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Il declino - parte seconda

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Per quanto si possa studiare e analizzare gli aspetti del capitalismo nelle sue capacità o meno di affrontare e risolvere le grandi questioni sociali, lavoro, servizi  , economia, stato, giustizia poteri esecutivi e amministrativi , occorre dire che se il sistema capitalista è entrato in una crisi strutturale, dall’altra, e mi riferisco alla sua opposizione parlamentare sociale, non è mai stata pronta e ancora non lo è ad elaborare una proposta alternativa complessiva per uscire dalla crisi. Né tanto meno si pone l’obiettivo anche minimo di migliorare l’attuale sistema, neppure nei suoi aspetti minori, proponendo magari  che so una sorta di società a economia mista nei settori industriali strategici. Non mi quindi, pare che le così dette opposizioni o forze miglioriste  abbiano fatto gran che per realizzare e guidare l’uscita dalla stessa, con una proposta alternativa neppure all’interno dello stesso sistema e ciò a mio parere forse è l’aspetto più grave della crisi stessa, rischiando di far diventare allargare ancor di più una voragine talmente grande da finire in una fase “senza ritorno”  e senza alcuna ancora di salvezza.

 

 

Nelle opposizioni tradizionali,  in particolare quelle Europee, non sussiste alcuna idea di  progetto anche solo ideale, di una diversa economia o di riforma degli stati  che non siano  quelli di cui siamo a conoscenza . Il libero mercato, la società a economia capitalista  viene considerata come unico mondo  possibile per dare ordine  e gestione alla economia del mondo intero, con le contraddizioni e le brutture di cui tutti siamo a conoscenza. Sinceramente io non ci credo che questa sia l’unica via possibile … nè tanto meno penso che una società ideale e socialista  sarebbe in grado da sola a risolvere tutti i problemi non è così.  Già, ma io sono diffidente o peggio ancora di estrazione socialista e quindi inaffidabile. Se pure ritengo che proprio grazie alle loro scelte politiche ed economiche del grosso capitale con la complicità dei governi “Democratici”  le banche da decenni impediscono agli stati di realizzare nelle loro economie la cosi detta accumulazione del capitale di stato, fondamentale sia nelle economie  capitaliste, ne tanto meno vengono approntate riforme economiche tali da garantire lavoro, sviluppo e servizi i cui costi lievitano a causa del malcostume politico , e al fatto che dentro queste strutture si annidano interessi di mafia così come nella stessa economia.

Urge una diversa organizzazione dell’economia mondiale e per fare ciò occorre una forte carica ideale, politica, di un diverso progetto culturale, risorse intellettuali, e programmatiche. Un idea nuova e più democratica dello stato e delle sue funzioni.

Che ancora adesso neppure si intravede.

Scelte che le vecchie strutture dei partiti tradizionali e la stessa “Cultura politica” non sono più in grado di esporre e proporre sul mercato della politica dei paesi capitalisti. Un fatto mi pare sia sufficientemente assodato che deve farci riflettere sulle capacità propositive delle opposizioni nei paesi capitalisti che da sempre non sono mai state in grado di proporre modelli economici e strutturali alternativi al sistema in cui hanno operato e operano tutt’oggi. In realtà ho come l’impressione che quando entra in crisi un’economia di mercato, ne risentono com’è inevitabile tutti i paesi, nelle loro economie, nelle loro strutture produttive, nelle loro rappresentanze, più o meno democratiche, e gli stessi parlamenti sono delle semplici espressioni al sevizio di poteri economici . I partiti di potere, di regime  e naturalmente anche le loro opposizioni di  estrazione popolare e proletaria ne vengono coinvolte e sono incapaci di esprimere le loro eventuali capacità o presunte tali. Entra in crisi tutto il meccanismo di democrazie  ed anche tutte le costituzioni ricche di semplice volontà  e valori che sino a quel momento sono state baluardo di concetti fondamentali e portatrici onirici di ideali,  non solo di libertà e diritti , tutto ciò a causa in particolare per il forte abbassamento dei livelli di occupazione , di scolarità e diritti sociali e di partecipazione democratica acquisiti con grandi lotte e sacrifici, in primi luogo di democrazia, e di lavoro. Ma il capitalismo ha un suo fascino avvolgente che non risparmia niente e nessuno. Alcuni meccanismi di “democrazia economica” inseriti e sviluppati in diversi paesi ex socialisti o supposti tali hanno creato condizioni letali e ancor più gravi, proprio perché avvenuti in quei paesi. Casi di corruzione malgoverno  sfruttamento bestiale di risorse sia umane che naturali. Basta guardare e analizzare quanto è avvenuto al capitalismo cosi detto socialista della Cina e della stessa Unione Sovietica antecedente alla caduta del muro di Berlino. Il capitalismo per alcuni aspetti fu mai più selvaggio e crudele nel mondo attuale. Si più tranquillamente affermare che i veri benefici del “socialismo” furono goduti proprio dalle popolazioni dei paesi capitalisti spinti dalle idee innovatrici presenti negli ideali del cosi detto “socialismo reale” mentre i lavoratori di quei paesi venivano  puntualmente delusi da una falsa democrazia ( Centralismo Democratico ) che andava come al solito a beneficio di pochi  e degli uomini di potere, sia politico che e economico. Qualcosa non torna.

Così come non torna che le opposizioni dei paesi capitalisti entrano in crisi e fra loro in conflitto, proprio quando è lo stesso sistema che s’incrina e da segni di autodistruzione. Si potrebbe pensare che una crisi di sistema come questa che stiamo vivendo dovrebbe andare a beneficio delle forze del rinnovamento e parlo intermini di proposte e programmi  mentre così non è, e pare che capitalismo e opposizioni siano condannati a vivere in simbiosi e non dare soluzione di sorta all’annoso problema della presa del potere e o di governo da parte  delle opposizioni e delle forze popolari e la scomparsa degli uni presupporrebbe la scomparsa dell’altra … ma davvero è così? … muoia Sansone con tutti i filistei … sembrano minacciarci … è il solito paradosso dei vasi comunicanti applicato nella politica degli interessi contrapposti nell’economia di mercato sia pure nel liberismo più sfrenato. Con queste contraddizioni, con questi presupposti, con queste opposizioni di certo non si andrà mai verso nessun tipo di cambiamento al massimo a dei miglioramenti dei vari  ceti sociali a seconda degli intendono rappresentare dai partiti di governo o di opposizione a seconda dei momenti politici ed economici che si vivono certe situazioni di contestazione o di semplice rivendicazione socilae. Così non può funzionare se davvero si ha un’idea di cambiamento radicale del sistema politico.

Anche i miglioristi sono stati sconfitti dalla storia e dall’economia. Pensare in’oltre che il potere economico del grande capitale sia eterno e indistruttibile, non credo sia possibile. Un sistema politico ed economico entra in crisi,  quando non è più in grado di garantire alle proprie popolazioni i più elementari diritti  di sopravvivenza e sociali, in primo luogo, la salute, il lavoro ed il sostentamento delle classi sociali più povere e  per quanto il capitalismo attuale possa sembrare forte e potente, quanto si sta realizzando sul terreno dei diritti civili e sociali , ed in primo luogo il lavoro e il diritto allo studio e lotta alle povertà, pone in grave  pregiudizio la capacità dei governi capitalisti di continuare ad essere classe dirigente di un qualunque stato.

A questo occorre aggiungere la mancanza delle fonti di energia rinnovabile, e l’avanzare dei paesi in via di sviluppo che acquisiscono terreno sui mercati interni e internazionali e a questo i partiti nel loro insieme non sono in grado di dare soluzioni di nessuna natura, mentre i livelli di tassazione sono aumentati in modo insostenibile mentre il loro equilibrio è fondamentale per qualunque tipo di economia che si intende realizzare.  Non mi pare che tutto ciò vada a beneficio della prosecuzione di governi a economia tradizionali.  Sta di fatto che le opposizioni non sono in grado ora di proporre alcun che di alternativo, proprio per queste ragioni non si può pensare che il declino del capitalismo stia proprio dietro l’angolo, la strada è molto lunga e irta di difficoltà. Ma il processo intanto è iniziato e la sua accelerazione resta però nelle sue stesse mani almeno per il momento.

E soprattutto occorre costruire l’alternativa ma penso che con la sola rappresentanza parlamentare se pure  ipoteticamente propositiva e forte non sarebbe sufficiente, poiché inserita in un meccanismo borghese di rappresentanza  e quindi sensibile  al fascino indiscreto degli interessi privati in atti parlamentari e non solo. E gli esempi nel nostro paese non mancano anzi aumentano ne tanto meno sono presi in seria considerazione i dati ISTAT che sono pubblicati sullo stato reale degli italiani.

E neppure gli istituti di rating internazionali sono considerati, se pure a mio parere esprimono dati reali e preoccupanti, ma nessuno assume l’onere di contrastarli con iniziative economiche e leggi. E poi qualcuno mi venga a dire che il sistema non sia in una vera e propria crisi di esistenza e di resistenza. Certo i tempi non sono calcolabili, è vero che il capitalismo è pieno di soldi e di risorse, ma è altrettanto vero che tutto il capitalismo per sopravvivere ha bisogno anch’egli  di consenso e pace sociale  … ma ora siamo tutti su una polveriera in grado di esplodere da un momento all’altro. E questo in tutto il mondo … e non è detto che tutto vada per il meglio per i signori, del vapore e per il mondo intero, la situazione è un po’ intricata di quello che sembra. Sopratutto dal punti di vista sociale ed economico.

E il mondo è un po’ più grande di molte teste presenti nel mondo della politica anche di sinistra.    Si fa per dire … )  Siamo in una fase particolare in cui i partiti e in questo caso non solo in Italia nei parlamenti non contano assolutamente nulla, le loro discussioni sono sempre più sterili e sempre meno legate ai problemi , alla realtà del paese  e delle esigenze primarie  ciò a causa delle ingerenze sempre più forti delle banche e dei trust internazionali per i motivi già espressi e quindi ormai da anni gli elettori sono trattati dai partiti come scimmie allevati sugli alberi , quando è ora di votare noi scendiamo votiamo sulle loro scelte per lo più inutili e insignificanti e poi ci rispediscono sugli alberi per farci discutere del sesso degli angeli mentre le scelte gratificanti vengono fatte altrove col consenso di vari partiti    e tutto va bene madama la marchesa … e qualcuno deve sapere  che vi sono coloro che non accettano più questo   modo di concepire questa democrazia fasulla e falsa  se pure i mezzi di informazione di stato esaltano il voto come unica forma di partecipazione ,

falsano la realtà nascondendo lo stato reale delle cose e nascondendo in modo vergognoso la grande volontà e richiesta di  democrazia che pure viene espressa altro che primarie! la democrazia va organizzata in maniera partecipativa sui programmi e i programmi devono essere elaborati con gli elettori  e con il paese intero e mai con parti sia pure importanti di elettorato che sono poi sempre e comunque una minoranza. La democrazia come diceva un vecchio adagio … non è star sopra un albero e noi non siamo scimmie.

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Dicembre 2012 09:39  

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