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Che tipo di Repubblica è diventata l'Italia?

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Costituzione Italiana (articolo 1).

L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

L'attuale Presidente del Consiglio sembra incerto sulla sua successione. La sua ossessione è essere difeso dalla Giustizia che dice di perseguitarlo e allora quando comincia a parlare di un suo eventuale successore presenta Angiolino Alfano come suo principale erede politico. Siamo in pieno querelle con Gianfranco Fini ed è l'11 marzo 2009 e Maria Latella presenta il suo libro “Come si conquista un paese” nato da un'intervista con “il conquistatore”.

Le ragioni di questa proposta devono essere più evidenti se 2 anni dopo viene ripresentata, per la prima volta assoluta in modo ufficiale anche alla stampa estera più rilevante (Wall Street Journal – Stati Uniti, Le Monde – Francia, The Guardian – Gran Bretagna) : è il 14 aprile 2011. In Italia la notizia è una assoluta sorpresa e i suoi collaboratori cercano subito di correre ai ripari cercando di limare le sue dichiarazioni che sono dirompenti per l'elevato numero di aspiranti successori. (Non so perché ma mi ricordano i Proci che aspettavano di conoscere il nome di chi, tra di loro, si sarebbe impossessato di Itaca). Dopo una serie di contrasti con il suo principale alleato la Lega, il Presidente del Consiglio torna sull'argomento e questa volta indica Giulio Tremonti: è il 5 maggio 2011, strana data per la pubblicazione del successore: ricordate “Ei fu ...”?

 

Dalla cronaca alle riflessioni.

A vostro parere il popolo indicato dall'articolo 1 della Costituzione Italiana influisce su queste decisioni o no? Siete stati interpellati? Non discuto sulla competenza dei singoli Ministri che hanno fatto sicuramente gli interessi del Presidente del Consiglio, ma noi cittadini abbiamo gli strumenti previsti dalla Costituzione Italiana per scegliere chi ci deve condurre per i prossimi anni oppure dobbiamo solo scegliere tra persone di una casta che si auto-difende, mettendo in lista chi protegge maggiormente gli interessi di singoli o di lobby? Mi riferisco a tutto l'arco parlamentare: destra centro e sinistra, tutti uniti a difendersi e ad aumentarsi emolumenti e privilegi, nella speranza che si accontentino solo di quelli, che sono già un'apprezzabile percentuale della ricchezza ufficiale del paese; tuttavia la lotta per un posto al sole mi suggerisce che c'è dell'altro nel paese che nel 2010 è sceso al 52 -esimo posto nel rank mondiale tra i paesi con minor corruzione. Essi sono nell'ordine (primo il più virtuoso, secondo ecc.): Nuova Zelanda, Danimarca, Singapore, Svezia, Finlandia, Canada, Olanda, ...); Risalendo questa classifica verso l'alto dove si sprofonda nella corruzione troviamo meglio di noi al 51-esimo posto il Rwanda e sopra ancora troviamo nell'ordine Macedonia, Ghana, Croazia, Tunisia, Lettonia, Slovacchia, Turchia, Namibia ecc. tutti paesi considerati a livello internazionale con un minor tasso di corruzione del nostro.

Che tipo di Repubblica democratica siamo diventati? A chi abbiamo abdicato la nostra sovranità?

Tanto vale che il Presidente del Consiglio indichi uno dei suoi figli alla successione e se non lo fa, probabilmente ritiene che non abbiano raggiunto la competenza necessaria; spesso infatti, i figli prendono i vizi e le virtù dei padri.

Alfano è colui che prima afferma che non verrà mai fatta una legge ad-personam e pochi giorni dopo, la propone e la fa approvare. Alfano è colui che, a caldo, plaude a uno dei fratelli Graviano che si è avvalso della facoltà di non rispondere e per questo suo “silenzio”, chiede immediatamente di ridurre il 42 bis, come da richiesta dello stesso Graviano, mentre un altro imputato testimone, il pentito Gaspare Spatuzza prima e Giovanni Brusca, in una udienza più recente, coinvolgono direttamente il Presidente del Consiglio. Non stupisce, che coerentemente, lo stato italiano non si sia costituito parte civile nel medesimo processo. Inutile dire che i fratelli Graviano, Gaspare Spatuzza e Giovanni Brusca siano dei mafiosi condannati a titolo definitivo per mafia. La circostanza è del processo relativo alla strage dei Georgofili del 1993: 300-350 kg di tritolo che sono la medesima firma degli attentati contro Falcone e Borsellino, magistrati martiri per la loro coerenza con la loro missione istituzionale.

Tremonti e' colui che più di ogni altro ha aumentato il debito pubblico italiano ammontante a 1875,965 miliardi di € (febbr. 2011), confrontato con i dati del 31 dicembre 2008 (verso ormai la fine del Governo Prodi) che era di 1663,031 miliardi di € corrisponde a 212,655 miliardi di €, un incremento del 12% in appena 26 mesi. Tremonti ha permesso la porcata salva riciclatori e salva patrimoni delle mafie, condannata dall'Europa, dello scudo fiscale, prima introdotta come idea in modo soft il 20 marzo 2009 e poi come legge che, stranamente, corrisponde in gettito, con l'aumento del debito pubblico nello stesso periodo; periodo corrispondente a grandi tagli alla spesa pubblica, sofferta da tutte le istituzioni sia pubbliche: in primis scuola, cultura, Regioni, Comuni, che private: imprese. Tremonti è quello che ha proposto il Debito nucleare, che ovviamente si deve aggiungere al resto. Ma quanto devono pagare gli Italiani? In soli 26 mesi Il Governo ha permesso un ulteriore debito pubblico pro capite di 3.549 € neonati compresi, che noi dovremo prima o poi ripagare se non vogliamo fallire come stato e come nazione. Le nostre tasche non saranno state violate, i soldi ce li hanno presi zitti zitti a nostra insaputa. Se tuo figlio facesse un debito, un mutuo, a tuo carico, saresti molto informato con molte firme di approvazione da parte tua; se lo fa lo stato, ti dicono, riassumendo in pochi notiziari molto noiosi, solo cifre enormi che non vengono collegate insieme in modo che tu non percepisca cosa stanno facendo effettivamente alle tue spalle, in tanti modi, ma che in ogni caso prevedono una amara conclusione che tu dovrai scoprire e sostenere in futuro.

Il passaggio da Alfano a Tremonti significa che il problema della Giustizia del Presidente del Consiglio pensa di risolverlo già in questa legislatura e quindi non avrà più bisogno di un “continuatore legale”, mentre avrà bisogno di uno che tuteli il suo patrimonio e che trovi altri, facilmente identificabili in tutti i cittadini a reddito fisso, cioè tu lettore, e alle imprese che saranno rimaste ancora sul mercato, che paghino per i debiti contratti dopo 17 anni di malgoverno centrale.

Dopo le leggi ad personam aspettiamoci nel prossimo futuro il fisco ad personam. Se vogliamo è la riproposizione del celebre motto dei moschettieri: Uno per tutti (da salvaguardare) e tutti per uno (da non danneggiare).

Con la legge porcata, mediante la quale i parlamentari sono scelti da 3-4 capi della Casta, non siamo più una Repubblica democratica, e anche le sue fondamenta, quelle del lavoro, se ne stanno andando via.

Infatti come dal più recente documento europeo sulla situazione Employment in Europe 2010” scaricabile dal sito della Comunità europea, a pagina 59 si può constatare che l'Italia su 27 paesi europei sia al 24-esimo posto nella classifica dell'occupazione dei giovani tra 15 e 24 anni seguita solo rispettivamente da Lettonia, Spagna e Bulgaria. I paesi potenzialmente che offrono un futuro migliore ai propri giovani sono nell'ordine: Olanda, Lussemburgo, Slovenia, Austria, Germania. Per quanto riguarda la percentuale della popolazione tra 18 e 65 anni che potenzialmente può lavorare e che effettivamente lavora, leggibile a pagina 67 del documento citato, siamo al 25 -esimo posto su 27 stati, seguiti solo da Ungheria e Malta, mentre i paesi più virtuosi sono rispettivamente Olanda, Danimarca, Svezia, Austria, Germania. In Italia vengono pubblicati solo i dati della disoccupazione, peccato che questi dati non tengano conto di chi ormai non cerca più lavoro, oppure è cassa-integrato (considerato lavoratore), chi è in mobilità, in pre-pensionamento, in pensionamento, oppure sta cercando lavoro all'estero ma non è ancora residente all'estero. L'Europa dà più attendibilità alle statistiche sugli effettivi lavoratori all'interno della fascia di popolazione tra 18 e 65 anni che a quelle sulla disoccupazione che si possono facilmente alterare.

O mia Patria si bella e perduta” temo che il nostro futuro non sarà roseo.

Ultimo aggiornamento Sabato 19 Novembre 2011 13:29  

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