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Il migliore degli ultimi 150 anni

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Nella conferenza stampa al termine dell’incontro bilaterale italo-spagnolo di ieri 10 settembre 2009 il premier Silvio Berlusconi si è vantato di essere il miglior presidente del consiglio della storia italiana. Ha precisamente detto: « credo sinceramente di essere stato e di essere di gran lunga il migliore presidente del consiglio che l'Italia abbia potuto avere nei 150 anni della sua storia».


Tralasciamo qui di commentare, per difetto di conoscenza medica, questo “sincero” auto-elogio sotto il profilo della concordanza con una personalità sana ed equilibrata quale si conviene al capo di un governo democratico. Proviamo, però, a esaminare questa affermazione sotto il profilo storico.

Dall’unità d’Italia ad oggi si sono succeduti ben 135 governi, per 16 legislature repubblicane e 23 legislature del regno oltre ai periodi della luogotenza e dell’assemblea costituente. Questi governi sono stati presieduti da poco più di 50 personalità politiche, dei quali tutti Silvio Berlusconi si è detto “migliore”.

Vediamone allora alcuni tra i più noti.

Camillo Benso di Cavour. È arcinoto, insieme a Mazzini e a Garibaldi, per il contributo dato alla realizzazione dell’unità nazionale. Ha promosso l’ammodernamento industriale del Regno, anche introducendo in agricoltura nuove coltivazioni e metodi di produzione.

Giovanni Giolitti. I suoi governi vararono numerose norme a tutela del lavoro (in particolare infantile e femminile con limiti di orario e di età), sulla vecchiaia, sull'invalidità e sugli infortuni. Alla sua azione è dovuta la nazionalizzazione delle ferrovie, finanziata con la conversione della rendita, e quella delle assicurazioni sulla vita. Introdusse il suffragio universale. Diede inizio alla conquista della Libia.

Francesco Crispi. Fece approvare il nuovo codice penale Zanardelli, che introduceva la libertà di associazione e di sciopero per la prima volta in Europa e l'abolizione della pena di morte.

Benito Mussolini. Instaurò la dittatura, trasformando il sistema amministrativo e inquadrando le masse nelle organizzazioni del partito nazionale fascista. Decise di occupare l'Etiopia,  appoggiò i franchisti nella guerra civile spagnola e si alleò alla Germania nazista di Hitler, con il quale stabilì il Patto d'Acciaio nel 1939 trascinando l’Italia nella seconda guerra mondiale. Fece approvare in Italia le leggi razziali.

Ferruccio Parri. Fu il primo presidente del Consiglio a capo di un governo di unità nazionale alla fine della seconda guerra mondiale, anche in virtù della sua esperienza di capo partigiano durante la guerra di liberazione dal regime nazifascista.

Alcide De Gasperi. Durante il suo primo governo fu proclamata la Repubblica e perciò fu anche il primo presidente del Consiglio dell'Italia repubblicana. È considerato tra i padri fondatori dell'Unione Europea insieme al francese Robert Schuman e al tedesco Konrad Adenauer.

Aldo Moro. Negli anni settanta Moro vide l'esigenza di dar vita a governi di "solidarietà nazionale", che avessero una base parlamentare più ampia, comprendente anche il PCI, in un momento di profonda crisi economica, sociale e politica.

Romano Prodi. Fu convinto sostenitore del progetto della moneta unica europea e dell’importanza che l’Italia vi aderisse fin da subito. Si riuscì a raggiungere l'obiettivo, portando il rapporto deficit/PIL nel 1998, il principale parametro del Trattato di Maastricht, lontano dalla soglia minima richiesta dall'Europa.

Lascio a chi ha avuto la bontà di seguirmi fin qui il “facile” compito di individuare quanto di più e di meglio ha saputo fare Silvio Berlusconi.

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Settembre 2009 21:09  

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