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Il giorno della memoria (parte seconda)

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La lezione, l’hanno assimilata solo alcuni; quelli che hanno regalato e regalano la propria vita al diritto, alla libertà, alla lotta per la difesa della vita e della civiltà. Non sono bastati i campi di concentramento, i milioni di morti nella seconda guerra mondiale, i morti per liberare i propri paesi dalla vergogna immane del nazi-fascismo, e non sono bastati i morti sulle piazze, nei paesi, nelle campagne, nelle grandi città, per impedire i tentativi di ritorno delle bestie. In tutto il mondo, in ogni paese o quasi ci sono i campi di sofferenza, i lager tornano pieni colmi di esseri umani, sfruttati, maltrattati, offesi, destinati comunque a un non ritorno. La schiavitù, quella vera, torna fare capolino nei paesi del progresso dando così più forza ai governi dei paesi sottosviluppati o in via di sviluppo, l’alibi per peggiorare la loro predisposizione all’oppressione e alla schiavitù economica, culturale e politica sulle masse lavoratrici e produttive. Causa di ciò è la mancata e più equa distribuzione delle ricchezze del paese pianeta, in primo luogo delle commesse di lavoro elargita in termini clientelari e politici sul quadrante geografico internazionale.

Dalla Russia, alla Cina, agli stessi Stati Uniti, all’Europa, tutto il mondo è preso come drogato dalla mania di persecuzione contro la gente e in particolare i più poveri e le minoranze etniche. La Palestina, l’Africa soverchiata dalle guerre intestine anch’essa ricca di contraddizioni ma non esente da campi di concentramento pieni di gente che viene massacrata solo apparentemente per motivi religiosi o di razza, dietro ci sono ben altri motivi di interessi economici e politici che si intrecciano guarda caso con i governi dei paesi sviluppati e i nostri giornalisti ed intellettuali sono assenti e l’Africa, seppure “semplice espressione geografica”, altro non è che un lager a cielo aperto tra il silenzio e l’ignavia di un mondo di uomini che si sono dimenticati di essere tali. La povertà, la miseria, la guerra, l’ingiustizia, la violenza, fa diventare gli uomini nomadi, e avventurieri di sventura, senza patria, e con la rabbia nel cuore. Un altro mondo ogni giorno si muove per cercare altre  radici, e nuove speranze. La bestia si aggira nel mondo e in Europa, i diversi, le minoranze in realtà non sono accolte come esseri umani, sono segnati e additati, relegati, sfruttati, maltrattati, derisi e chiusi nei nuovi campi di concentramento con un nome che dovrebbe farci rabbrividire, centri di accoglienza. Cosa vuol dire centro di accoglienza, ma questi bisogna accoglierli nel paese sociale, quello vero. Poi si va a vedere cosa sono questi campi di accoglienza. Sono nella migliore dei casi dei posti indecenti gente sfruttata e trattata peggio di quanto in questo paese è trattata gli animali, una sorta di macabro ritorno al passato. Ritorna la bestia con i suoi riti razzisti, con i termini fascisti di razza, colore. NOI, VOI, GLI ALTRI, con simboli e galiardetti, e bandiere che invitano all’odio razziale e di classe poiché ancora una volta i più attaccati sono i poveri e la gente colta che si batte onorevolmente per l’uguaglianza e la solidarietà.  Chi pensa che mai sarà colpito dalle  ingiustizie si sbaglia nessuno sarà mai  esente nei campi di ieri e di oggi ci sono tutti contadini, operai, impiegati, imprenditori, artigiani, giovani, vecchi e bambini e di tutti i colori. Tutti potremmo essere coinvolti nessuno escluso che ci piaccia o no è già successo.  Nella repressione, nelle violenze, nelle brutture, dalle sopraffazioni non s’impara niente sotto minaccia non si apprenderà mai nessuna lezione. Occorre innanzi tutto che il mondo dei diseredati si ribelli all’ignoranza, alla povertà alle diseguaglianze, alle ingiustizie, e soprattutto che si dipani la cultura, l’informazione, la solidarietà, che si combattano le ragione assurde della guerra, del razzismo, ci si batta per il lavoro, il progresso, la democrazia. Il vero lager quello più  difficile da combattere e sconfiggere è quello del potere e dell’ignoranza che costruisce  sulle differenze, sul razzismo, sulla ignoranza costruiscono le loro fortune elettorali, non serve commemorare, per poi fare le leggi razziali, costruire centri di accoglienza come quelli che abbiamo noi, essere integralisti religiosi, impedire altri culti, uccidere i barboni, i neri, fare campagne razziste contro i romeni, i rom, sfruttare i neri come bestie e dire che si è stati troppo tolleranti limitare la democrazia, la libertà, aggredire la costituzione repubblicana nata dalla resistenza e dall’antifascismo. Fare tutto ciò è dimostrare che non viviamo in democrazia ma  in regime molto vicino alla bestia. QUESTA BESTIA VA SCONFITTA sempre, e non soltanto nel giorno della memoria. Primo obbiettivo abolizione della pena di morte in un mondo civile è inconcepibile, cominciamo a salvare almeno un uomo magari è poco ma è un primo passo per uccidere la bestia e parte di essa purtroppo è dentro di ognuno di noi.

Ultimo aggiornamento Giovedì 28 Gennaio 2010 18:55  

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