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Il declino - parte prima

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Ormai pare assodato persino scientificamente che la crisi attuale del capitalismo, sia a un punto di non ritorno,  i suoi valori sono messi in discussione dalle sue stesse strutture dalle sue classi dirigenti che sin’ora l’hanno sostenuto, foraggiato, difeso, incitato, sino al punto da provocare guerre e conflitti militari ed economici  tali da coinvolgere l’intero mondo portando il genere umano sull’orlo dell’auto distruzione. Ciò è dimostrato non solo dalle armi di distruzione di massa presenti negli arsenali delle varie potenze economiche e militari.  Anche e soprattutto da come si stanno distruggendo le risorse del pianeta, mettendo in pregiudizio la sopravvivenza del genere umano e l’ecosistema, nonostante dia dei chiari segnali di insostenibilità,  non è preso in considerazione neppure dopo immani catastrofi già più volte verificatosi .Ed ancora meno rispettato,  neppure  lo scioglimento dei ghiacci spaventa questi soliti idioti. Pensando che in fondo il tutto sia conseguenza di eventi isolati e non invece, la somma di interessi dei grandi speculatori che sfruttando risorse e territori, imponendo all’ambiente assimilazioni di vapori velenosi, di anidride carbonica, modificando il territorio e l’ambiente hanno nei fatti create le premesse a che il pianeta sia al collasso e che poco resterà alle future generazioni se mai verranno alla  luce, da conservare e proteggere, sperando che almeno loro abbiano buon senso e intelligenza tali da consentirlo. Ma non è detto. Ciò dipenderà dai germi culturali che assimileranno durante la loro crescita e sviluppo. Ciò inteso a tutto tondo. Urge un nuovo umanesimo culturale, una rivoluzione ideale, un nuovo risorgimento, una diversa ideologia della sopravvivenza e della conservazione della specie umani e degli altri esseri e generi che il pianeta ospita e protegge sin che sarà in grado di farlo.

Un mondo e un uomo nuovi in tutti i suoi aspetti, e  nuove classi dirigenti in grado di cambiare gli attuali assetti ideologici  e politici presenti all’interno della cultura corrente, in caso contrario l’umanità perirà lentamente fra inimmaginabili sofferenze. Che siano  state le banche a scandire il declino del capitalismo non deve meravigliare nessuno, esse sono il simbolo e la causa non solo del declino del capitalismo, ma le artefici prime delle ingiustizie e delle guerre sul pianeta sono esse che ormai da decenni che organizzano cadute e rinascite di questa  quella forza politica. E determinano governi e politiche economiche in ogni parte del mondo anche nei luoghi più reconditi della terra, e nulla sono in grado di fare governanti inciucciati con le varie mafie e sistemi produttivi, sostenuti solo nei casi in cui mantengono intatti i loro rapporti con i corrotti del posto che fanno a  loro volta riferimento alle banche e ai grandi trust internazionali che pirateggiano in economia, e non solo.

RITENGO NON SIA UN CASO CHE IL DECLINO DEL CAPITALISMO COINCIDA CON IL DECLINO BIOLOGICO DEL PIANETA … QUALCOSA DOVRA’ PUR DIRE … O SBAGLIO?

Tutto ciò  qualunque cosa dicano i puristi e i sostenitori del libero mercato e del capitalismo era previsto e preconizzato da quel diavolo di un comunista (ma secondo me era tanto intelligente da non esserlo poiché studioso e non attivista di alcun partito) di Carletto il pazzo detto Marx. Intervenire su questo e su altri problemi presenti oggi non è un fatto né semplice né risolvibile in pochi giorni  se pure  di tempo ne è rimasto veramente poco. Mi limiterò a sostenere magari come un  pazzo in crisi, che la scelta di privatizzare le banche fu ed è la scelta più scellerata e di parte che mai il capitalismo ha compiuto negli ultimi 150 anni. Così come ha fatto per tutti i beni di consumo utili alla crescita e allo sviluppo di un paese come le fonti di energia, l’acqua, le produzioni strategiche e vitali come la lavorazione dei beni primari e secondari sino a ridurre le produzioni agricole patrimonio esclusivo di poteri mafiosi e malavitosi i quali ancora una volta hanno legami e interessi con le banche. E sappiamo che non vi è una  sola delle attività umane su tutto il pianeta in cui le banche o chi per loro non abbiamo degli interessi per quanto meschini e sporchi  a patire dalle produzioni delle armi, alla ricerca per l’utilizzo di armi biologiche in caso di guerre batteriologiche per la distruzione di massa, agli esperimenti atomici alla produzione di medicine e quant’altro su cui intende avere i brevetti per decidere ad esempio a chi, a quanto e se vendere ad esempio l’antidoto  contro l’AIDS impedendo all’India di vendere il proprio a costo “popolare”, poiché questo intervento costituirebbe una ingerenza indebita sul mercato.  Sino a divenire una vera e propria associazione per delinquere istituzionalizzata dagli stessi governi che latitano e boccheggiano proprio a causa dello strapotere delle stesse. Come si possa pensare che delle strutture economiche private dedite agli affari anche i meno puliti operino per gli interessi di un qualsiasi paese. Per me ignorante profano rimane un mistero, ma non è mistero per nulla che sono state le banche a portare l’umanità sul baratro della fame , delle guerre, della distruzione del pianeta e dell’umanità, con il beneplacito di governanti incapaci, dediti al bene proprio e per nulla sensibili ai problemi degli stati e delle loro popolazioni. In queste condizioni anche solo immaginare una parvenza di progetto e di sviluppo di un qualunque paese rimane un’effimera chimera. Sogno solo per i bugiardi e per i coglioni che sperano nel neo liberismo e nel libero mercato più o meno democratico … Nei fatti, nelle cose e  nella storia il liberismo ed il libero mercato hanno fallito. Non è fallita da parte delle banche  la loro volontà di arricchirsi facendo leva sulle crisi strutturali ed economiche dei governi di destra e di sinistra se pure molto presunte. Se non si volta pagina e registro non c’è speranza neppure per la chiesa cattolica. E’ davvero una crisi di sistema cui questa volta nessuno degli economisti di regime potrà porre rimedio proprio e a causa delle banche che impediranno ogni forma di rinnovamento sia pure parziale del vecchio sistema di mercato. Le banche per la loro nuova natura che si sono imposte non hanno alcun rapporto con le industrie tradizionali, con l’economia dei paesi, con i loro stati, con l’economia in genere non hanno alcun legame con le storie economiche, degli artigiani dei commercianti, con le fabbriche, e con i milioni di esseri umani che vivono e producono e non si sa sino a quando. In realtà queste banche con questi non hanno alcun legame con la produzione e il mondo reale. Unico compito che si è arrogati è quello  di accumulare ricchezze d’ogni genere per poi reinvestirle in economie nascoste e poco pulite, sino a realizzare i danni di cui ne siamo venuti a conoscenza se non dopo che i fatti erano accaduti e ciò dimostra di come le banche sono intervenuti ed intervengono sui mezzi di informazione internazionali e sempre a danno degli stati e delle loro popolazioni. Persino una grande potenza come quella statunitense si è salvata dalla politica delle banche … IL PROBLEMA E’ DAVVERO SERIO E GRAVE.

L’Europa che potrebbe avere tutte le potenzialità per uscire da questo bailamme  continua a giocare anch’essa sugli equivoci, e lasciare che le propria economia venga gestita e controllata

da una sola ed unica banca, che dovrebbe avere la capacità di gestire e dirigere le economie dei vari stati europei sulla base di che cosa non si sa . Si sa soltanto che ancora una volta la banca è privata, e che paesi dell’Europa cominciano scannarsi per avere garantito fette della torta che sarà data alle banche di ogni nazione, anch’esse private che le investiranno “in opere pie” E qualunque progetto di sviluppo europeo è assente ingiustificato. Però essi a dimostrazione della loro idiozia e in contrapposizione a quelle che sono  le diverse teorie  di economisti riconosciuti  decidono che la banca più importante dovrà essere privata o un ‘insieme di privati che dovranno garantire l’erogazione non si è capito o che si è capito benissimo alle solite note   visto che la Grecia è morta o quasi …  altre nazioni sono pericolosamente su quella strada e fra questi l’Italia. Questa si che è l’apoteosi della  mala furbizia … già cambiano i suonatori ma la musica … Ma nessuno viene in testa di elaborare un progetto di democratizzazione delle banche che stabiliscano un rapporto col territorio, con le industrie, con gli artigiani, con le regioni, con lo stato, con le produzioni, con la ricchezza reale del paese, con il paese stesso, con i reali rappresentanti e i produttori dei beni prodotti e consumati . Che abbia rapporti più dignitosi nei commerci e gli scambi  con l’estero e meno supini e servili … Naturalmente controllati anche loro.

E che sia lo stato sovrano a rendere attiva una banca nazionale democratica e di stato sia pure restando nelle regole  europee. E’ davvero troppo comunista fare una cosa del genere? Io non credo. Anche se penso che per salvarci dalla decomposizione  occorre condurre una vera e propria rivoluzione mondiale sui temi delle banche del loro ruolo della loro funzione e del cambiamento del sistema economico capitalista ormai giunto al proprio declino , non potrò forse mai porre una data ed io sicuramente non lo vedrò ma l’unica soluzione al momento  E’ il socialismo, o chiamatelo come volete a me non importa. MA SEMPRE SOCIALISMO E’.

 

 

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