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Il sesto continente

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Hanno voglia, gli organizzatori delle Olimpiadi, a rappresentare, con i cinque cerchi i continenti del nostro pianeta. E’ una rappresentazione bugiarda. Immaginare Atlantide come continente scomparso bisognerebbe e inventarsi nuovi uomini e donne con la pelle da mulatti, con gli occhi azzurri e con poteri umani diversi da quelli che noi splendidi profani siamo usi conoscere. Essere costretti d’un tratto ad usare la mente e non la bocca, la voce per parlare, comunicare, muovere oggetti cose e persone. Immaginare di poter risolvere problemi matematici in breve tempo e con il solo battere delle palpebre far crescere attorno a noi piante, alberi e campi sterminati di grano, mais, tapioca, orzo e frutteti, orti e tutto con la sola forza delle mente.

Quante cose si potrebbero fare, desiderare e realizzare, persino i contatti con gli alieni, con gli extra terrestri se esistessero, sarebbe un gioco da ragazzi. E sarebbero così eliminate le distanze tra continente e continente, tra uomo e uomo, tra uomo e donna, tra donna e donna ed anche i generi si avvicinerebbero di più. Sarebbe interessante conoscere il dialogo (possibile in questa fantasiosa realtà) tra cane e uomo, tra uomo e albero, pianta, pesce, scimmia. Tra la natura e il troglodita chiamato uomo. Quante cose ci sentiremmo dire e molte non certo gradevoli. E magari comunicare con la mente con gli extracomunitari, lontano anni luce dalla nostra mente e tradurre simultaneamente le loro lingue, i loro dialetti e capire grazie a questo che sono quasi uguali a noi, se non fosse per quel vecchio difetto che si portano dietro, sono extra, ciò vorrebbe dire oltre, di più, quasi una classe superiore, tanto che si dice qualità extra, fuori dalla norma. Noi che ci battiamo per l’uguaglianza possiamo accettare questo? Siamo come le formiche nel nostro formicaio, non entra nessuno che sia estraneo se non morto e questo lo comunichiamo fra noi con la mente, ma non siamo dei geni? Certo non abbiamo ancora i poteri di cui parlavo prima, sarebbero splendidi ma sarebbe un motivo in più per eventuali conflitti, distruzioni e morti con guerre catastrofiche. Eppure non siamo riusciti a scoprire l’ubicazione di Atlantide, tanto meno la tomba della leggendaria regina Antinea le cui labbra erano mortali per chi innamorato cercava di sfiorarle. Consolabile, si fa per dire, rimane che a conti fatti soltanto il 20% degli esseri umani usufruisce dell’80% della ricchezza presente sul pianeta, tutto ciò si distribuisce su tutti e cinque i continenti ed in particolare Stati Uniti ed Europa, qualcosa adesso in Cina ed India. C’è un altro continente silenzioso e fantasma che ci passa davanti agli occhi, di fianco; la sua presenza però e inopportuna, ci indispone, ci infastidisce ed è persino inquietante, ogni tanto ci provoca alcune ferite ma bastano 50 cent e si guarisce. La solidarietà è fatta e il giorno dopo sarà lì e il giorno seguente ancora e poi non si fa neppure quello perché l’elemosina umilia chi la fa e chi la riceve, mentre in un posto diverso da casa mia si buttano miliardi di euro all’ora per uccidere chiunque, amico, nemico o semplice conoscente e chi si muove è un uomo morto. Eppure il sesto continente tace e se pure urla, si dibatte, si fanno fregare come sempre dalla speranza e dalla malversa umanità poiché ha nel perdono innato per le ingiustizie, per le malversazioni, per la propria condizione, il suo male più profondo ed anche il perdono in questo crudele senso è una profonda ingiustizia. Il sesto è il continente più numeroso, più potente, più umano, più giusto e forse se riacquistasse la propria dignità, il proprio orgoglio, anche il più capace di produrre benessere e ricchezza, ma una abbondanza diversa da quella che pochi criminali economici hanno accumulato in pochi anni tenendo in pugno circa tre miliardi di esseri umani che di umano forse hanno solo le fattezze, sembianze in troppi casi, ombre disegnate dalla miseria e dai poteri politici di tutti i colori, perché il potere è fine a se stesso e si difende attaccando gli indifesi e appoggiandosi ai  nemici del progresso, scegliendo persino alleanze innaturali con i produttori di morte, dai paesi produttori di cocaina alle aziende fornitrici di armi, non disdegnando legami economici profondi con la mortale mafia internazionale che vive e si sviluppa proprio grazie alle contraddizioni, alle ingiustizie e alle scelte del riciclaggio del denaro sporco e alle politiche speculative bancarie, terminali vergognose di tutti gli affari sporchi che arricchiscono ogni ora di più quella decina di famiglie che possiedono tutte le ricchezze del pianeta. Hanno messo le mani sulle fonti di energia, quelle vecchie e quelle rinnovabili, ponendo in grave pregiudizio lo sviluppo e la crescita dei paesi in via di sviluppo mentre gli investimenti per la ricerca per le nuove fonti di energia sono diminuiti o comunque non sono sufficienti per la ricerca che occorre sviluppare, offrendo in molti paesi la costruzione di centrali nucleari costose pericolose e inutili. Hanno costretto interi paesi proprietari delle materie, delle ricchezze spropositate di diamanti, oro, argento rame e tutti i minerali utili alla costruzione di armi per la distruzione di massa ed hanno posto veti anche su chi queste scelte può fare, alcuni sì ed altri no, occorre concedere anche in questo caso il primato ai potenti della terra di uccidere sì, ma lo faccio prima io e noi non possiamo scegliere neppure chi ci deve ammazzare, tanto sono tutti col fucile puntato pronti a farci scannare per un Dio che neppure ci conosce, nè noi conosciamo lui perché mai nessuno ci ha presentati. Per un confine, un fiume, un bosco o per una linea immaginaria tracciata da un pazzo furioso ubriaco di potere, di whiski e donne di malaffare che si trovano in quel letto per un tozzo di pane e salvare la propria famiglia da morte sicura per inedia come nei campi di concentramento nazisti, proprio ora che la globalizzazione avrebbe dovuto salvare l’umanità dalle povertà secolari che ci travolgono ovunque persino nei paesi opulenti occidentali, ricchi solo di protervia e sfruttamento e la ricchezza rimane nelle tasche  dei soliti e sempre a minori uomini usi all’omicidio per interessi personali. Ed  hanno pensato, presi da insulsi sogni di potere, di porre un freno alla fame destinando alla morte altri milioni di esseri umani componenti ignari del sesto continente, si sono appropriati dei semi, delle terre fertili per condizionare le produzioni agricole, stabilirne i prezzi, i mercati, i paesi che devono oppure no produrre quei tipi di prodotti, hanno selezionato uomini e donne che devono continuare a chinare la testa per produrre con le mani il prodotto, senza macchinari, senza attrezzi di lavoro, nuove categorie di schiavi, chinati nel 2000 in mezzo agli occhi del mondo che guarda e tace mai stupefatto delle antiche vergogne per cui milioni di uomini, si sono ribellati nei secoli per tornare ad essere uomini. E sono sempre gli altri, i potenti, le banche, le mafie agricole a stabilire i prezzi, i prodotti, il mercato, aumentando a dismisura i morti, gli schiavi, i poveri, chi deve vivere e chi invece deve morire di stenti, di fame, di malattie o di rabbia senza un minimo di appiglio per il proprio futuro e già salvare la propria pelle  diventa un atto di enorme eroismo. E per non farci pensare a quanto male stanno costruendo sulla faccia dei nostri continenti, nei nostri paesi giocano a deviarci la storia, gli interessi, la vita, le tradizioni, i sogni, la democrazia oggetto misterioso e magico abbandonata nelle mani di pazzi furiosi con nomi e titoli paradossalmente inneggianti a valori che continuamente offendono e distruggono, uccidendo esseri umani e tentando di uccidere addirittura le idee di libertà e benessere, come se fossero semplici strumenti di lavoro, stupidi e ignoranti.

Ultimo aggiornamento Venerdì 19 Febbraio 2010 19:04  

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