Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

I pappagalli d'oggi, i corvi di domani

E-mail Stampa PDF

Spingiamo finchè possiamo con le nostre idee, con le nostre ragioni, con le nostre passioni, con le nostre proposte e facciamo in modo che ad aiutarci in questo immane compito siano anche i nostri figli,  le nuove generazioni, come già annunciato da me in un precedente articolo; costruire una sinistra alternativa non è e non sarà un compito agevole anche a causa delle difficoltà frapposte da coloro che, se pure sconfitti, non hanno ancora assimilato la sconfitta e imparato la lezione che la stessa sconfitta avrebbe dovuto insegnare.

Ho assistito a due assemblee di SEL, c’è fretta, ansia, paura e questo è comprensibile, ma c’è anche autocelebrazione, troppo richiamo al passato, timore di essere superati non so bene da che cosa, visto che siamo gli ultimi e c’è comunque il tentativo di scaricare le responsabilità su questo gruppo dirigente della natia Sinistra e Libertà che comunque, al di là delle differenze che per ovvie ragioni esistono, si sta in qualche modo prodigando per uscire da questo dormiveglia nocivo per tutto il Paese. Nessuno di noi si senta escluso o vittima di questo modo di fare e di essere dei nostri dirigenti (che io stimo molto poco per la verità), essi rappresentano in modo autentico quello che noi siamo nei quartieri, nei paesi, nelle città, nel Paese intero e cioè sembriamo dei venditori di pentole che vanno di casa in casa. Naturalmente si sentono esclusi e derisi coloro che hanno idee, progetti e pensieri che hanno del nuovo e progetti di lavoro per il futuro. Ma è del futuro che occorre parlare per progettarlo e costruirlo, occorre rivolgersi per questo motivo alle nuove generazioni, e i giovani si trovano nelle scuole, nei centri sociali, nella strada, nei supermercati, davanti alle chiese e nel nostro Paese oggi ci sono giovani di ogni nazione, nei posti di lavoro, nelle università. Là esiste, sì un intero partito cui occorre fare riferimento e adoperarsi perché quello o parte di esso diventi il nostro partito. Dico questo per rispondere a tutti coloro che per giustificare il loro chiaro astensionismo alla lotta sostengono che solo dopo avere un partito già pronto e confezionato, solo allora saranno disponibili ad un impegno proficuo, io non ci credo e comunque non ci sto, questi si comportano come i pappagalli che stanno alla finestra ad aspettare che cambino le stagioni e i tempi per prendere un volo senza mete precise sino a diventare alla fine cornacchie e corvi del malaugurio pronti a gettare fango su tutto quello che ha un colore diverso dalle loro piume. Non va bene, non funziona così, questi signori a mio parere hanno sbagliato mestiere, ancora più grave quando è un sindacalista a sostenere questa teoria del disimpegno troppo comodo, e magari a cose fatte verranno a chiedere una collocazione politica, magari solo uno sgabello, non ci siamo, così come non ci siamo con quelli che legati ad una tradizione, presunta tra l’altro, di partito giocano a fare il militarismo di partito, vendendola per costume di partito,provano a decidere per gli altri senza rispetto alcuno, per la democrazia e per il buon senso. Ma non avete ancora capito che tutti, tutti siamo stati sconfitti e che se vogliamo tornare a galla in primo luogo necessita modestia e intelligenza politica. Forse sono io che non ho capito ...! Ma questo vale per tutti quelli che io definisco disturbatori dell’unità, se qualcuno o noi vogliamo un partito lo dobbiamo costruire noi, non voglio e non dobbiamo volere un partito calato dall’alto così come sta accadendo e non voglio neppure un partito fatto con gli avanzi del passato, tra l’altro a volte la parte più becera e autoritaria, per questa ragione chiedo che se pure occorrerà più tempo lavorerò per un partito, a immagine e somiglianza dell’uomo, dei suoi bisogni, dei suoi desideri, delle sue passioni, dei suoi sogni, un uomo con la U maiuscola e con una D al suo fianco, con una D ancora più grande di lui perché penso così sia più giusto … finalmente. Gli altri si mettano l’anima in pace … ci sono tante cose da fare, tra queste imparare a fare veramente gli interessi del Paese … PRIMA  di  TUTTO!

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Novembre 2009 19:35  

Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information