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Il vecchio, il muro, il bambino

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Analisti, storici, economisti, dalla caduta del muro di Berlino continuano a dare spiegazioni più o meno valide sulla crisi che sta investendo il capitalismo, il libero mercato, di conseguenza tutta l'economia mondiale: qualcuno sostiene che il capitalismo non ha saputo approfittare della caduta del comunismo, non avendo nessun tipo di concorrenza nè politica, nè economica avrebbe dovuto realizzare un mondo nuovo, attraverso un capitalismo più umano capace di dare migliori risposte ai problemi, alle contraddizioni dello stesso sistema del libero mercato. C'è un particolare di cui pochi parlano ma che investe tutto il genere umano, che riguarda il soddisfacimento delle esigenze primarie delle grandi masse di popolo presenti negli stati e quindi sul pianeta e con la crescita economica queste esigenze aumentano e diventano prioritarie per il mantenimento della specie e quindi del genere umano.

Oggi non basta più fornire alimentazione, casa, trasporti e quant'altro. Nel bagaglio umano sono subentrate esigenze vitali come la cultura, la sanità, strumenti necessari per sviluppare le proprie individualità come la democrazia, l'informazione, la conoscenza scientifica, la ricerca, tanto per fare degli esempi. La globalizazzione ha  posto queste esigenze che possono essere risolte, ma nè il capitalismo nè il comunismo hanno saputo con le loro politiche economiche rispondere in maniera adeguata a quello sviluppo che loro stessi hanno contribuito in qualche modo a realizzare. Le generazioni vissute durante la guerra fredda hanno semplicemente subito il fattore P, nel senso che entrambi i sistemi di potere solo apparentemente in antitesi hanno operato affinchè il potere fosse fine a se stesso e che ad ogni buon conto il concetto di democrazia partecipativa altro non era che un appiglio ideologico tendente solo a togliere una parte di potere al sistema. Da un lato il capitalismo nel tentativo di correggere e rifomare il mercato pensando che si potesse porre un freno, dare una regolamentazione, gestire in qualche modo un sistema economico che comunque tende sempre a sfuggire a regole e dictat, ciò è dimostrato dalla crisi delle banche e non solo. D'altro canto il sistema cosiddetto comunista che ha dimostrato anch'esso di non sapersi rinnovare, adeguare ai meccanismi di un mercato selvaggio, senza alcun legame con una realtà politica mondiale che richiedeva maggiori investimenti nel social, nei diritti, un modo più umano di produrre, la ricchezza e soprattutto maggiori garanzie di giustizia e migliori condizioni di vita. Nessuno di questi sistemi di potere si sono dimostrati capaci e lungimiranti; se il comunismo è caduto con il muro, il capitalismo deve fare i conti proprio con se stesso, con il suo modo di essere e concepirsi e non credo che sia in grado di riformarsi secondo una strategia democratica, per sopravvivere deve necessariamente rendere ancora più stretta la morsa attorno al collo delle grandi masse, il mercato si trasforma ma non si riforma in quanto esso è fine a se stesso. La dimostrazione sta nella fine che hanno fatto o stanno facendo le cosiddette socialdemocrazie, o i paesi che tendono in quella direzione, quando si ha che fare con il libero mercato; le crisi non soltanto sono cicliche e pericolose ma diventano sempre piu ricorrenti e profonde, investendo sempre più paesi e nuove problematiche. Le questioni di equilibrio internazionale sono semplicemente sempre economiche e sempre meno politiche; i sistemi economici non sono eterni, possono essere sostituiti e quasi mai riformati, perchè ciò accada è necessario che sulla faccia del pianeta compaiano nuovi soggetti politici capaci di rendere partecipi alla economia tutti coloro che sino ad oggi ne sono rimasti fuori ... e magari pensare che tra comunismo, capitalismo e socialdemocrazia, si insinui una idea nuova di economia capace di pensare compatibilmente con la salvaguardia del pianeta lo sviluppo sia industriale che economico a beneficio di tutta la società e non solo di questa o quella classe e che possibilmente soddisfi le esigenze del maggior numero di esseri umani possibili e che soprattutto vi siano solidarietà e cultura, una via nuova al socialismo, diversa dal comunismo, dal capitalismo, e dalla socialdemocrazia; non è facile ... ma le cose semplici non esistono ... e poi non mi piacciono. Questo deve essere il nostro
bambino ... facciamolo crescere!

Ultimo aggiornamento Domenica 08 Novembre 2009 22:33  

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