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Call center; il lavoro del futuro

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In questo momento, sto disubbidendo al mio redattore capo,

In modo spudorato, voglio approfittare della sua assenza, in quanto come al solito è rimasto in Calabria a ad asciugare, l’umidità, come la chiama il Marmittone. Tempo addietro chiesi  al mio superiore se riteneva opportuno che io facessi un articolo sulla causa di lavoro in atto tra alcuni miei ex compagni di lavoro e una agenzia di call – center.  naturalmente sono anche io fra quei dipendenti che hanno mosso causa contro questa azienda che vendeva vino in tutta Italia. Che come tutti possono immaginare e un po’ come vendere ghiaccio agli eschimesi. E’ inutile dirvi che io  con alcuni di questi miei compagni di lavoro ero fra i migliori, ma questo non è molto importante. Mi sono permesso di raccontare in parte questa avventura per mettere in evidenza che cosa vuol dire lavorare con dei negrieri del millennio dell’acquario. Ho lavorato circa tre anni, e in tutto questo tempo sono state centinaia e centinaia le persone che sono girate in questo ambiente dove si promettevano, soldi successo, e potere. Come dire droga, sesso e bunga bunga per tutti da zero a novant’anni.

In tutto il tempo in cui ho lavorato in quel posto mi hanno rinnovato sei volte il contratto, contratto sempre a tempo determinato che preparavano già loro, con regole, leggi, e naturalmente le paghe. Paghe sempre condizionate da un minimo di rendimento, con paghe che partivano da 4,50 euri orarie,  nelle prime 40 ore  che però aumentavano se si superava un certo numero di ordini confermati dal cliente sino ad un massimo di 7, 50 euri. Si lavorava dalle 10,00 alle 14, e c’era anche il secondo turno, con stesse regole. Fra queste regole, si evidenziavano quelle che si andava in bagno tramite permesso, non più di una massimo due volte, ma solo per l’esigenza piccola, perché nelle seconda ipotesi, dopo tre minuti venivano a bussarti, occorreva fare il record della defecatio, se qualcuno tardava a fare ordini per punizione doveva andare sul ballatoio, a rinfrescarsi, le idee, e se dopo due ore di contatti non ne azzeccava una doveva andarsene a casa perché l’azienda non poteva pagare  quelli che non erano produttivi. Per far carriera bisogna essere ragazze carine e mostrare un po’ di disponibilità nei confronti del nostro capetto giovane e “potente” quindi  per noi maschietti non c’era alcuna speranza Poteva capitare che quelli più bravi passavano una mattinata a non fare ordini; si tollerava, ma non molto perché venivano diciamo così a tormentarti le carni, mettendosi a “ consigliarti” suggerendo, spiegando,ed era sinceramente una rottura non di poco conto avere una alle spalle che ti suggeriva cose a dir poco improbabili.

Di questi tempi quando non si trova lavoro, ogni fegatino di mosca è sostanza, e tutti coloro che abbisognano di soldi per pagarsi un minimo di vita civile sono purtroppo obbligati non solo ad accettare lavori d’ogni genere, ma come conseguenza ad accettare paghe da fame e umiliazioni d’ogni genere, c’erano persone stupende, intelligenti, brave ma come sempre accade sfortunate.

In particolare le donne che erano come si può immaginare le donne, sempre educate, mai sciatte, e molte giovani e giovanissime, alcune studentesse, e tutte belle, e altrettanto donne mature con le loro esperienze con le loro sofferenze passate, e presenti scritte, negli occhi. Subivano le tracotanze  e umiliazioni con dignità per amore delle loro famiglie, dei loro figli. Loro ti richiamavano,  ti “ consigliavano” e ti minacciavano e poco gli importava se dietro quelle donne c’erano problemi di vera e propria sopravvivenza, molte di questa messe letteralmente in mezzo ad una strada senza un minimo di umanità e di comprensione, a loro “ dispiaceva “ ma intanto questa veniva ricacciata nella sua miseria, nella sua disperazione. Premetto che quelle regole non le ho mai rispettate, quando dovevo andare in bagno per entrambe le esigenze lo facevo certo avvertendoli, e se volevo andare a rilassarmi ci andavo, facevo il mio dovere, ero certo più fortunato degli altri, ma solo quello, anche se facevo ordini superiori alla media. Mi è capitato che più volte andando fuori a fumare ho trovato alcune ragazze dico ragazze ma erano donne di famiglia giovani  che piangevano, perché a casa non c’era il pane, non si poteva pagare la bolletta o la medicine per la bambina o chissà cos’altro, e mi raccontavano che non riuscivano a fare gli ordini, e che per tutta la settimana erano state mandate via e che fine mese avrebbero dovuto lasciare, perché quella era la decisione dell’azienda. Donne giovani, mature, uomini e ragazzi nel baratro della fame quella vera, con figli mogli e genitori a carico. Ma è proprio questo il lavoro del  futuro? Senza regole ne contratti contrattati, con nessuno, e nessuna protezione sociale e civile e se ti ammali puoi morire, senza ferie, ne riconoscimenti di nessuna natura, soltanto un po’ meno che schiavi e un po’ più degli animali, e senza rispetto di niente e di nessuno. Poi sono andato via, stanco di tutto questo, ed anche perché non sapevano cosa inventarsi per renderci la vita più complicata di quanto già non lo fosse, con proposte di iniziative di vendita e presentazioni fuori d’ ogni logica intelligente

Decidemmo con alcuni compagni di denunciare l’azienda, che nonostante i ripetuti controlli risultava sempre in  regola, poiché venivano  interrogati sempre coloro i quali non parlano neppure sotto tortura, solo che l’ultima volta … non sempre le cose vanno bene ai padroni.

Così a conti fatti e con la testimonianza di un rappresentante dell'INPS il nostro datore di lavoro non era in regola e ci dovrà dare dei soldi, che sono stati sempre nostri. Ma non basta dobbiamo dimostrare noi di essere stati sfruttati e umiliati a noi l’onere della prova.

Ma non bastano le buste paga, l’INPS, e le famiglie lasciate in mezzo alla strada.

Vedete il vero problema é che siamo  tutti uguali davanti alla legge.

Ma sarà vero? Vi metterò al corrente su come finirà questa causa se vi interessa. PS  Avevamo il sindacato a cinquecento metri ma non si è mai visto. La causa dura già da due anni  e mezzo ma di quanti testimoni avranno bisogno ancora? Noi dobbiamo sempre aspettare con fiducia. E  così sia. Spero che il mio redattore abbia finito di raccogliere l’umidità. Ma che soprattutto non  mi punisca per la grave disubbidienza.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 06 Novembre 2010 10:20  

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