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A day in Rome (aperitivo in via Veneto)

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Chi di voi conosce Roma conoscerà anche via Veneto, luogo prediletto per le passeggiate nell'atmosfera rarefatta dei tramonti romani o nell'ora dell'aperitivo, seduti nei dehor dei bar frequentati dalla gente bene (mah...) ammirando flessuose ragazze vestite alla moda.

L'altra sera c'eravamo anche noi, Letizia ed io, immersi  nell'aria che si respira in questa magica città, vagando tra la libreria Arion  e al traverso dell'Hard Rock Cafè. Aria però squarciata da laceranti sirene e strombazzamenti provenienti da macchine blue e grigie che arrogantemente sfrecciavano in gruppi di 3 o 4, bloccando il traffico, con al finestrino braccia protese a sventolare palette e sul tetto lampeggianti blu. Una ogni 2 o tre minuti.  Era la FAO, con la conferenza sulla fame nel mondo, e le macchine erano quelle delle delegazioni, scortate da finanza, carabinieri, polizia, guardie forestali, vigili urbani (a Roma pizzardoni), sommozzatori a cavallo, sciatori alpini e bersaglieri in bicicletta che si recavano, immagino, data l'ora, al dovuto aperitivo, propedeutico alla cena di rito. Gli alberghi di via Veneto dai nomi da belle epoque, Ritz, Excelsior, dagli alti portoni, dalle imponenti finestre, rutilanti di luci, presidiati da minacciosi portieri con divise da commodoro, erano circondati da decine di macchine di rappresentanza, in attesa del delegato di turno. Nel frattempo, all'ambasciata libica, l'amico Muammar si dilettava, chi dice con 200 chi dice con 500, fanciulle, assoldate in gruppo perchè il grande leader aveva sentito il bisogno di "parlare dei loro problemi", spiegando che Gesù non è stato crocefisso sulla croce, come forse loro ritenevano mettendosi il fard, perchè sostituito all'ultimo momento da qualcun altro (ma ve la vedete la faccia di quello che non c'entrava niente e che è stato per volere divino crocefisso al posto di Gesù?). Il tutto seguito da distribuzione di Corani.
In tutto 'sto gran casino (il culmine con Silvio che racconta barzellette in cui Marx chiede scusa ai proletari di tutto lo mondo), in questo spreco immane di soldi e rompimento solenne di cabasisi, cene e mignottame, per la fame nel mondo non si vede spuntare un euro. Avevano chiesto 20 miliardi di dollari per dare una botta al problema, 40 miliardi di dollari li hanno spesi l'anno scorso per salvare City Bank, ma per la fame nel mondo ci sono solo promesse e aperitivi in via Veneto. Per i delegati però, non per chi ha fame. Noi de Lo Sbavaglio avremmo una propostina semplice semplice: la prossima volta, i soldi che è costata questa conferenza, beh, dateli direttamente a chi ha fame, che è meglio!

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Novembre 2009 14:21  

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