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La verificabilità elemento fondante della democrazia

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Il software Open Source ha una caratteristica importante. Il programmi sono verificabili da chiunque abbia le capacità di programmare un computer, perché la loro versione sorgente (quella prima della traduzione in linguaggio macchina) è disponibile su Internet. Non solo, ma questa disponibilità ha favorito forme di cooperazione basate sull’emulazione reciproca e motivate dalla gratificazione rappresentata dalla stima della comunità a cui si appartiene. Il software Open Source è in media migliore di quello scritto dalle società che sviluppano software proprietario, come la Microsoft. Questo stesso sito gira su software Open Source Joomla!, ma non avrebbe potuto girare sull’equivalente Microsoft se non come risultato di un percorso commerciale che sarebbe risultato a noi inaccessibile.

Tralasciando al momento i valori sociali rappresentati da questo sistema di produzione e tutto il complesso tema della proprietà dei diritti intellettuali, argomenti su cui mi riprometto di tornare, uso questo esempio per sottolineare il valore della verificabilità: un virus, o comunque un software nocivo, non potrebbe mai nascere in una comunità dove cooperano decine, centinaia o migliaia di persone in grado di “leggere” in ogni momento quello che si produce. Se ne deduce da tutto ciò anche l'importanza della educazione, che dovrebbe mettere in grado chiunque di partecipare al processo di verifica, fornendo loro gli opportuni strumenti operativi. Un punto questo centrale al tema del cosiddetto Digital Divide (ma anche su questo potremmo tornare un'altra volta).

Al contrario altri settori industriali, ad esempio quello agroalimentare, il biotech e il farmaceutico si basano sul segreto e sulla protezione dei loro brevetti, giustificandosi con gli ingenti investimenti in ricerca e sviluppo necessari al raggiungimento dei risultati. Enormi basi di dati memorizzano le sequenze complete del genoma umano, delle piante e degli animali, e le industrie farmaceutiche “brevettano” il loro esclusivo diritto allo sfruttamento commerciale dei risultati derivati dall’analisi e dalla sintesi di sezioni del codice della vita, all’interno di organizzazioni fortemente gerarchizzate e protette dall’esterno.

Le industrie agroalimentari mantengono nei loro laboratori le piante da cui sono derivati gli ibridi – a loro volta non fecondi – che vengono seminati dai contadini: potete immaginare un mondo in cui tutto il cibo sia nelle mani di poche multinazionali perché chi semina non può riseminare parte del raccolto? E’ proprio ciò che accade, e la gente non lo sa. Quale verificabilità può esistere su simili processi e  componenti produttivi di beni che pur sono alla base della vita di tutti noi?
Oltre a ciò gli importanti investimenti resi necessari dal ciclo produttivo porta a forti concentrazioni di capitale – attratto dalla redditività dei brevetti – che a loro volta per loro natura sfuggono facilmente ad ogni forma di controllo democratico. L’industria del nucleare presenta un ulteriore problema: per quanto gli ingegneri ci possano rassicurare sulla sicurezza delle centrali di terza o quarta generazione, sfugge a loro – volutamente – che il vero rischio sta nel controllo politico dell’impianto:  a fronte di materiali la cui pericolosità persiste per centinaia, migliaia o addirittura milioni di anni, come si può assicurare una stabilità equivalente delle necessarie strutture sociali di controllo?

Questi argomenti avrebbero bisogno di essere trattati con maggiore profondità e competenza, non possibili da una parte dallo stile editoriale de Lo Sbavaglio e dall’altra dai limiti culturali dell’autore. La risposta al problema potrebbe essere trovata nella cooperazione Open Source, immaginando una tecnica di stesura degli articoli che tenga fortemente conto dei commenti e dei contributi dei membri della comunità. Ovviamente mi impegno a trovare possibili risposte di tipo informatico a questa esigenza. La prima è già presente all'interno di questo articolo, con richiami a Wikipedia, che, sviluppata sia pur tra mille polemiche grazie a forme di cooperazione, è attualmente uno dei dei punti di riferimento per il deposito dello scibile umano. Al punto da essere uno delle pietre angolari del web 3.0 o semantico, del quale, se non vi annoio, vi parlerò un'altra volta (sperando di farcela). Passando però attraverso il web 2.0, quello di youtube e facebook, e dei relativi problemi da loro posti di comunicazione sociale e proprietà dei contenuti. A presto, se vi va!

Ultimo aggiornamento Sabato 26 Settembre 2009 22:09  

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