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Occupiamo il paese

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Ritornano i baroni, intellettuali del sistema, della classe politica più retriva e becera, simbolo di un fascismo già sconfitto più volte dalla lotta democratica delle masse lavoratrici, non si tolleri oltre questo attacco vergognoso ai nostri ragazzi che nelle scuole vogliono semplicemente costruire il loro futuro.

Le scuole devono essere luogo di culto per lo studio, applicazioni intellettuali, luogo di ricerca per le soluzioni dei problemi che assillano il mondo intero, ma deve essere anche luogo di assimilazione dei concetti di solidarietà, tolleranza, di partecipazione, di democrazia e di sviluppo della stessa, ma anche quando tutto ciò viene messo barbaramente in discussione, luogo di lotta e di unità per far sì che la scuola non venga negata ad alcuno, e che la stessa diventi palestra per la difesa del diritto allo studio per tutte le categorie sociali. Non possiamo, non dobbiamo permettere che la Fata Gramigna prevalga nel suo piano di far diventare la scuola, la cultura uno strumento del potere e di guerra contro le masse popolari che anelano a raggiungere le mete della cultura e della parità sociale in un mondo che abbisogna sempre più di cultura, di conoscenza ma anche di amore per il futuro dell’umanità e dell’essere umano, ed è in questo senso che noi intendiamo difendere i nostri ragazzi che si battono contro il cinque che i baroni vogliono dare a chi occupa la scuola. In realtà i rettori, i presidi insieme alla Gelmini ed al governo fatto di ignoranti vogliono chiudere un conto con i poveri e mandare a scuola i loro rampolli a scapito di tutto il paese per mantenere in eterno il potere culturale e non solo sulle masse popolari meno abbienti. Bene hanno fatto i ragazzi a ribellarsi e noi con loro faremo in modo che questa marea diventi uno tzunami e non dobbiamo essere noi a pagare la scuola (questi sì) ai loro fannulloni. ANCHE NOI VOGLIAMO IL FIGLIO DOTTORE  SIG. PRESIDENTE  e occuperemo il paese … con la nostra cultura alla faccia dei parrucconi fascisti!

 

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