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Quei sorrisi inquietanti

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E’ vero, un bel sorriso vale più di mille parole. Un sorriso ti accoglie in modo diverso in un negozio, in un ufficio e in qualunque luogo ti presenti. Sia che si riceva o si offra, il sorriso illumina gli occhi. In modo particolare quando si va al primo appuntamento il sorriso ti apre le porte dell’amore e del tuo futuro. Noi, amanti del brivido, del macabro, idolatri delle tristezza e del dolore (a tutto ciò ormai ci hanno purtroppo abituati) siamo sempre più consci che un sorriso è anche sinonimo di derisione e di falsa piètà. Dietro i sorrisi che i nostri governanti ci propinano a iosa c’è sopraffazione, violazione della legge, ci sono le mazzette, c’è la speculazione sugli appalti per i lavori di ricostruzione per i terremotati, c’è la protervia del potere, la sua violenza, la sua denigrazione per la legge, per i magistrati, per la giustizia, c’è la violenza sulle donne e su tutti gli uomini che anelano giustamente al lavoro, alla serenità della propria e dell’altrui vecchiaia, al futuro tranquillo dei loro figli, dei loro nipoti, delle nuove generazioni che dall'asilo all’università si adoperano con sacrifici immani per raggiungere un solo obiettivo, niente di più e niente di meno che una vita degna e un futuro anche solo tutto da progettare … ma davvero chiediamo troppo?

Un paese che intende tracciare tutto ciò deve avere nelle sue radici un senso profondo della giustizia, dell’uguaglianza, del diritto. Non potrà mai realizzarsi nulla di costruttivo, nulla di democratico, niente di giusto, se la giustizia e i suoi amministratori scompaiono e vengono cancellati con un colpo di spugna dal potere costituito che, colluso, complice, collaboratore, esecutore, è organizzatore esso stesso del malaffare, del malgoverno. Questa è la P2. Questa è reazione pura alla democrazia. E' stato nei fatti consegnato il paese nelle mani della mafia, dei malfattori e dei ladri, chiamiamoli come si vuole … ma questi sono e questi saranno sino a quando non decideremo di mandarli a casa e in galera come si conviene ai pezzenti della democrazia.

Inquientante è il  sorriso di Brunetta quando viene a dirci dei fannulloni e della riforma, si fa per dire, per gli impiegati dello stato; quello della Gelmini che non sappiamo come e dove si è laureata e fa della scuola un deserto della cultura, lasciando a casa centinaia di migliaia di professionisti; è inquietante il sorriso di La Russa che mi spaventa la nipotina che non lo vuole vedere perché, dice, assomiglia al diavolo. Che cosa avrà mai da ridere? E ride tra gli altri anche l’innominabile, quando liberamente dà dei talebani ai giudici, a chi annovera tra l’altro ormai centinaia di vittime, barbaramente assassinate. Inatnto i corrotti, i violenti, i mafiosi, i criminali in doppio petto che non intendono per nessun motivo presentarsi davanti ai giudici per esser giudicati, e se pure ciò accade distorcono le sentenze, disinformano e pur di dimostrare la loro innocenza (caso mai così fosse) ci raccontano che il Cristo è morto di freddo e che comunque per fare giustizia bisogna a ogni buon conto candidare la mamma santissima, unica garanzia per i loro loschi affari e il loro potere.

Potere regalato (a loro dire) dal popolo e da Dio, e con una legge come quella che abbiamo sulle elezioni si capisce chi è Dio su questa sventurata terra, nobile stivale sì ma trattato come una vecchia ciabatta da indegna e fascistoide classe dirigente. Ebbene sappiatelo e lo sappiano anche tutti gli accecati dalla stupidità informativa che una volta che i prepotenti, idolatri del fascismo, manderanno a casa “I TALEBANI” come già è stato affermato da più parti resteranno i veri talebani e contro di loro sarà lotta aspra e dura, guerra senza frontiere. Nessun alzi mai bandiera bianca e si porti dietro ovunque la nostra Costituzione, la nostra arma fondamentale per il risorgimento ideale, culturale e politico. Noi rispettiamo il nostro presidente, sappiamo del suo passato, che nel presente egli è sensibile ai problemi del nostro paese e della nostra democrazia, ma noi chiediamo che in questa fase, proprio per il tipo di attacco portato alla democrazia e alla Costituzione, la Sua parola e la Sua determinazione riteniamo fondamentali.

Nessuno si senta esentato da questo impegno che dobbiamo assumere per conservare la nostra dignità democratica e la nostra Costituzione e qui davvero lasciamo a casa le nostre bandiere, avremo tempo per farle garrire al vento della libertà. Impugniamo il nostro tricolore, quello del risorgimento, quello della Resistenza partigiana, il tricolore dei nostri morti e siano i giovani in primo luogo a vestirsi con questo glorioso vessillo e mandiamo in parlamento la gente di strada, quella comune, quella onesta, mandiamo a casa questa canea la cui sete di potere ha portato il paese e il nostro popolo sull’orlo della vergogna fascista; se è vero che i morti non ritornano facciamo diga democratica contro i fantasmi del passato che hanno già messo i piedi nella stanza della nostra Costituzione.

Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Marzo 2010 22:31  

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