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Ridateci i metalmeccanici

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Forse sono lontani i tempi in cui  i  “CAFONI“  venivano ripudiati dal parlamento, e i nobili componenti dell’emiciclo sentivano un senso di disprezzo verso quelli che venivano eletti dal mondo contadino, operaio ed anche, perché no, dai  piccoli  borghesi o artigiani, dalle casalinghe, dal mondo dei poveri, che sino a quel momento non avevano mai avuto una loro reale rappresentanza che in quel parlamento portasse avanti le istanze del mondo del lavoro.


La presenza di un cafone era quindi vista come  inquietante e inopportuna quasi a doversi vergognare del fatto che in questo paese vi fossero anche coloro i quali, nonostante producano la ricchezza, come sempre sono i più poveri e diseredati. Non starò qui a fare l’elenco dei valori delle intelligenze dei vari strati sociali e dei loro contributi nelle storia dell’umanità, sappiamo anche quanto prospero è stato il contributo degli intellettuali così detti borghesi alla causa del progresso del paese ed in particolare delle classi più povere; ne tanto vale farne i nomi, si farebbe torto forse a tutto il popolo italiano. Ma ciò che più mi preme affermare, che sino a quando  in quel famoso emiciclo (di cui parlavo) sono rimasti i rappresentanti degli interessi dei “CAFONI“ in qualche modo si sono mantenuti gli equilibri fra le forze, la democrazia, sia pure tra mille difficoltà e attacchi di ogni tipo, non solo ha tenuto ma si è in molti casi rafforzata, la forte presenza ideale e fisica dei lavoratori  è  stata baluardo insormontabile ai tentativi mai domi della reazione di imporre nella economia dello stato la strategia demolitrice del potere economico dei grandi capitalisti. Ed è questo un nodo che occorre sciogliere, e al più presto; sarà ed è sicuramente vero che il mondo è cambiato, sono cambiati i rapporti nelle società e nel mondo, le economie sono cambiate, i processi economici e politici sono cambiati, le forze politiche si sono trasformate, gli strati sociali sono riadattati, e l’uomo non è più al centro di nulla, neppure di se stesso, e le donne sono numeri e ombre di loro stesse, oggetti per ogni abbisogna lecita ed illecita eppure esse sono coloro le quali davvero in tutto il mondo portano addosso la croce degli errori, degli orrori e delle nefandezze di questo mondo costruito dal capitalismo dei padroni a danno  di tutti gli altri che padroni non sono e non lo saranno mai. Quello di cui tra le altre cose abbiamo bisogno è che in parlamento (e non solo) tornino a sedersi coloro che possono tornare a dare dignità ad una sala destinata altrimenti a diventare  un postribolo di dignitari legati agli interessi di parte, la parte più insana, quella parte dedita alle speculazioni, allo sfruttamento delle risorse del paese per i loro loschi affari, a beneficio delle banche delle grandi compagnie nazionali ed internazionali che rendono schiavi il nostro popolo, delle cupole mafiose, impedendo così al paese di riprendere la strada verso la democrazia e la prosperità. E vedete, in un paese capitalista, che piaccia o no, le cose non cambiano se cambia un governo, certo si potranno avere dei miglioramenti ma la sostanza del contendere è la stessa TUTTO CAMBIA PERCHE' TUTTO RESTI COME PRIMA. Questo non mi interessa o mi interessa solo in parte, deve cambiare il sistema, il modo di concepire l’uomo e la società, dobbiamo cambiare il mondo ed una sinistra che non ha un nuovo progetto del mondo non ha ragione di esistere. I lavoratori ed i metalmeccanici sia pure nel sogno un pizzico di questo lo stanno coltivando, aiutiamolo a crescere, intanto ridateci i metalmeccanici anche se adesso hanno le partite I.V.A. OCCORRE  CHE  SI    ELEVI AL PIU’ PRESTO UN SUSSULTO DI RIVOLTA DEMOCRATICA  CONTRO LE FORZE ANTICOSTITUZIONALI.

Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Ottobre 2009 00:48  

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