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Diritto allo studio

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Vorrei condividere con voi qualche pensiero legato al diritto allo studio.

Poiché sono uno studente del terzo anno della facoltà di Economia all'Università di Torino e visto che siamo nel periodo di pagamento delle tasse universitarie, dovrò sborsare una rata di 443,62 euro per iscrivermi al corso di laurea e poter sostenere gli esami. A questa somma dovrò aggiungere quanto basta per i libri, per l'abbonamento a GTT (l’azienda tranviaria torinese) e per vari servizi indispensabili come l'Internet; sommando tutto si arriva grosso modo a 600 euro, solo per il primo semestre, cifra non trascurabile per uno studente con entrate monetarie mensili modeste.

Ed io non sono che uno tra i tanti studenti che vorrebbero, attraverso non pochi sacrifici, laurearsi e aspirare a una vita migliore.

Oggi i cambiamenti rapidi nel mondo del lavoro e della società richiedono la formazione continua lungo tutto il corso della vita lavorativa e chi non riesce a rimanere all'interno del circuito dello studio e della cultura paga prezzi altissimi e resta fuori da tutto.

Il mio dubbio è se lo studio è davvero un diritto di tutti o se è diventato un privilegio di pochi e le opportunità della vita sono già state prenotate da quei pochi fortunati.

 

 

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