Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Sovranismo e mondialismo

E-mail Stampa PDF

Il primo articolo della carta costituzionale assegna il potere al popolo. Questo lo ricordano tutti. Si ignora o si finge di ignorare, invece, che quel potere si "esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Può piacere o no ma questo dice la nostra legge fondamentale.

 

 

 

Abbiamo già misurato le conseguenze di questa ignoranza quando abbiamo tentato di arginare la pretesa berlusconiana di liberarsi da ogni vincolo di legge in quanto votato dalla maggioranza degli elettori. Oggi Salvini e Di Maio vogliono far passare per colpo di stato l’esercizio dei poteri del presidente della Repubblica nella nomina dei ministri. Anche questa pretesa è inaccettabile. Senza entrare nel merito della scelta del Capo dello Stato, non può esservi dubbio che la Costituzione gli assegna, con l’art. 92, un ruolo almeno “negoziale” nella scelta dei ministri. Il vero colpo di stato è sovvertire l’ordine e la regola costituzionale. Cosa che si può ben inteso fare, come tante volte è successo nel corso della storia, ma occorre appunto una rivoluzione di cui si facciano promotori con trasparente intendimento i nuovi tribuni nazionali.

La posta in gioco è invero un’altra e lo ha chiarito assai bene stamattina, partecipando ad una trasmissione televisiva, quell’istrione un po' leghista e un pò grillino che è il professor Becchi. Sinistra e destra, spiega Becchi, sono parole senza più significato politico, la vera contrapposizione è tra sovranisti e mondialisti. Va da sé che il professore appartiene alla prima categoria e che Lega e 5 Stelle si trovano sul medesimo versante ideologico.

Tralascio di commentare la presunta fine della dialettica fra chi vuole ridurre e chi, viceversa, vuole stabilizzare ed ampliare le diseguaglianze sociali ed economiche, ricordo solo che l’Italia ha già sperimentato una forma di sovranismo. Si chiamò fascismo e perseguì, fra mille delitti, l’autarchia economica della nazione.

La sinistra ha commesso in questi anni molti, troppi errori. Non solo quello di aver praticato, con Renzi, politiche economiche oggettivamente di destra, con la conseguenza di aver fatto crollare la fiducia di milioni di elettori nella possibilità di correggere le ingiustizie sociali. Abbiamo anche commesso l’errore di prestare troppa attenzione, e in qualche caso abbiamo anche dato voce, a un sovranismo anacronistico e millantatore. La sinistra è mondialista o non è.

Questa Europa non ci piace. Ma la soluzione non è venirne fuori, perché l’orizzonte costituzionale europeo è il solo che può assicurare benessere ai nostri figli. Su questo terreno si misura un altro nostro grave ritardo. Mercati, capitali e imprese sono sempre più globali ma la politica è sempre più impotente perché confinata all’interno degli spazi nazionali. L’Europa che vogliamo si costruisce insieme a tutti gli europei che condividono la nostra stessa urgenza di giustizia sociale e di libertà. Cosa aspettiamo a far nascere un partito transnazionale della sinistra europea?

Ultimo aggiornamento Lunedì 28 Maggio 2018 22:15  

Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information