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Gli idolatri del massacro a prescindere

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Non meravigliamoci se gli uomini di potere esprimono, nel modo che tutti sappiamo, i loro giudizi sui comportamenti della gente comune, freddi e distaccati, giudici severi delle debolezze, delle passioni, degli errori di tutta quella gente dedita a sopravvivere, per non morire di ingiustizia, di rabbia e d’amore, l’amore che si prova quando la luce del sole entra nelle nostra stanza e poi subito si fa buio perché mancano i soldi per pagare la bolletta della luce e in molti casi non è soltanto questo, ognuno di noi deve avere un motivo per  alzarsi al mattino e camminare a testa alta e con la schiena dritta e i giovani ne hanno più bisogno di noi perché noi in parte vaccinati conosciamo nome e cognome dei nostri eterni nemici ed abbiamo imparato ad inventarci persino la dignità, ai giovani questo non è stato permesso e viene negata loro il diritto di farla crescere in primo luogo con il lavoro, la necessità di sentirsi utili prima a se stesso e questo è già un grande passo in avanti.

Nella società dei padroni pretendere umanità comprensione, fratellanza, solidarietà da un esponente del governo stesso è come cavare sangue da una rapa e se questi elementi, importanti, fondamentali stanno scemando anche in mezzo a noi, ciò vuol dire che molto lavoro occorre fare per salvare l’uomo che ancora coabita con noi. Il potere è solidale con se stesso, comprensivo e giustificativo, con se stesso per salvare e coprire tutte le sue malefatte e le sue ingiustizie, anche se queste ingiustizie colpiscono i più deboli di una società sempre più razzista nel senso più ampio della parola, razzismo che non investe più soltanto il colore della pelle, ma anche la condizione sociale ed economica, estrazione sociale e tutto quello che non è omologato al sistema di potere costituito. La barbara uccisione di cui il mio fraterno amico Barbaro parla, non è soltanto il risultato delle scelte politiche di questo governo infame, ma essa è componente importante dei silenzi assensi che sono diventati comportamenti troppo frequenti quando vengono prima uccisi o malmenati (vedi Parma, nel napoletano e quant’altro) i ragazzi di colore, poi i drogati o presunti tali, poi i ragazzi di Genova che lottano contro la globalizzazione vengono malmenati pestati a sangue e non contenti la polizia, quindi lo stato, organizza l’accusa sapendo che le molotof le ha preparate qualcuno in divisa al sevizio dello Stato. E’ uno stillicidio continuo, un massacro continuo ai danni non soltanto dei nostri giovani, nostri figli e del tempo in cui vivono ma contro la civiltà del diritto e della libertà individuale, essi sia chiaro e voglio dirlo con tutta la forza necessaria  sono le vittime e non le cause, ciò che occorre aggredire e sconfiggere sono i produttori di morte, occorre togliere alle multinazionali il potere della droga, ma soprattutto occorre che lo Stato si occupi di più dei giovani e dei loro problemi e che nello stesso tempo si faccia in modo di renderli protagonisti e non succubi di una società al servizio delle multinazionali della morte. L’ineffabile sottosegretario Giovanardi è solo un servo del potere, che mette  in pratica  la politica dell’abbandono, dell’isolamento, della segregazione e del razzismo di classe per nascondere l’incapacità del potere e la sua protervia. Per loro occorre colpire il diverso, di razza inferiore, chi ha un diverso modo di gestire se stesso, chi vuole vivere senza essere necessariamente uguale agli esseri  in copertina. Questi sono gli idolatri della repressione, della morte delle libertà e della giustizia, e chi non è come loro, chi non la pensa  come loro è meglio eliminarlo anche se ha solo trenta anni ed ha voglia di vivere. SI ARROGANO IL DIRITTO DI DECIDERE SE DOBBIAMO VIVERE O MORIRE … MANDIAMO VIA QUESTI MASSACRATORI …

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Novembre 2009 21:40  

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