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Il ninno del Naviglio

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L’altra sera faceva un freddo cane a Milano, nessuno si aspettava una temperatura così bassa in questa stagione ed invece persino i barboni si coprivano con i cartoni e con i giornali, beati loro, che non hanno pensieri si ripeteva Giovanni Nardi, loro magari domani si ritrovano morti e chi si é visto, si è visto, quando si nasce fortunati !… Aveva litigato con sua moglie perché era tornato a casa ubriaco e rientrando aveva sbagliato piano e non era la prima volta che ci provava con una ragazza nigeriana del quinto piano.

Se ne stava seduto sul gradino del suo caseggiato accarezzando Arturo il suo molosso quasi più grande di lui, quando vede passare i nostri eroi, suoi amici da sempre che memori delle sue bravate verbali appena lo vedono vengono presi da crisi affettiva e cominciano a baciarlo, abbracciarlo, manate al basso ventre. Idea fix era commosso e a lui capita solo quando recita le poesie per Lui, Diogene ed Homer mostravano la loro gioia infilandogli la lingua nell’orecchio, Basettoni dimostrava il suo affetto baciando sulla bocca Arturo che schifato cercava di girarsi per evitare il contatto. La storia di Giovanni Nardi nomato anche Puccettone è molto triste. Fu raccolto per caso sulle rive del  naviglio da una  famiglia senza figli, dedita però a piccoli furtarelli e truffe di ogni genere, si erano specializzati  nel furto di galline e pollame vario, ogni tanto qualche coniglio, molto di rado perché consideravano rubare i conigli poco onesto. Era avvolto in pochi stracci ed una coperta di colore porpora, seduto su un grande pitale arrugginito, ciò a quel tempo dimostrava di essere figlio della colpa, ed era proprio questo il cemento che univa ed unisce il Puccettone con i nostri meravigliosi eroi, tutti comunque protetti da sua Magnificenza il Re di Arcore. Il giovin virgulto crebbe in maniera splendida nonostante quanto segue. Si venne a sapere da fonti sicure che la puerpera che generò il Puccettone al parto mostrò tutta la sua potenza e non avendo bisogno di alcuna ostretica catapultò il nascituro a velocità considerevole sino al punto di fargli sbattere la testa contro la porta d’uscita, non vi furono danni immediati ma in seguito le conseguenze si mostrarono in tutta la loro gravità, il culmine di queste crisi si pensava fosse stata l’iscrizione alla D.C. ma in seguito la crisi si aggravò sino a finire tra le braccia del nostro molto amato papi. E’ diventato un uomo tutto d’un pezzo, di alta dirittura morale, combatte la droga e la cattiva educazione dei giovani, ama la giustizia e quando parla sa quel che dice ma ha un unico difetto non lo si capisce, si mangia le parole e non sa quel dice, per questa ragione i nostri fidati amici hanno deciso che da giovedì sera si porteranno al Coco Loco il nostro Puccettone e se tanto ci dà tanto, aspettiamoci delle belle. E lui ci tiene tantissimo, vuol dire che MORFEO SEGUIRA’ con tanto amore questo nuovo accolito, ma è importante aver capito che il cemento che li unisce è uno solo e ne dobbiamo  prendere atto, alla fine siamo tutti figli della colpa, ma la colpa più grande sarebbe la nostra se continuiamo a mantenerli a sbafo in parlamento a nostre spese.

 

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