con particolare interesse alle centrali nucleari, o devo ricordare il cuneo fiscale, o la mancata riduzione delle tasse ai lavoratori tanto altro, o devo ricordare la legge 40 o l’ultima uscita dal parlamento quando poteva far cadere il governo e non l’ha fatto, o la legge sulla  fine vita, il disimpegno dalla difesa dei lavoratori, ebbene tutto sommato il P.D. è più facile che faccia cadere se stesso come è già successo, che il governo del Berlusca. Non ci illudiamo, lo sappiamo la lotta per il diritto al lavoro sarà una lotta lunga e difficile e nessuno ci regalerà nulla, e soprattutto le idee nuove, per il nuovo modo di produrre la ricchezza, i nuovi modelli di consumi, il nuovo modo di produrre la ricchezza con un sistema produttivo compatibile con l’ambiente, e con le nuove esigenze che il pianeta ha per potersi conservare più a lungo possibile e queste idee dovranno venire proprio da quelli che il lavoro non ce l’hanno o non l’hanno mai avuto, dalle nuove generazioni in particolare ma con il contributo importante di tutti quelli che si battono per la difesa delle loro condizioni e della loro identità. Sono convinto che questa classe politica non ha i numeri intellettuali per affrontare il tema del lavoro, nè nel particolare nè tanto meno in generale questo mio giudizio vale sia per il governo che per l’opposizione, occorre inventarsi e costruire una nuova classe politica capace di porsi come forza credibile per il cambiamento, quello che abbiamo se non è inutile è certamente dannoso perché al primo posto invece di metterci il paese, il lavoro, i giovani continuano a metterci i loro interessi  particolari di partito o personali e i soldi che muovono la terra, l cielo e le altre stelle,  mentre il nostro popolo è preso dalla morsa mortale del declino, economico, politico, morale a causa non solo del governo che abbiamo, ma anche per una opposizione che sta tentando l’emulazione del signore e padrone. E NOI SINISTRA NUOVA RISCHIAMO D’ INVECCHIARE PRIMA ANCORA  di  NASCERE … e ci siamo capiti …

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Novembre 2009 22:19  

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